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Lilian Smart

Bimba di 8 anni muore per infezione da ameba “mangia-cervello” dopo un bagno al lago

Teresa Pitrola 3 settimane fa 0

Una bambina di 8 anni della Louisiana è morta dopo aver contratto un’infezione da un’amoeba estremamente rara che si trova nelle acque dolci calde. Lillian Smart, secondo quanto riferito da Kyle Roberts, portavoce della famiglia, è deceduta dopo la diagnosi di infezione da Naegleria fowleri, il parassita comunemente noto come “ameba mangia-cervello”.

La morte un giorno dopo il compleanno

Secondo la ricostruzione della testata Louisiana Illuminator, Lillian è morta sabato 22 agosto 2026 in un ospedale nell’area di Shreveport, un giorno dopo aver compiuto otto anni. I genitori, Daniel e Rebecca Smart, hanno annunciato la scomparsa della figlia domenica mattina con un messaggio pubblico su Facebook, in cui hanno spiegato che i danni cerebrali erano ormai troppo estesi perché la bambina potesse riprendersi, nonostante ogni sforzo del personale medico per tenerla in vita.

Il governatore della Louisiana, Jeff Landry, ha voluto esprimere pubblicamente il proprio cordoglio scrivendo su X di essere “heartbroken over the news of Lillian’s passing”, ovvero profondamente addolorato per la notizia della sua scomparsa.

Il presunto contagio nel lago Claiborne

Il Dipartimento della Salute della Louisiana aveva reso noto, pochi giorni prima del decesso, che un residente dello Stato era stato ricoverato dopo essere risultato positivo a Naegleria fowleri. Le autorità non avevano diffuso il nome della paziente, ma amici e familiari l’hanno successivamente identificata come Lillian. Gli esperti ritengono che l’infezione sia stata contratta mentre la bambina nuotava nel lago Claiborne, a circa 48 chilometri a nord-ovest di Ruston, la cittadina della Louisiana settentrionale dove viveva con la famiglia.

Si tratterebbe, secondo il dipartimento sanitario statale, del primo caso confermato di Naegleria fowleri in Louisiana dal 2013.

Il ruolo del caldo estremo e del clima

Un elemento che sta emergendo con forza in queste ore riguarda il legame tra il contagio e le condizioni climatiche di questa estate. Il Dipartimento della Salute della Louisiana ha spiegato che l’ameba prolifera soprattutto durante periodi prolungati di caldo estremo e con livelli dell’acqua più bassi, condizioni che si sono verificate diffusamente nel Golfo del Messico e negli Stati del Sud proprio in queste settimane. Questo tipo di scenario, secondo gli osservatori, potrebbe spiegare perché organismi come Naegleria fowleri stiano comparendo anche in contesti e periodi in cui in passato erano meno frequenti.

Cos’è la Naegleria fowleri e come si trasmette

Naegleria fowleri è un’ameba microscopica che vive naturalmente nelle acque dolci calde: laghi, fiumi, canali e stagni in gran parte del territorio statunitense. L’infezione, chiamata meningoencefalite amebica primaria (PAM), si verifica quando l’acqua contaminata penetra dal naso e raggiunge il cervello, dove il parassita provoca gonfiore e distruzione dei tessuti. Non si trasmette bevendo l’acqua né da persona a persona, ma una volta contratta è quasi sempre fatale. In media, negli Stati Uniti si registrano meno di dieci casi all’anno.

Un precedente rimasto nella memoria della Louisiana

Il caso precedente più recente risaliva al 2013, quando un bambino di 4 anni della parrocchia di St. Bernard era morto dopo aver giocato con uno scivolo d’acqua domestico: in quell’occasione i test confermarono la presenza del parassita nell’impianto idrico dell’abitazione, sebbene le analisi sulla rete idrica pubblica risultassero negative, pur con livelli di cloro più bassi del previsto. Nel 2011, invece, due persone – un uomo di 20 anni e una donna di 51 – erano decedute dopo aver utilizzato acqua di rubinetto per lavaggi nasali.

I numeri nazionali e le raccomandazioni in Usa

A livello nazionale, tra il 1937 e il 2025 sono stati confermati circa 180 casi di infezione da Naegleria fowleri negli Stati Uniti, quasi sempre con esito fatale. Le autorità sanitarie continuano a raccomandare prudenza durante il nuoto in acque dolci calde, soprattutto nei periodi di temperature elevate: tra le precauzioni più citate figurano l’uso di tappi nasali e l’attenzione a non immergere la testa in acque stagnanti o poco profonde durante l’estate.

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