Mentre a Parigi si disputano le ultime battute del Roland Garros 2026 (finale il 7 giugno), miliardi di persone usano quel nome senza sapere chi fosse davvero. Non un campione. Non un dirigente sportivo. Non uno sponsor. Roland Garros fu un aviatore francese, nato il 6 ottobre 1888 a Saint-Denis de la Réunion, una piccola isola nell’Oceano Indiano. La sua vita si concluse il 5 ottobre 1918, un giorno prima del suo trentesimo compleanno, abbattuto durante un combattimento aereo nelle Ardenne. Con il tennis non aveva mai avuto nulla a che fare.
In questo articolo
Un ragazzo di Réunion che voleva stare in cielo
Il suo nome completo era Eugène Adrien Roland Georges Garros. Da giovane praticò diversi sport, tra cui il rugby nella squadra parigina Stade Français, ma la sua passione principale era l’aviazione, alla quale si avvicinò giovanissimo. Va ricordato che all’epoca gli aerei erano ancora agli inizi della loro storia: il primo velivolo era stato costruito nel 1903 dai fratelli Wright. Sei anni dopo quella prima volo sperimentale, Garros pilotò per la prima volta un aereo nel 1909, mostrandosi subito un aviatore abile e audace.
Non si limitò a volare. Prese parte a diverse competizioni aeronautiche (all’epoca considerate anche sport), tra cui la corsa Parigi-Madrid del 1911 e il Circuito d’Europa, sul percorso Parigi-Londra. Nel 1913 stabilì il record mondiale di altitudine, volando prima a 3.950 metri e in seguito, dopo che il record era stato battuto da un altro pilota, a ben 5.610 metri.
Ma il momento che lo rese celebre arrivò nel settembre dello stesso anno.
Il volo che nessuno aveva mai fatto
Il 23 settembre 1913, a bordo di un monoplano Morane-Saulnier, Garros realizzò la prima trasvolata del Mediterraneo, volando da Saint-Raphaël, in Costa Azzurra, fino a Biserta, in Tunisia. Il decollo avvenne alle 5.47 e l’atterraggio a Bizerte arrivò dopo sette ore e 53 minuti. Nessuno ci era mai riuscito prima. Nessuno aveva mai attraversato quel mare senza fermarsi, senza rotte di sicurezza, senza nessuno che ti venisse a cercare se qualcosa fosse andato storto.
Tra i suoi amici c’era il poeta e regista Jean Cocteau, che gli dedicò la raccolta di poesie “Le Cap de Bonne Espérance”, pubblicata dopo la morte dell’aviatore. Sull’ala destra del suo aereo Garros aveva fatto scrivere una frase: “La vittoria appartiene al più tenace”. Quella stessa frase è oggi visibile sul campo centrale dell’Open di Francia.

La guerra, l’invenzione e la prigionia
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Garros si arruolò volontario. In cielo, dove già dominava, riuscì a risolvere un problema tecnico che bloccava tutti i piloti da caccia dell’epoca: come sparare dal muso dell’aereo senza distruggere le proprie eliche.
Garros ha posizionato la mitragliatrice nella parte anteriore dell’aereo e, per proteggere le pale dell’elica dai proiettili, ha messo due coni metallici in corrispondenza della bocca dell’arma da fuoco. Non era un sistema perfetto, ma funzionava abbastanza da farlo diventare il terrore dei piloti tedeschi. Fu il primo ad abbattere un velivolo tedesco con questo sistema.
Poi la fortuna girò. Garros fu fatto prigioniero, mentre il suo aereo fu esaminato dai tedeschi, portando Anthony Fokker e il suo gruppo a progettare un sistema migliore, che sincronizzava il meccanismo di sparo all’albero motore, di modo che il mitragliatore sparasse solo quando le pale dell’elica non erano davanti alle canne delle mitragliatrici. Ben presto le sorti si rovesciarono e gli aerei di Fokker abbattevano tutti gli avversari che incontravano, portando a quello che divenne noto come il Flagello Fokker.
Garros riuscì a scappare dal campo di concentramento in Germania nel febbraio del 1918 e si riunì all’esercito francese. Il 5 ottobre dello stesso anno venne nuovamente abbattuto e rimase ucciso nei pressi di Vouziers, nelle Ardenne. Aveva 29 anni e un giorno.
Perché il torneo si chiama così
Il torneo di Parigi esiste dal 1891, ma per decenni restò riservato agli sportivi francesi. A dare una svolta alla storia e alla popolarità del torneo fu la vittoria dei “quattro moschettieri” (Cochet, Borotra, Lacoste e Brugnon) della Coppa Davis nel 1927 contro gli Stati Uniti a Philadelphia.
Quella vittoria cambiò tutto. La Federazione francese decise di costruire un nuovo impianto per difendere il titolo di Coppa Davis, sfruttando un sito di 3 ettari nei pressi della Porte d’Auteuil. Il tutto fu messo a disposizione dallo Stato francese con la condizione che portasse il nome di un eroe francese.
La scelta ricadde sul leggendario Roland Garros, per quello che divenne lo Stade Roland Garros. Da allora l’Open di Francia viene riconosciuto anche con il nome del leggendario aviatore.
Un pilota morto in guerra dieci anni prima, che non aveva mai toccato una racchetta, diventò così il volto del torneo più importante del tennis su terra battuta. Oggi, mentre il Roland Garros 2026 si avvia verso la finale del 7 giugno con un montepremi di 61,7 milioni di euro, la frase sull’ala del suo aereo continua a campeggiare sul campo centrale: “La vittoria appartiene al più tenace”.
Lui lo sapeva bene.
| Fatto | Dettaglio |
|---|---|
| Nome completo | Eugène Adrien Roland Georges Garros |
| Data di nascita | 6 ottobre 1888, Saint-Denis, isola di Réunion |
| Data di morte | 5 ottobre 1918, Vouziers (Ardenne, Francia) |
| Impresa più celebre | Prima traversata del Mediterraneo senza scalo (1913) |
| Contributo militare | Primo sistema di fuoco attraverso l’elica dell’aereo |
| Perché il torneo porta il suo nome | Costruzione dello stadio nel 1928: obbligo di intitolarlo a un eroe francese |
| La sua frase | “La vittoria appartiene al più tenace” (sull’ala del suo aereo, oggi sul campo centrale) |
Nota editoriale: Roland Garros abbatté tre aerei nemici durante la guerra. Per diventare “asso dell’aviazione” ne servivano cinque. Il primo asso riconosciuto fu un altro pilota francese, Adolphe Pégoud. Garros fu invece il primo pilota a usare con successo in combattimento il tiro attraverso l’elica.
FAQ
Roland Garros ha mai giocato a tennis?
No. Roland Garros non ha avuto alcun rapporto con il tennis. Era un aviatore appassionato di sport (giocò a rugby con lo Stade Français di Parigi), ma la sua vera vocazione fu il volo. Il torneo porta il suo nome perché lo stadio costruito nel 1928 doveva essere intitolato a un eroe nazionale francese, e la scelta cadde su di lui.
Quando fu costruito lo Stade Roland Garros e perché?
Lo stadio fu costruito nel 1928 per permettere alla Francia di difendere il titolo di Coppa Davis, vinto nel 1927 a Philadelphia dai “quattro moschettieri”: Cochet, Borotra, Lacoste e Brugnon. Lo Stato francese cedette un’area di 3 ettari nei pressi della Porte d’Auteuil con una condizione: l’impianto doveva portare il nome di un eroe nazionale.
Qual è l’impresa più celebre di Roland Garros?
La prima traversata del Mediterraneo in volo senza scalo, il 23 settembre 1913. Garros decollò da Fréjus, sulla Costa Azzurra, e atterrò a Biserta, in Tunisia, dopo quasi otto ore di volo su un monoplano Morane-Saulnier. Nessun aviatore ci era riuscito prima.
Come morì Roland Garros?
Morì il 5 ottobre 1918 in un combattimento aereo sopra le Ardenne, nei pressi di Vouziers, in Francia. Aveva 29 anni e mancava un giorno al suo trentesimo compleanno. Aveva trascorso parte della guerra anche prigioniero in Germania, da cui era evaso nel febbraio dello stesso anno.
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Crediti fotografici
- Torneo di tennis Roland Garros: © cosedellaltromondo.it | CC0 1.0 Universal
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