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Anche in Italia il primo farmaco per smettere di fumare (ed è rimborsabile)

Cose dell'Altro Mondo 2 mesi fa 0

Un principio attivo estratto da una pianta ornamentale entra ufficialmente tra le terapie rimborsate in Italia contro il tabagismo. La Citisina, derivata dal Cytisus laburnum, è stata inserita in Gazzetta Ufficiale nel 2026 come primo farmaco per smettere di fumare rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale. L’impatto riguarda circa 12,5 milioni di fumatori italiani e un sistema sanitario che sostiene costi superiori a 26 miliardi di euro l’anno.

Come funziona il nuovo farmaco antifumo

La citisina agisce sugli stessi recettori cerebrali della nicotina. È un agonista parziale dei recettori nicotinici dell’acetilcolina: si lega a questi siti e riduce sia il bisogno di fumare sia il piacere associato alla sigaretta.

Il meccanismo è duplice e diretto:

  • attenua i sintomi dell’astinenza, tra cui irritabilità, ansia, insonnia e disforia;
  • blocca il rinforzo positivo del fumo, riducendo la gratificazione;

In pratica, il cervello riceve un segnale attenuato simile alla nicotina, ma senza gli effetti nocivi del tabacco.

Protocollo terapeutico: 25 giorni e stop entro il quinto

Il trattamento ha una durata standard di 25 giorni. Il farmaco viene assunto per via orale con dosaggio progressivamente decrescente.

Secondo Claudio Leonardi, presidente della Sipad, la cessazione completa del fumo dovrebbe avvenire entro il quinto giorno dall’inizio della terapia. Tuttavia, oltre la metà dei pazienti potrebbe necessitare di un secondo ciclo per consolidare il risultato.

Il farmaco, commercializzato come Recigar e prodotto dalla società polacca Adamed, rappresenta la versione industriale di un preparato già utilizzato in ambito galenico.

Non basta il farmaco: il ruolo dei centri antifumo

L’accesso alla terapia non è libero. È richiesta prescrizione medica e il percorso deve essere seguito da strutture specializzate.

In Italia operano circa 110 centri antifumo. Il supporto clinico è considerato necessario, soprattutto per i fumatori più dipendenti.

Fabio Beatrice, direttore scientifico dell’Osservatorio per la riduzione del danno, chiarisce: “Si tratta di un’opzione terapeutica di prima linea e considerando la trasversalità dei danni da fumo, il suo impiego deve avvenire attraverso la prescrizione dei medici di medicina generale, pneumologi, oncologi e cardiologi territoriali, dei professionisti dei SerD”.

Impatto sanitario: numeri e costi del tabagismo

Il contesto epidemiologico è definito da dati precisi. Il disturbo da uso di tabacco causa oltre 90.000 morti all’anno in Italia, che salgono a circa 93.000 considerando tutte le stime disponibili.

I costi complessivi, tra spesa sanitaria e perdita di produttività, superano i 26 miliardi di euro annui.

La disponibilità di un farmaco rimborsato modifica l’accesso alle cure, rendendo più sostenibile un percorso terapeutico che finora era spesso limitato da costi diretti per il paziente.

Il riconoscimento internazionale della citisina

La molecola non è una novità assoluta. È già presente nelle linee guida della Organizzazione Mondiale della Sanità dal 2024 ed è stata inserita nel 2025 tra i farmaci essenziali.

È inoltre utilizzata da anni in diversi Paesi europei. L’ingresso nel sistema sanitario italiano rappresenta quindi un allineamento con pratiche già consolidate a livello internazionale.

La citisina è davvero efficace per smettere di fumare?

Sì, agisce direttamente sui recettori della nicotina riducendo sia i sintomi dell’astinenza sia il piacere del fumo. È riconosciuta a livello internazionale ed è inclusa nelle linee guida OMS.

Il farmaco è gratuito per tutti?

È rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale, ma richiede prescrizione medica e l’inserimento in un percorso terapeutico presso centri antifumo.

Quanto dura il trattamento?

Il ciclo standard è di 25 giorni con dosaggio decrescente. In alcuni casi può essere necessario ripetere la terapia.

Dopo quanti giorni si smette di fumare?

La cessazione dovrebbe avvenire entro il quinto giorno dall’inizio del trattamento, secondo le indicazioni cliniche.

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