L’arco naturale di Torre Sant’Andrea, nel territorio di Melendugno, è crollato nella notte a causa delle violente mareggiate e delle piogge che hanno colpito il Salento nei giorni scorsi. Conosciuto anche come “arco dell’amore” o “arco degli Innamorati”, si è completamente sbriciolato in acqua. Non si registrano danni a persone. Per un territorio che fonda parte della propria economia sul turismo costiero, la perdita è immediata, tangibile, economica e simbolica.
Il crollo nella notte: cosa è accaduto
Il cedimento è avvenuto durante una fase di forte maltempo, con mareggiate intense che hanno colpito la scogliera. L’arco, già sottoposto negli anni a erosione naturale, non ha retto alla pressione combinata di moto ondoso e precipitazioni.
Parte dell’area a ridosso della formazione rocciosa era interdetta già dal 2014 in base a ordinanze comunali e della Capitaneria di porto.
Un simbolo del turismo regionale
L’arco di Sant’Andrea era tra le immagini più iconiche del Salento. “Un’icona del turismo regionale e dell’intera nazione”, ha dichiarato il sindaco Maurizio Cisternino, ricordando che fu scelta anche per uno dei primi spot pubblicitari di Wind. La sua sagoma naturale incorniciava il mare ed era meta costante di visitatori e fotografi.
L’assessore al Turismo di Melendugno, Francesco Stella, ha commentato: “Un brutto risveglio questa mattina a Torre Sant’Andrea: è caduto l’arco. Che dramma. Inevitabile, ma è sempre un colpo al cuore”.
Impatto territoriale
| Aspetto | Effetto immediato | Implicazione |
|---|---|---|
| Paesaggistico | Perdita della formazione rocciosa | Alterazione skyline costiero |
| Turistico | Calo attrattività simbolica | Impatto economico locale |
| Sicurezza | Area già interdetta | Nessun ferito |
| Ambientale | Accelerazione erosione | Monitoraggio necessario |
La perdita, quindi, non è solo estetica, ma economica e identitaria.
Cambiamenti climatici ed erosione costiera
Il tema non si ferma al singolo evento. L’assessore regionale alle Infrastrutture con delega al Demanio, Raffaele Piemontese, ha collegato il crollo ai cambiamenti climatici che stanno mettendo sotto pressione le coste pugliesi. Secondo Piemontese, l’intensificarsi degli eventi meteorologici sta accelerando processi naturali che in passato richiedevano secoli.
L’arco, comunque, non è stato “abbattuto” da un evento straordinario isolato. Era una struttura modellata dall’erosione marina. Ogni formazione naturale è per definizione transitoria. Il punto centrale non è solo il crollo, ma la velocità con cui questi processi stanno avvenendo. Quando un simbolo scompare, si perde memoria collettiva, identità e narrazione territoriale.

FAQ
Dove si trovava l’arco crollato?
A Torre Sant’Andrea, nel territorio di Melendugno (Lecce).
Ci sono stati feriti?
No.
Perché è crollato?
Mareggiate e maltempo hanno accelerato un processo erosivo naturale.
Erano previste misure di sicurezza?
Sì, l’area era parzialmente interdetta dal 2014.
Sono previsti interventi?
Sì, con finanziamenti regionali anche per il 2025.
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