Menu
Daveigh Chase

Addio a Daveigh Chase, fu la spaventosa Samara in “The Ring”: uccisa a 35 anni dalle complicazioni di una meningite

Teresa Pitrola 4 settimane fa 0

È morta il 16 giugno 2026 Daveigh Chase, l’attrice statunitense che una generazione intera ricorda come la voce di Lilo in Lilo & Stitch e come il volto perturbante di Samara Morgan in The Ring. Aveva 35 anni. Secondo quanto riferito dal compagno Roy Hernandez, l’attrice è deceduta in seguito a una meningite e a un’infezione del sangue che hanno provocato una grave sepsi, causando il collasso dell’organismo. 

La notizia ha scatenato un’ondata di tributi da parte di fan, amici e colleghi che ricordano un’attrice il cui lavoro ha lasciato un segno indelebile nella cultura pop dei primi anni Duemila.

La bambina di Las Vegas che conquistò Hollywood

Nata il 24 luglio 1990 a Las Vegas e cresciuta ad Albany, in Oregon, Daveigh Elizabeth Chase aveva iniziato a esibirsi giovanissima, tra pubblicità, recital di danza e prime comparsate in televisione. Aveva appena otto anni quando aveva già collezionato apparizioni in serie amatissime come Sabrina, vita da strega, Streghe, The Practice ed E.R. – Medici in prima linea. 

La sua carriera da attrice vera e propria decollò nel 2001 con Donnie Darko, il film cult di Richard Kelly con Jake Gyllenhaal in cui Chase interpretava Samantha, la sorella minore del protagonista. Quello stesso anno arrivò un impegno destinato a restare nella storia dell’animazione mondiale: il doppiaggio di Chihiro Ogino nel film americano de La città incantata di Hayao Miyazaki, distribuito negli Stati Uniti con adattamento Disney.

La consacrazione nel 2002

Il 2002 fu l’anno che la consacrò definitivamente, con una coincidenza quasi paradossale: la stessa attrice riuscì a spaventare milioni di spettatori e a far piangere di tenerezza milioni di bambini nello spazio di pochi mesi. 

In Lilo & Stitch, Daveigh Chase prestò la voce originale a Lilo Pelekai, la bambina hawaiana fragile, ostinata e segnata da un senso di solitudine che il film raccontava con toni accessibili ma non superficiali. La sua interpretazione vocale fu premiata con un Annie Award e divenne parte integrante dell’identità del personaggio. Chase tornò poi a doppiare Lilo anche in sequel, nella serie televisiva e in vari prodotti del franchise. 

Nello stesso anno arrivò The Ring di Gore Verbinski: il personaggio di Samara Morgan, quasi muto e costruito soprattutto attraverso la presenza fisica, la postura e l’immagine disturbante, divenne rapidamente una delle figure horror più riconoscibili del periodo. Per quel ruolo Chase vinse l’MTV Movie Award come miglior cattivo, un riconoscimento significativo per un’attrice allora giovanissima. Per battere la concorrenza, quella notte dovette superare Mike Myers, Willem Dafoe, Daniel Day-Lewis e Colin Farrell.

La carriera dopo l’esplosione del successo: da HBO alla progressiva uscita di scena

Negli anni successivi Chase lavorò ancora in televisione e al cinema, con uno dei suoi ruoli televisivi più rilevanti in Big Love, la serie HBO andata in onda tra il 2006 e il 2011, dove interpretava Rhonda Volmer. 

Nel 2009, in un’intervista alla rivista Interview, aveva descritto con lucidità la carriera che voleva costruirsi: “Voglio fare qualcosa che amo e che le persone rispetteranno. Voglio fare cose che cambieranno la vita di qualcuno, non qualcosa che dimenticheranno domani”. Nel 2012 aveva dichiarato di preferire il cinema indipendente. L’ultimo credito ufficiale risale al 2016, nel videogioco Let It Die.

Gli anni bui, i guai con la giustizia e l’instabilità

Dopo il ritiro dalle scene, la vita di Daveigh Chase prese una piega sempre più difficile. La stampa americana riportò diversi episodi tra il 2017 e il 2018, tra cui arresti e contestazioni collegate a mandati pendenti, possesso di sostanze stupefacenti e vicende relative a un veicolo risultato rubato. In una delle ricostruzioni più riprese, TMZ scrisse anche che Chase era stata interrogata dalla polizia dopo la morte di un uomo con cui sarebbe stata nelle ore precedenti, precisando però che non era considerata sospettata in quel caso. 

Secondo quanto riferito dal compagno Roy Hernandez, dopo un’infanzia difficile e una dolorosa rottura con la famiglia, Daveigh era stata vittima di bullismo e aveva faticato a trovare sicurezza e serenità vivendo nel centro di Los Angeles. 

Il suo profilo Instagram era rimasto silenzioso per anni: l’ultimo post risaliva al novembre 2017 e mostrava l’attrice accanto a un palloncino a forma di unicorno con la didascalia “Gli unicorni esistono davvero”.

Gli ultimi giorni

Chase era stata ricoverata in un ospedale di Los Angeles all’inizio di giugno per via di una grave malnutrizione. Pochi giorni prima della sua morte, il compagno Hernandez aveva lanciato una campagna GoFundMe dal titolo “Aiutate Daveigh Chase a trovare conforto e pace”, scrivendo che l’attrice era stata colpita da meningite e da gravi infezioni del sangue e che i medici gli avevano comunicato che non avrebbe avuto molto tempo. “Tutto quello che ha sempre voluto era un posto dove poter vivere insieme, sentirsi al sicuro ed essere felice”, aveva scritto Hernandez, descrivendo la donna che amava come una luce nella sua vita. 

Il quadro clinico si è poi complicato a causa di una grave sepsi che ha provocato il collasso dell’organismo. L’ufficio del medico legale della contea di Los Angeles non ha ancora rilasciato una comunicazione ufficiale sulla causa del decesso.

Il cordoglio in tutto il mondo

La notizia ha scatenato una valanga di messaggi di cordoglio online. Lo zio dell’attrice ha condiviso su Instagram un tributo commosso, scrivendo: “Alcuni di voi la conoscono come Lilo Pelekai, Samara Morgan, Rhonda Volmer o semplicemente Chihiro. Daveigh, la mia nipote dall’enorme talento, ci ha lasciati ieri notte. Possa il Padre Eterno prenderla tra le sue braccia e bagnarla di amore e pace per l’eternità”. Letterboxd, la popolare piattaforma di cinefili, ha pubblicato un post in sua memoria, a sottolineare quanto il suo lavoro del 2002 si fosse inciso nella cultura cinefila. Migliaia di fan si sono ritrovati sotto l’ultimo post Instagram dell’attrice, trasformato in un memoriale spontaneo. “Riposa in pace. Parte enorme della mia infanzia. Mi dispiace tanto”, ha scritto un utente. Un altro ha ricordato che attraverso il personaggio di Lilo lei “ha davvero insegnato a tutti il significato della parola ohana”. Parole che, rilette oggi accanto alla sua storia, suonano come un epitaffio involontario e straziante.

Ti è piaciuto? Votalo!

🌍 Le notizie di Cose dell'Altro Mondo direttamente sul tuo telefono

Iscriviti al nostro canale WhatsApp o Telegram — gratis, senza spam, puoi uscire quando vuoi.

Crediti fotografici


Scopri di più da Cose dell'Altro Mondo

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Scritto da

Lascia un commento

Rispondi