La Commissione Agricoltura della Camera ha avviato l’esame delle proposte di legge che vietano la macellazione degli equidi, riconoscendo cavalli, asini e pony come animali d’affezione. Se l’iter si concluderà positivamente, la norma introdurrà un divieto nazionale con sanzioni fino a 100mila euro e pene detentive da tre mesi a tre anni. La decisione incide su tradizioni gastronomiche radicate e su un settore che nel 2024 ha registrato circa 17.000 equidi macellati in Italia.
L’iniziativa legislativa, depositata dalle deputate Susanna Cherchi (M5S) e Luana Zanella (Avs), è entrata nella fase operativa: la Commissione sta lavorando su testo base, audizioni ed eventuali emendamenti prima del possibile approdo in Aula per il voto. È la prima volta che un provvedimento di questo tipo raggiunge concretamente l’esame parlamentare.
Cosa prevede la proposta di legge
La proposta punta a un cambio di status giuridico per gli equidi, qualificandoli come animali d’affezione e quindi esclusi dalla filiera alimentare. Attualmente il sistema italiano distingue tra Dpa (“destinato alla produzione di alimenti per consumo umano”) e non Dpa. La riforma trasformerebbe tutti gli equidi in “No Dpa”, vietando non solo la macellazione ma anche allevamento, importazione ed esportazione finalizzati alla produzione di carne.
Sono previste sanzioni fino a 100mila euro e pene detentive da tre mesi a tre anni, con aggravanti in caso di immissione delle carni in commercio. Per garantire tracciabilità, la norma introduce registrazione e identificazione tramite microchip entro termini ravvicinati dall’entrata in vigore.
Un fondo da sei milioni di euro sostiene la riconversione degli allevatori verso attività alternative come centri di recupero, turismo equestre o percorsi educativi.
Tabella riassuntiva della proposta
| Punto chiave | Contenuto |
|---|---|
| Status equidi | Da Dpa a No Dpa |
| Divieto | Macellazione, allevamento e movimentazione per carne |
| Sanzioni | Fino a 100mila euro + 3 mesi/3 anni reclusione |
| Fondo riconversione | 6 milioni di euro |
| Tracciabilità | Microchip obbligatorio |
Il precedente europeo e la posizione animalista
Un precedente esiste già: la Grecia ha introdotto il divieto nazionale di macellazione equina nel 2020. In Italia l’associazione Animal Equality Italia sostiene la riforma e ha raccolto nel 2023 247mila firme per chiedere il riconoscimento del cavallo come animale d’affezione.
Il direttore esecutivo Matteo Cupi ha dichiarato: “L’avvio dell’esame di questa proposta di legge rappresenta un passaggio politico rilevante e atteso. È il segnale che il Parlamento ha deciso di affrontare una pratica crudele e opaca, che provoca gravi sofferenze agli animali e pone seri interrogativi anche sul piano della tutela della salute pubblica”.
Secondo un’indagine Ipsos pubblicata da Animal Equality nel maggio 2025, solo il 17% di chi consuma carne mangia anche carne equina. La concentrazione maggiore si registra in Lombardia (24%) e Puglia (11%), seguite da Emilia-Romagna e Campania (9%) e Lazio e Sicilia (8%). Tra chi non la consuma, il 44% motiva la scelta con il legame affettivo verso l’animale, il 42% per abitudine. Molti dichiarano che “dà fastidio l’idea” o che “il cavallo è un animale nobile”.
© cosedellaltromondo.it | AI Generated - Free to UseTradizione contro cambiamento
La proposta incide su piatti storici come la pastissada veronese, i pezzetti salentini, il caval pist di Parma, le polpette a Catania e gli sfilacci a Padova. La questione non è solo normativa ma culturale.
L’Italia mantiene un ruolo significativo nel mercato della carne equina, con 17.000 capi macellati nel 2024 e un alto livello di importazioni. Tuttavia la domanda appare minoritaria e concentrata territorialmente.
Il dibattito si sviluppa su due piani: tutela degli animali e tradizioni locali. La classificazione come animali d’affezione esclude di fatto gli equidi dalla produzione alimentare, come già avviene per cani e gatti.
Implicazioni economiche e legislative
Il testo è già incardinato in Commissione Ambiente al Senato, in un percorso parallelo. Sono previste audizioni e possibili modifiche prima della votazione finale.
Il cambio di status comporta una revisione completa della filiera, con controlli su movimentazioni e identificazione obbligatoria. La misura si inserisce in un quadro che alcuni osservatori definiscono ancora antropocentrico, dove la tutela varia in base alla relazione emotiva con la specie.
Se approvata, la legge rappresenterebbe una trasformazione strutturale nel diritto animale italiano.
FAQ
La proposta è già legge?
No, è in fase di esame in Commissione.
Cosa cambia per gli allevatori?
Divieto di allevamento per carne e possibilità di riconversione con fondo dedicato.
Qual è l’impatto sui consumi?
Secondo Ipsos solo il 17% dei consumatori di carne mangia carne equina.
Esistono precedenti in Europa?
Sì, la Grecia dal 2020 vieta la macellazione equina.
Fonti:
Crediti fotografici
- Proposta di legge contro la macellazione equina: © cosedellaltromondo.it | AI Generated - Free to Use
- Proposta di legge contro la macellazione equina: © cosedellaltromondo.it | AI Generated - Free to Use
Scopri di più da Cose dell'Altro Mondo
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Darwin, scienziati “guardano dentro” i suoi barattoli dopo 200 anni: il laser rivela i liquidi segreti
Voli cancellati dopo attacco all’Iran: cosa spetta ai passeggeri italiani 
Uova richiamate per rischio microbiologico: controlla lotto e scadenza prima di cucinare
“Mi serve 1.350 euro per il dentista”: la truffa WhatsApp che parte dai tuoi contatti
Reddito sotto 8.000 euro? Dal 2026 puoi non pagare il bollo: tutte le categorie esenti