Un fossile che sembrava quasi ordinario — alcune ossa delle zampe, qualche vertebra — si è rivelato qualcosa di molto diverso nel momento in cui è passato sotto i raggi X. L’esemplare recuperato nel 2023 sull’isola di Aphae, lungo la costa sudoccidentale della penisola coreana, appartiene a una nuova specie di dinosauro descritta per la prima volta il 19 marzo 2026 sulla rivista scientifica Fossil Record: Doolysaurus huhmini. Aveva circa 2 anni quando morì, era grande come un tacchino, e il suo cranio è rimasto nascosto dentro un blocco di roccia per oltre 100 milioni di anni. È il primo dinosauro interamente nuovo descritto in Corea del Sud in quindici anni — e il primo mai trovato nel paese con frammenti del cranio conservati.
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Un fossile che nascondeva molto più di quanto apparisse
La storia comincia con Hyemin Jo, ricercatrice del Korean Dinosaur Research Center, che nel 2023 porta alla luce il reperto durante una campagna di scavo sull’isola di Aphae. A prima vista si tratta di materiale parziale: due ossa delle zampe posteriori, alcune vertebre. Nulla di straordinario, almeno in superficie.
A catturare l’attenzione dei ricercatori è un dettaglio insolito: un gruppo di gastroliti ancora in posizione anatomica originale. I gastroliti sono piccoli sassi che alcuni dinosauri ingerivano per agevolare la digestione, paragonabili per funzione ai ciottoli che si trovano nello stomaco di certi uccelli moderni. La loro presenza compatta, non dispersa, suggerisce che il corpo dell’animale non si fosse frantumato o smembrato dopo la morte — e quindi che all’interno del blocco roccioso potessero ancora celarsi altre strutture ossee.
Julia Clarke, professoressa alla Jackson School of Geosciences dell’Università del Texas, ha spiegato: “Un piccolo gruppo di pietre dello stomaco, con due ossa delle zampe che sporgevano, indica che l’animale non era stato completamente smembrato prima di entrare nel registro fossile. Così ho incoraggiato Jung e i co-autori Minguk Kim e Hyemin Jo a venire in Texas e al laboratorio di tomografia UTCT, per provare a scansionare il fossile”.
Il reperto viene spedito al laboratorio di micro-tomografia computerizzata dell’Università del Texas ad Austin. Quello che gli scanner rivelano supera le aspettative del team.
Jongyun Jung, ricercatore postdottorale visiting alla Jackson School of Geosciences che ha guidato lo studio, ha raccontato: “Quando abbiamo trovato il fossile per la prima volta, vedevamo alcune ossa delle zampe conservate e alcune vertebre. Non ci aspettavamo parti del cranio né così tante altre ossa. C’è stata una notevole eccitazione quando abbiamo visto cosa era nascosto dentro il blocco”.
Cosa dicono le ossa: un cucciolo di 2 anni con un probabile piumaggio
L’analisi dello scheletro restituisce un ritratto preciso dell’animale. L’esemplare è un individuo giovanile: i marcatori di crescita osservati in una sezione trasversale del femore confermano che aveva circa 2 anni e stava ancora crescendo al momento della morte. Era grande come un tacchino, ma un adulto di Doolysaurus avrebbe potuto raggiungere il doppio di quelle dimensioni.
I ricercatori ipotizzano inoltre che l’animale fosse ricoperto da filamenti soffici, una sorta di piumaggio leggero, frequente nei piccoli dinosauri bipedi di questo gruppo. L’immagine che ne emerge è quella di una creatura tutt’altro che imponente. “Penso che sarebbe stato davvero carino”, ha detto Julia Clarke. “Potrebbe aver avuto l’aspetto di un piccolo agnello”.
I gastroliti hanno fornito anche informazioni sulla dieta. La loro presenza, insieme alla morfologia complessiva, porta i ricercatori a concludere che Doolysaurus fosse probabilmente onnivoro: vegetali, insetti e piccoli animali facevano probabilmente parte del suo menu. I ricercatori precisano tuttavia che gli uccelli viventi mostrano una considerevole variazione nell’uso dei gastroliti tra le diverse specie, il che impone cautela nell’inferire la dieta sulla base di questi soli dati.
| Caratteristica | Dato |
|---|---|
| Età al momento della morte | ~2 anni |
| Dimensioni dell’esemplare | Circa quella di un tacchino |
| Dimensioni da adulto (stima) | Il doppio dell’esemplare giovanile |
| Periodo geologico | Cretaceo medio, 113-94 milioni di anni fa |
| Dieta probabile | Onnivora (vegetali, insetti, piccoli animali) |
| Rivestimento ipotizzato | Filamenti soffici (piumaggio) |
| Tecnica di analisi chiave | Micro-tomografia computerizzata (micro-CT) |
| Sito di ritrovamento | Isola di Aphae, costa sudoccidentale coreana |
Le dimensioni da adulto sono una stima inferita dai modelli di crescita osservati negli esemplari correlati. La presenza del piumaggio è un’ipotesi basata sulla morfologia del gruppo tassonomico, non un dato direttamente osservabile nel fossile.

Il nome: un cartone animato che conosce tutta la Corea
La scelta del nome non è casuale. “ Dooly ” è uno dei personaggi animati più amati della Corea del Sud: un dinosauro verde, minuscolo, con due ciuffi di capelli in testa, protagonista di avventure fantastiche che hanno accompagnato generazioni di bambini coreani. Jung ha spiegato: “Dooly è uno dei personaggi dinosauro più famosi e iconici della Corea. Ogni generazione in Corea conosce questo personaggio. E il nostro esemplare è anche un giovane o ‘cucciolo’, quindi il nome è perfetto per onorare Dooly.”
L’epiteto di specie, huhmini, rende invece omaggio a Min Huh, paleontologo coreano che ha dedicato oltre trent’anni allo studio dei dinosauri nel paese. Huh ha fondato il Korean Dinosaur Research Center e ha collaborato con l’UNESCO per la conservazione dei siti fossili coreani. Un riconoscimento scientifico che porta con sé anche il peso di una carriera costruita sulla tutela di un patrimonio paleontologico a lungo sottovalutato.
Quindici anni di attesa e un cambio di metodo
La scoperta di Doolysaurus huhmini non è solo rilevante di per sé: ha un valore simbolico per l’intera paleontologia coreana. È il primo dinosauro descritto in Corea del Sud negli ultimi quindici anni, e il primo a restituire porzioni del cranio.
La Corea del Sud è storicamente nota per i suoi icnofossili — impronte, nidi, uova — ma non per gli scheletri. Il gap ha una spiegazione geologica: le rocce che contengono i resti ossei nella penisola coreana sono spesso molto compatte e difficili da preparare con le tecniche tradizionali. Un esperto ci può impiegare fino a dieci anni per estrarre manualmente un fossile dalla matrice rocciosa senza danneggiarlo.
La micro-CT cambia questa equazione. Permette di analizzare la struttura interna del blocco senza toccarlo, ricostruendo in tre dimensioni strutture ossee altrimenti invisibili. L’esperienza con Doolysaurus ha dimostrato che molti fossili già raccolti e conservati nei depositi potrebbero nascondere molto più di quanto appare dall’esterno.
Jung ha dichiarato di aspettarsi che sull’isola di Aphae e su altre isole minori siano ancora presenti fossili di dinosauri e uova di uccelli: “Ci aspettiamo nuovi dinosauri o fossili di uova da Aphae e da altre piccole isole”. I ricercatori del Korean Dinosaur Research Center che hanno preso parte allo studio stanno già applicando le competenze di analisi micro-CT acquisite a UT Austin su altri campioni conservati in Corea.
La storia di Doolysaurus dimostra che i resti di animali vissuti cento milioni di anni fa possono essere ancora intatti, chiusi in un blocco di pietra, in attesa della tecnologia giusta per essere visti. La paleontologia coreana, a lungo costruita sull’impronta, ha trovato il suo scheletro — e ha scelto di dargli il nome di un personaggio d’animazione. Difficile immaginare un esordio più adatto per un cucciolo che ha aspettato così a lungo.
Cos’è un gastrolite e perché la sua presenza è stata così importante in questa scoperta?
I gastroliti sono piccoli sassi che alcuni vertebrati — tra cui certi dinosauri e molti uccelli moderni — ingeriscono per favorire la triturazione del cibo nello stomaco. Nel caso di Doolysaurus huhmini, la presenza di un gruppo di gastroliti ancora in posizione anatomica originale ha suggerito ai ricercatori che il corpo dell’animale non si fosse smembrato dopo la morte, il che significava che altre ossa potevano essere ancora intatte nel blocco roccioso. Sono stati loro a motivare la decisione di inviare il fossile al laboratorio di micro-CT.
Perché la Corea del Sud ha così pochi scheletri di dinosauri rispetto alle impronte?
Le rocce del Cretaceo della penisola coreana sono spesso molto compatte e dure. La loro lavorazione manuale richiede anni di lavoro per un singolo fossile, con il rischio di danneggiare le strutture ossee. Questo ha portato la paleontologia coreana a concentrarsi sugli icnofossili — impronte, nidi, uova — molto più accessibili. La micro-CT cambia la prospettiva: permette di analizzare blocchi già raccolti senza toccarli, aprendo la possibilità di riesaminare materiale conservato in depositi per decenni.
Cosa sono i Thescelosaurus e dove vivevano?
I Thescelosaurus erano piccoli dinosauri bipedi, erbivori o onnivori, con un corpo compatto e probabilmente un rivestimento di filamenti soffici. Vissero durante il Cretaceo, tra circa 113 e 94 milioni di anni fa, e il loro areale copriva l’Asia orientale e il Nord America. Non erano predatori e non figurano tra i grandi protagonisti del Mesozoico: sono un gruppo tassonomicamente discreto, relativamente raro nel registro fossile rispetto ai grandi teropodi o ai ceratopsi.
A chi sono dedicati i due nomi della specie?
Il nome generico Doolysaurus è un omaggio a “Dooly il piccolo dinosauro”, personaggio di un cartone animato molto amato in Corea del Sud da oltre trent’anni. Il nome specifico huhmini è dedicato al paleontologo Min Huh, fondatore del Korean Dinosaur Research Center, che ha trascorso tre decenni a studiare i dinosauri coreani e ha collaborato con l’UNESCO per la protezione dei siti fossili del paese.
Come fa la micro-tomografia computerizzata a rivelare fossili nascosti nella roccia?
La micro-CT (micro-computed tomography) utilizza raggi X ad alta risoluzione per attraversare il blocco roccioso senza danneggiarlo. Le differenze di densità tra roccia e osso vengono registrate come dati digitali che il software elabora per produrre immagini tridimensionali delle strutture interne. Nel caso di Doolysaurus, questa tecnica ha permesso di ricostruire parti del cranio e identificare tutti i gastroliti senza rimuovere un solo centimetro di roccia.
Fonte: Science et Avenir.
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Crediti fotografici
- Doolysaurus: Immagine di JUN SEONG YI | Public Domain Mark 1.0
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