Chi ha davvero dato vita a E.T., uno dei personaggi più riconoscibili della storia del cinema?
La risposta non è semplice come potrebbe sembrare. Dietro il celebre extraterrestre protagonista di E.T. l’extraterrestre si nasconde infatti un lavoro complesso che ha coinvolto più interpreti, scelti per rendere credibili i movimenti di un personaggio realizzato con un pupazzo di gomma in un’epoca in cui la tecnologia digitale non era ancora disponibile.
Il film, diretto da Steven Spielberg, è diventato uno dei più grandi successi di sempre ma il pubblico ha raramente conosciuto i volti e le storie delle persone che hanno fisicamente interpretato E.T. sul set. Per raggiungere un realismo allora impossibile da ottenere con effetti speciali avanzati, la produzione scelse soluzioni oggi quasi impensabili.
Prima di entrare nel dettaglio degli interpreti, è necessario comprendere il contesto tecnico e creativo in cui nacque il film.
Un capolavoro nato prima dell’era digitale
Quando E.T. l’extraterrestre arrivò nelle sale nel 1982, le tecnologie di animazione digitale e motion capture non esistevano. I movimenti del personaggio principale non potevano essere corretti o migliorati in post-produzione come accadrebbe oggi.
Per questo motivo, Spielberg e la sua squadra decisero di combinare l’uso del celebre pupazzo di gomma con la presenza fisica di attori di corporatura molto diversa, capaci di muoversi all’interno del costume o di sostituirlo in alcune scene specifiche.
Questa scelta consentì di rendere più naturali i movimenti di E.T., in particolare nelle sequenze in cui il personaggio cammina, cade o interagisce con l’ambiente domestico.

Michael Bilon, l’interprete principale di E.T.
L’attore principale che diede vita a E.T. fu Michael Bilon, uno degli interpreti più anonimi della storia del cinema nonostante il ruolo centrale nel film. Bilon misurava soltanto 86 centimetri di altezza, una caratteristica che lo rese fondamentale per molte scene.
Michael Bilon fu l’interprete più utilizzato all’interno del costume dell’extraterrestre, contribuendo in modo decisivo alla credibilità dei suoi movimenti. Nonostante l’importanza del ruolo, il suo nome è rimasto per anni sconosciuto al grande pubblico.
Bilon morì nel 1983 all’età di 33 anni, appena un anno dopo l’uscita del film che avrebbe segnato la storia del cinema mondiale.
Un bambino senza gambe per una scena chiave
Non tutte le sequenze di E.T. furono interpretate da Michael Bilon. In una delle scene più ricordate del film, quella ambientata in cucina in cui l’extraterrestre crolla a terra dopo aver bevuto la sua prima birra, a interpretare il personaggio fu Matthew de Merrit.
Matthew de Merrit era un bambino nato senza gambe, abituato a muoversi utilizzando esclusivamente le braccia. Questa caratteristica gli permise di interpretare in modo estremamente realistico la caduta improvvisa e il movimento a terra di E.T. nella scena della cucina.
Tamara De Treaux e l’addio finale
Un’altra interprete fondamentale fu Tamara De Treaux, un’attrice affetta da nanismo che diede vita a E.T. nella scena finale dell’addio.
È lei a interpretare l’extraterrestre nel momento più emotivo del film, quando saluta i bambini prima di tornare sul suo pianeta. In quella scena iconica, E.T. pronuncia una delle battute più celebri della storia del cinema: «siate buoni».
La presenza di Tamara De Treaux fu determinante per conferire al personaggio una gestualità più delicata e intensa in un momento narrativo carico di significato.

Tre interpreti per un solo personaggio
In totale, E.T. fu interpretato da due attori affetti da nanismo e da un bambino senza gambe. Questa combinazione consentì a Spielberg di superare i limiti tecnici dell’epoca e di ottenere un risultato sorprendentemente credibile.
Il pupazzo di gomma, pur essendo diventato iconico, non era in grado di muoversi autonomamente in modo realistico. La presenza umana all’interno e intorno al costume era quindi indispensabile per molte scene.
Questa scelta rappresenta un esempio emblematico di come il cinema degli anni Ottanta facesse affidamento sull’ingegno e sull’adattamento piuttosto che sulla tecnologia digitale.
Il successo planetario di E.T.
Al momento della sua uscita, E.T. l’extraterrestre divenne rapidamente uno dei film di maggior successo di tutti i tempi. La storia dell’amicizia tra un bambino e una creatura venuta dallo spazio conquistò il pubblico di ogni età.
Il film consolidò definitivamente la carriera di Steven Spielberg e lasciò un’impronta duratura nella cultura popolare, influenzando generazioni di registi e spettatori.
Nonostante questo successo, i nomi degli interpreti che diedero fisicamente vita a E.T. rimasero per anni ai margini del racconto ufficiale.
Un lavoro invisibile ma fondamentale
La storia degli interpreti di E.T. è un esempio di quanto il cinema sia spesso il risultato di contributi invisibili. Senza Michael Bilon, Matthew de Merrit e Tamara De Treaux, il personaggio non avrebbe avuto la stessa forza espressiva.
In un’epoca in cui gli effetti speciali digitali dominano le produzioni hollywoodiane, questa vicenda ricorda il valore del lavoro fisico e umano dietro le icone cinematografiche.
Lo sapevi che…
- Il pupazzo originale di E.T. era realizzato in lattice e gommapiuma.
- Molte scene richiesero più take a causa della complessità dei movimenti.
- Il film vinse quattro premi Oscar, tra cui colonna sonora e effetti sonori.
FAQ
Quanti attori hanno interpretato E.T.
Tre interpreti principali, due affetti da nanismo e un bambino nato senza gambe.
Chi era l’interprete principale
Michael Bilon, alto 86 centimetri.
Perché furono usati più interpreti
Per rendere credibili i movimenti del personaggio con i limiti tecnologici dell’epoca.
Chi interpretò la scena finale
Tamara De Treaux.
In che anno uscì il film
Nel 1982.
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