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Ospedale israelitico

Fentanyl rubato all’ospedale Israelitico di Roma: 80 fiale sparite dalla cassaforte, riunione d’urgenza a Palazzo Chigi

Cose dell'Altro Mondo 2 settimane fa 0

Ottanta fiale di fentanyl sono sparite dalla cassaforte della farmacia dell’ospedale Israelitico di Roma, nel quartiere Magliana. La notizia è riportata per prima dal Messaggero. Non c’è nessun segno di effrazione: la cassaforte era chiusa, integra, senza danni. La chiave, ha riferito l’ospedale, viene abitualmente usata da più dipendenti.

A fare la scoperta e a lanciare l’allarme sono stati i lavoratori dell’ospedale stessi. Quando i carabinieri sono arrivati, hanno trovato una situazione anomala: nessuna porta forzata, nessun vetro rotto, nessuna prova visibile di intrusione dall’esterno. Solo il vuoto dove c’erano le fiale.

Non è un furto qualsiasi. Ottanta fiale di fentanyl bastano, secondo quanto comunicato da Palazzo Chigi, a confezionare fino a circa 20.000 dosi per il consumo illecito. Tra le ipotesi degli investigatori c’è quella di un furto su commissione, finalizzato alla rivendita sul mercato nero.

Cos’è il fentanyl e perché preoccupa così tanto

Il fentanyl è un oppiaceo sintetico, usato legalmente nella terapia del dolore oncologico e nei protocolli di anestesia. È tra i farmaci più potenti in circolazione: la sua efficacia è stimata tra le 50 e le 100 volte superiore alla morfina. Il problema è che questa potenza non lascia margine di errore: una dose leggermente superiore a quella terapeutica può bloccare la respirazione e uccidere. Può avere effetti gravi o addirittura letali anche a basse dosi, a differenza di altri oppioidi che consentono margini maggiori.

Negli Stati Uniti il fentanyl ha alimentato la cosiddetta terza ondata della crisi degli oppioidi, che ogni anno uccide decine di migliaia di persone. Si produce chimicamente, non richiede coltivazioni, si sintetizza in laboratorio e si distribuisce in quantità minuscole. In Italia il fenomeno è storicamente più contenuto rispetto agli Stati Uniti, ma episodi come quello dell’Israelitico mostrano che il prodotto è presente anche qui, e che qualcuno lo cerca.

Palazzo Chigi risponde: riunione d’urgenza con Mantovano

La notizia ha innescato una reazione istituzionale rapida. Nel primo pomeriggio dello stesso giorno, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha presieduto una riunione d’urgenza a Palazzo Chigi. Al tavolo, tra gli altri: il capo di Gabinetto del Ministero della Salute, il direttore della Direzione Generale per i Servizi Antidroga, il direttore generale della Direzione Salute della Regione Lazio e i dirigenti del Dipartimento per le politiche contro le dipendenze della Presidenza del Consiglio.

Dalle fonti di Palazzo Chigi è filtrato “forte allarme per il comportamento irresponsabile di chi è chiamato a garantirne la sicurezza di tali sostanze, nonostante siano previste regole rigorose per l’accesso e la custodia di esse”.

Nel corso della riunione “è stata ribadita la necessità di assicurare il rispetto delle procedure previste per la gestione dei medicinali ad alto rischio, al fine di tutelare la salute pubblica e di prevenire il ripetersi di episodi analoghi”. Sempre da Palazzo Chigi, la comunicazione che “nel frattempo sono stati attivati i Carabinieri del Nas per gli accertamenti del caso, mentre il Ministero della Salute ha disposto un’ispezione per verificare eventuali responsabilità e accertare il rispetto dei protocolli vigenti”. E ancora: “Nei prossimi giorni sarà riconvocato a Palazzo Chigi il tavolo di monitoraggio sull’attuazione del Piano anti-fentanyl, con l’obiettivo di far applicare da tutti i soggetti interessati le cautele e i controlli necessari”.

I carabinieri: vigilanza intensificata su tutta la filiera

Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, nel definire “grave” l’episodio, ha comunicato che intensificherà le normali attività di vigilanza sulla corretta detenzione e gestione dei farmaci stupefacenti lungo tutta la filiera distributiva. L’attività riguarderà farmacie e distributori intermedi, coinvolgendo anche farmacie pubbliche di ospedali e aziende sanitarie, oltre ai servizi per le dipendenze. I reparti tutela salute, precisano i carabinieri, svolgono il compito istituzionale di vigilanza della filiera del farmaco anche nel settore degli stupefacenti, in via amministrativa e penale in relazione alle circostanze, anche in coordinamento con il competente ufficio del Ministero della Salute per l’attuazione di programmi annuali di sorveglianza.

Il punto su cui si concentra l’indagine è uno solo: la cassaforte non è stata forzata. Qualcuno che aveva la chiave ha aperto, preso e se n’è andato. O ha lasciato fare.

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Crediti fotografici


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