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Frigo abbandonato con un “cadavere” dentro: la scoperta choc a Porto Cesareo

Teresa Pitrola 3 settimane fa 0

Un insolito e per molti aspetti macabro ritrovamento si è rivelato, alla fine della vicenda, l’ennesimo episodio di inciviltà ambientale avvenuto nel fragile e delicato territorio di Porto Cesareo. L’episodio è avvenuto nel Parco naturale regionale Palude del Conte e Duna Costiera di Porto Cesareo, in provincia di Lecce, una delle aree protette più preziose del Salento ionico, purtroppo spesso teatro di abbandono illegale di rifiuti.

Controllo di routine, scenario da film horror

Il ritrovamento è stato fatto nel corso di un servizio di controllo contro il conferimento illecito di rifiuti ingombranti dagli ispettori ambientali del Comune e dal personale del locale circolo di Legambiente. Quella che si profilava come una normale giornata di monitoraggio ambientale si è trasformata improvvisamente in qualcosa di molto più inquietante. Gli operatori si sono trovati davanti a un vecchio frigorifero abbandonato tra la macchia mediterranea: un rifiuto ingombrante, purtroppo non insolito, ma con un dettaglio che ha subito attirato l’attenzione: all’interno sembrava intravedersi una forma compatibile con un corpo umano.

Momenti di paura 

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Il contesto isolato e l’aspetto realistico dell’oggetto hanno contribuito ad alimentare il sospetto di un possibile fatto di cronaca nera, imponendo verifiche immediate e accurate. Solo dopo un’ispezione ravvicinata è arrivato il chiarimento: nessun cadavere. All’interno del frigorifero era stato nascosto un manichino, smembrato e chiuso in una busta nera. Il sollievo tra gli operatori è stato immediato, anche se lo sconcerto per la scena allestita con tale cura è rimasto a lungo. 

La probabile identità dell’inquietante oggetto  

Tra le varie interpretazioni emerse anche quella di una cosiddetta “sexy doll”, successivamente smontata o danneggiata e poi abbandonata nelle campagne. La stessa Legambiente, nel post pubblicato sui social, ha lasciato aperta questa ipotesi, spiegando che, considerata la consistenza del materiale molto somigliante alla pelle umana, non è da escludersi che si tratti di una “ sexy doll ” ormai indesiderata, barbaramente spezzettata e gettata nelle recondite campagne del Salento.

L’amaro commento 

È con un post sui social che i volontari di Legambiente Porto Cesareo Onlus hanno dato notizia del “macabro” ritrovamento, parlando di episodio “insolito” e scrivendo: “I nostri ispettori ambientali ne hanno visti di rifiuti strani! Ma questo li supera tutti!”. Un modo per stemperare la tensione con una punta d’ironia, pur senza nascondere la gravità del gesto dal punto di vista ambientale.

Una messa in scena deliberata?

Ciò che ha colpito maggiormente gli operatori non è stata solo la natura dell’oggetto trovato, ma le modalità del suo abbandono. Il manichino, probabilmente riconducibile a una “sexy doll”, sarebbe stato deliberatamente distrutto e smaltito illegalmente. Il corpo artificiale sezionato, occultato in un sacco e inserito in un frigorifero, sembrava quasi voler simulare una scena del crimine. Un gesto che, al di là del lato grottesco, rimane a tutti gli effetti un reato: l’abbandono illecito di rifiuti in un’area naturale protetta, con tutte le conseguenze del caso per l’ecosistema locale.

L’amarezza oltre il sollievo

Scampato il timore di un ritrovamento macabro, è rimasta però tutta l’amarezza per l’ennesimo episodio di degrado ambientale. Porto Cesareo, con il suo parco naturale di inestimabile valore ecologico, continua a fare i conti con chi lo tratta come una discarica a cielo aperto. Il lavoro degli ispettori ambientali e dei volontari di Legambiente resta fondamentale per presidiare un territorio che merita ben altra attenzione e rispetto.

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