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Guiness

Due camion, 800 fusti e 28 minuti: come sono sparite 70.000 pinte di Guinness

Clorinda Bonfardino 4 settimane fa 0

Ottocento fusti. Settantamila pinte. Ventotto minuti di lavoro effettivo, spalmati su due visite a novanta minuti di distanza. Il 31 agosto, in un piazzale del Cheshire, due camion sono entrati, hanno agganciato altrettanti rimorchi carichi di Guinness e se ne sono andati. La polizia britannica li sta ancora cercando.

Come si porta via un rimorchio in dieci minuti

Il luogo è l’industrial estate di Aston Lane, a Runcorn, una manciata di chilometri da Liverpool. È un sito logistico di terze parti, cioè un magazzino che smista merce per conto di altri.

Il primo camion è entrato intorno alle 19.45 di lunedì 31 agosto. Ha individuato il rimorchio giusto, lo ha agganciato ed è uscito. Dentro ci è rimasto dieci minuti.

Il secondo è arrivato novanta minuti dopo. Stessa procedura, sul rimorchio rimasto. Stavolta ci sono voluti diciotto minuti.

Nessuna forzatura, nessun allarme, nessun inseguimento. Due motrici, due rimorchi, e la birra destinata ai pub britannici è uscita dal cancello come una qualsiasi consegna serale.

Quanta birra è, davvero

I numeri meritano un minuto di attenzione, perché tornano con una precisione quasi fastidiosa.

Ogni fusto contiene cinquanta litri. I fusti erano poco più di ottocento. Una pinta imperiale britannica vale 568 millilitri, il che significa che da un fusto si ricavano esattamente ottantotto pinte.

Ottocento per ottantotto fa 70.400. Ed è il numero che la polizia ha diffuso.

In termini più familiari: oltre quarantamila litri di stout, il contenuto di una piccola cisterna, sparito in meno di mezz’ora di manovre.

Quanto vale il colpo

La birra da sola è stata valutata 115.000 sterline. Ma i ladri non si sono portati via solo il carico: hanno preso anche i due rimorchi.

Sommando tutto, la polizia stima il bottino intorno alle 205.000 sterline, circa 235.000 euro al cambio attuale.

Il problema di chi ha rubato ottocento fusti

Qui la vicenda diventa interessante, perché rubare la birra è la parte facile.

Un fusto da cinquanta litri non è un prodotto da rivendere al dettaglio. Non entra in un frigorifero, non si travasa in bottiglia senza attrezzatura, e soprattutto non si spilla senza un impianto dedicato.

La Guinness alla spina, in particolare, richiede una linea specifica, un miscelatore di azoto e anidride carbonica e una manutenzione regolare. È il motivo per cui i pub la trattano diversamente dalle altre birre.

A questo si aggiunge che i fusti sono beni di proprietà del produttore, numerati e tracciati, e che i locali si riforniscono attraverso distributori autorizzati. Un esercente che si vede offrire ottocento fusti fuori canale ha tutti gli elementi per insospettirsi.

Restano gli sbocchi meno sorvegliati: eventi non autorizzati, rivendita all’estero, oppure lo smontaggio dei fusti per il valore dell’acciaio, che però vale una frazione del contenuto.

Il precedente: il Beer Hunter di Dublino

Non è la prima volta che la Guinness sparisce in blocco, e il precedente più celebre ha una dinamica quasi identica.

Il 29 novembre 2007, al birrificio di St James’s Gate a Dublino, un uomo entrò nel cortile con un camion, agganciò un rimorchio carico e uscì dal cancello di sicurezza infilandosi nel traffico dell’ora di punta.

Il carico comprendeva 450 fusti, circa quarantamila pinte tra Guinness, Budweiser e Carlsberg, marchi che l’azienda produce e distribuisce in Irlanda. La società lo definì il furto più grande nei 248 anni di storia dello stabilimento.

La stampa britannica battezzò il responsabile “the Beer Hunter“. Le indagini portarono poi all’arresto di due uomini e al recupero di una parte dei fusti.

Diciannove anni dopo, il copione si è ripetuto nel Cheshire. Con il doppio della merce.

Cosa dice la polizia

La Cheshire Constabulary ha diffuso un appello pubblico. Non sono state rilasciate immagini delle telecamere, ma esistono descrizioni sommarie dei due conducenti: il primo è un uomo bianco con barba corta e un berretto di lana, del secondo si sa solo che indossava un cappellino.

Il detective sergeant McClatchy che segue il caso ha commentato citando il vecchio slogan secondo cui la Guinness fa bene, con una precisazione: vale “solo quando è stata comprata e pagata”. Gli investigatori hanno dichiarato di puntare al recupero integrale della merce e dei due rimorchi.

Diageo, che possiede il marchio, ha confermato di essere a conoscenza dell’episodio avvenuto presso il sito logistico di un fornitore e di collaborare con le autorità.

Il contesto: quanto costa una pinta oggi

Il furto capita in un momento particolare per il marchio.

Nel 2026 il prezzo medio di una pinta di Guinness nel Regno Unito ha raggiunto le 5,41 sterline. E la domanda cresce al punto che Diageo ha annunciato un investimento da un miliardo di dollari per raddoppiare la capacità produttiva nei prossimi cinque anni.

A queste condizioni, le 70.400 pinte sottratte varrebbero al banco oltre 380.000 sterline. Più del triplo del valore all’ingrosso.

Il che spiega perché la polizia del Cheshire non stia trattando la faccenda come una bravata.

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Scritto da

Clorinda Bonfardino è redattrice web con una passione viscerale per il mondo animale. Per Cose dell'Altro Mondo racconta storie, curiosità e scoperte sul regno animale, dai comportamenti più sorprendenti alle specie meno conosciute.

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