C’è una categoria di persone nei casi irrisolti, o nei casi che si credevano risolti, che tende a scomparire nel rumore: i testimoni che nessuno ha voluto sentire. Quello che ha parlato nella prima puntata di Filorosso, il programma trasmesso su Rai 3 e disponibile su RaiPlay, rientra in questo schema con una precisione che fa impressione.
La mattina del 13 agosto 2007, a Garlasco, l’uomo stava aspettando un appuntamento di lavoro fissato per le ore 10. Camminava. Si imbatté in una donna su una bicicletta.
“La certezza è una donna con i capelli biondi, certezza al 100%”.
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Un ricordo che non cede
Quasi vent’anni sono passati. Lui dice che non è cambiato niente in quella memoria.
“Io ho dei flash talmente forti in mente che non me li si può cambiare”.
Non è una dichiarazione giudiziaria. È qualcosa di più semplice e, per questo, più difficile da ignorare: la descrizione di un’immagine che è rimasta ferma mentre tutto il resto si è mosso. L’intervista è stata raccolta dal giornalista Antonino Monteleone, che ha costruito il servizio per la prima puntata del programma.
L’uomo, rimasto anonimo, avrebbe già formalizzato le sue dichiarazioni ai Carabinieri l’anno scorso. Secondo quanto racconta, quelle dichiarazioni non avrebbero ricevuto adeguata attenzione da parte degli inquirenti.
Poi qualcuno suonò il campanello
È il passaggio che trasforma la testimonianza da curiosità in qualcosa di più inquietante.
Dopo aver parlato, l’uomo dice di aver ricevuto una visita non richiesta.
“Mi hanno suonato il campanello di casa dicendomi di farmi i fatti miei, che io di Garlasco non ne devo sapere niente”.
Non si sa chi fosse. Non si sa se la vicenda sia stata segnalata alle autorità. Non si sa se la donna bionda sia mai stata identificata. Quello che si sa è che un uomo ha aspettato quasi vent’anni prima di raccontarlo in televisione, e che lo ha fatto sapendo che qualcuno aveva già provato a fermarlo.

Il caso che non chiude
Chiara Poggi aveva 26 anni quando fu trovata morta nella villetta di famiglia a Garlasco, il 13 agosto 2007. Alberto Stasi, allora suo fidanzato, è stato condannato in via definitiva nel 2015 a 16 anni di reclusione. Oggi è in affidamento in prova ai servizi sociali. Nel frattempo, un’indagine separata ha coinvolto Andrea Sempio, indagato dalla Procura di Pavia per lo stesso omicidio.
Il caso non ha mai smesso di produrre domande. Quella della donna bionda è l’ultima.
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