Alla Women’s Asian Cup, sul campo del Cbus Super Stadium in Australia, la Nazionale femminile iraniana si è presentata compatta davanti all’inno nazionale. Nessuna giocatrice ha cantato. Nessun gesto. Solo silenzio.
La scena si è consumata lunedì sera prima della sfida contro la Corea del Sud, poi vinta dalle asiatiche 3-0. Dagli spalti si sono levati fischi durante l’esecuzione dell’inno, seguiti da applausi al termine della gara.
Il gesto arriva poche ore dopo l’uccisione della Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei nei raid congiunti di Stati Uniti e Israele. Un evento che ha innescato una risposta militare iraniana con missili e droni diretti verso Israele e Paesi del Golfo che ospitano basi americane.
La commissaria tecnica Marziyeh Jafari è stata ripresa mentre osservava la squadra in silenzio dalla panchina.
The Iranian women’s national football team refused to sing the anthem of the Islamic Regime. Tonight. At the opening match of the Asian Cup. In front of the entire world.
— Samantha Smith (@SamanthaTaghoy) March 3, 2026
So, to all liberal Western women:
Watch and learn.
THIS is what real feminism looks like. pic.twitter.com/SriXGbipsY
La domanda interrotta sulla morte di Khamenei
Durante una conferenza stampa, alla capitana Zahra Ghanbari e alla ct Jafari è stato chiesto un commento sulla morte della Guida Suprema.
Jafari ha iniziato a rispondere in farsi, ma un rappresentante media dell’AFC ha interrotto la risposta senza tradurla: «Va bene, credo che sia tutto per questa domanda. Grazie per averla posta. Concentriamoci solo sulla partita».
Il contenuto della replica dell’allenatrice non è stato reso pubblico.
Operation Epic Fury e l’avvertimento di Trump
L’operazione militare congiunta tra Stati Uniti e Israele è stata denominata “Operation Epic Fury”. Ha colpito diversi leader iraniani, tra cui Khamenei.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che se l’Iran dovesse «colpire molto duramente», verrebbe colpito con «una forza mai vista prima».
Il conflitto ha già provocato molte vittime.
Mondiali FIFA sotto incertezza
L’Iran è qualificato ai Mondiali FIFA e dovrebbe affrontare la Nuova Zelanda a Los Angeles a giugno, nel Gruppo G.
Il presidente federale Mehdi Taj ha dichiarato: «È certo che dopo questo attacco non possiamo aspettarci di guardare al Mondiale con speranza». «Il regime degli Stati Uniti ha attaccato la nostra patria e questo è un episodio che non resterà senza risposta».
La FIFA ha comunicato che monitorerà l’evoluzione della situazione.
Nel frattempo, la Nazionale maschile iraniana ha sospeso la preparazione a causa del lutto nazionale di 40 giorni per la morte della Guida Suprema. La selezione femminile è stata autorizzata a disputare la competizione asiatica.
Anche Israele ferma lo sport
La Israel Gymnastics Federation ha annunciato la sospensione degli allenamenti e delle attività della Nazionale.
Nel comunicato si legge: «L’attuale situazione di sicurezza nella nostra regione ha comportato inevitabili interruzioni del nostro programma di allenamento e ha creato una significativa incertezza sui piani professionali delle squadre nazionali, soprattutto all’inizio della stagione internazionale».
Secondo una fonte interna, le ginnaste si sono spostate più volte nei rifugi antiaerei dall’inizio dei contrattacchi iraniani.
Perché la Nazionale iraniana non ha cantato l’inno?
Non è stata fornita una spiegazione ufficiale. Il gesto è avvenuto dopo la morte della Guida Suprema nei raid USA-Israele.
I Mondiali sono a rischio?
L’Iran è qualificato, ma la preparazione è sospesa e il presidente federale ha espresso forte incertezza.
La FIFA è intervenuta?
Ha dichiarato che monitorerà la situazione legata al conflitto.
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