Ogni Mondiale regala storie destinate a rimanere nella memoria collettiva, ma poche hanno avuto l’impatto di quella di Vozinha, il portiere che ha trascinato Capo Verde ben oltre ogni aspettativa. La sorprendente cavalcata della nazionale africana ha conquistato milioni di tifosi in tutto il mondo, trasformando un estremo difensore quarantenne in uno dei protagonisti assoluti della competizione.
Certo, Capo Verde non ha mai goduto di grande credito né presso gli stessi tifosi né tra le varie quote relative ai Mondiali 2026, nemmeno dopo il sorprendente superamento della fase a gironi, ma la storia di Vozinha merita di essere raccontata, perché dimostra come anche a 40 anni e senza aver mai calcato i grandi palcoscenici si può fare la differenza nello sport. Proprio quando tutti si aspettavano un torneo di semplice comparsa, gli Squali Blu hanno scritto una delle favole più belle della manifestazione, fermandosi soltanto ai tempi supplementari dei sedicesimi di finale contro i campioni del mondo dell’Argentina.
Il percorso del portiere ai Mondiali
Il Mondiale di Vozinha è iniziato nel modo più clamoroso possibile. All’esordio assoluto di Capo Verde nella competizione, contro una delle nazionali favorite come la Spagna, il portiere ha disputato una gara praticamente perfetta. Le sue sette parate, molte delle quali su conclusioni ravvicinate, hanno consentito alla propria squadra di conquistare uno storico pareggio per 0-0, risultato che gli è valso anche il premio di miglior giocatore della partita. Quella prestazione non è rimasta un episodio isolato. Nella fase a gironi Vozinha ha mantenuto ancora una volta la porta inviolata contro l’Arabia Saudita, contribuendo in maniera decisiva alla storica qualificazione di Capo Verde alla fase a eliminazione diretta.
Il cammino si è poi interrotto soltanto contro l’Argentina, ma anche in quell’occasione il veterano capoverdiano ha offerto una prova memorabile. Nella sconfitta per 3-2 maturata ai tempi supplementari ha effettuato otto interventi decisivi, neutralizzando più volte anche Lionel Messi e stabilendo il record di parate per un portiere africano in una gara a eliminazione diretta dei Mondiali dai tempi di Rais M’Bolhi nel 2014.
L’improvvisa notorietà sui social
Se le prestazioni in campo hanno impressionato gli appassionati di calcio, ciò che è accaduto lontano dal terreno di gioco ha avuto proporzioni ancora più sorprendenti. Prima dell’inizio del torneo il profilo Instagram di Vozinha contava poco più di 46.000 follower. Dopo la partita contro la Spagna, grazie anche alla visibilità ottenuta durante le dirette di uno dei più popolari streamer brasiliani, il numero dei suoi seguaci è aumentato con una rapidità impressionante. Nel giro di pochi giorni il portiere è passato a oltre quindici milioni di follower, superando improvvisamente atleti appartenenti a discipline ben più popolari. Un fenomeno social rarissimo, alimentato dall’entusiasmo di milioni di tifosi affascinati dalla favola del quarantenne capace di fermare alcune delle nazionali più forti del pianeta.
La popolarità acquisita durante il Mondiale gli ha regalato anche un riconoscimento speciale. Gigi Buffon, da sempre il suo grande punto di riferimento calcistico, gli ha dedicato un saluto attraverso i social network, un gesto che ha emozionato profondamente Vozinha e che ha rappresentato una sorta di passaggio di testimone simbolico tra due portieri appartenenti a realtà molto diverse ma accomunati dalla stessa passione per il ruolo.
Le curiosità sulla vita di Vozinha
Dietro il soprannome Vozinha, che in portoghese significa “nonna”, si nasconde una storia personale particolare. All’anagrafe il portiere si chiama Josimar José Évora Dias, ma è cresciuto con i nonni, ai quali è rimasto profondamente legato fin dall’infanzia. Da quel rapporto familiare è nato il nomignolo che oggi conosce praticamente tutto il mondo del calcio.
Anche la sua carriera è stata tutt’altro che convenzionale. Vozinha ha debuttato nel professionismo soltanto a venticinque anni, costruendo il proprio percorso lontano dai grandi campionati europei. Ha giocato tra Capo Verde, Portogallo, Angola, Cipro, Moldavia e Slovacchia, conquistando come principale trofeo la Coppa di Cipro nella stagione 2018-2019. Per quattordici anni è stato il portiere titolare della nazionale capoverdiana, diventando un simbolo di dedizione e attaccamento alla maglia.
Tra gli episodi più toccanti del Mondiale c’è stato anche il ricongiungimento con la madre. Inizialmente impossibilitata a raggiungere gli Stati Uniti per questioni burocratiche ed economiche, è riuscita successivamente a ottenere il visto e ad assistere dal vivo alla sfida contro l’Uruguay, coronando così un sogno condiviso da tutta la famiglia.
🌍 Le notizie di Cose dell'Altro Mondo direttamente sul tuo telefono
Iscriviti al nostro canale WhatsApp o Telegram — gratis, senza spam, puoi uscire quando vuoi.
Crediti fotografici
- Vozinha: © cosedellaltromondo.it | CC0 1.0 Universal
Scopri di più da Cose dell'Altro Mondo
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

I tre Paesi europei dove si rubano più auto che da noi
Un paio di occhialini gli è costato l’oro europeo 
Non si conoscevano nemmeno: la gentilezza che è costata la vita a un 36enne
Tanmaxxing, la nuova ossessione dell’estate: quando l’abbronzatura diventa una moda pericolosa
Cosa pensa Guardiola del suo futuro, mentre l’Italia lo sogna in panchina