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Principe brasiliano

Il principe “senza regno” che rischia il titolo per amore di un’italiana: la storia di Dom Rafael e Margherita delle Piane 

Teresa Pitrola 2 mesi fa 0

C’è una coppia di innamorati che stanno organizzando il loro giorno più bello, ma non senza suscitare qualche malumore nella famiglia del futuro sposo, tanto da essere finiti – loro malgrado – sui giornali.

La vicenda viene raccontata da Fanpage. La coppia in questione è quella formata dal quarantenne Dom Rafael de Orleans e Bragança e Margherita delle Piane. Si sono conosciuti a Londra nel 2020, grazie a un intreccio di parentele familiari: il fratello di Margherita, Guy delle Piane, è sposato con la principessa Xenia di Croÿ, cugina del principe. Per anni la coppia ha vissuto la propria relazione lontano dai riflettori, fino a quando, lo scorso maggio, è arrivato l’annuncio ufficiale: in un’intervista esclusiva alla rivista francese Point de Vue, Dom Rafael ha dichiarato di essersi innamorato di un’italiana, sottolineando che la futura sposa condivide gli stessi principi e valori cattolici della sua famiglia. Le nozze sono fissate per il 28 novembre a Firenze, città e regione in cui la famiglia della sposa possiede diverse proprietà.

Il veto dello zio e la questione dinastica

Dom Rafael, tetrapronipote dell’imperatore Dom Pedro II e considerato dal ramo di Vassouras il primo nella linea di successione, si trova ora davanti a un bivio. Lo zio Dom Bertrand, 85 anni, capo ultraconservatore della Casa Imperiale, ha fatto sapere attraverso una lettera letta al XXXVI Incontro Monarchico Nazionale di San Paolo, che le nozze non produrranno effetti dinastici: se il matrimonio verrà celebrato senza la sua autorizzazione, il principe perderà automaticamente i diritti di successione, che passerebbero alla sorella minore, Dona Maria Gabriela. 

Il motivo del veto risiede in un principio antico e ancora osservato dai rami dinastici decaduti: il matrimonio non può essere celebrato senza l’autorizzazione del capo della casata, e per essere considerato “eguale” richiederebbe che la sposa appartenga a una casa reale regnante o storicamente riconosciuta come tale. Condizione che Margherita, pur aristocratica, non soddisfa secondo l’interpretazione di Dom Bertrand.

Va detto che si tratta, in senso stretto, di una disputa priva di conseguenze concrete: il trono brasiliano non esiste dal 1889, quando la proclamazione della Repubblica pose fine all’Impero, e il referendum del 1993 confermò la scelta repubblicana. Eppure, tra le case reali ancora regnanti — dal Regno Unito alla Spagna, dalla Svezia ai Paesi Bassi — il requisito del matrimonio “eguale” è stato progressivamente abbandonato, mentre a mantenerlo in vita sono soprattutto le dinastie decadute, per le quali il regolamento interno resta l’unica prerogativa rimasta da far valere.

Chi è Margherita delle Piane

Nata a Genova nel 1988, Margherita appartiene a un lignaggio aristocratico di lunga tradizione: il padre discende dalla casata delle Piane, patriziato genovese la cui documentazione storica risale al XII secolo, con figure di rilievo diplomatico, militare ed ecclesiastico in Liguria, mentre la madre, scomparsa qualche anno fa, apparteneva alla stirpe principesca e marchionale dei Marchesi d’Afflitto. 

Cresciuta secondo il cattolicesimo tradizionale, si è laureata in Storia dell’Arte all’Università di Firenze prima di trasferirsi a Londra, dove lavora come event planner per la società Lanza & Baucina, specializzata in eventi di lusso e conferenze internazionali. 

Possiede inoltre la Fattoria la Scheggia, ereditata dai nonni materni, e parla correntemente italiano, inglese e francese, oltre ad aver iniziato a studiare il portoghese in vista del trasferimento in Brasile che la coppia prevede dopo le nozze.

Dom Rafael, dal canto suo, vive a Londra dove ha fondato Starman AI, società di tecnologia applicata all’intelligenza artificiale per modelli finanziari, e coltiva diversi interessi sportivi tra i quali bicicletta, tennis, golf, squash, arrampicata e calcio.

Una spaccatura che va oltre la singola coppia: Vassouras contro Petrópolis

La vicenda ha riacceso una frattura interna alla famiglia imperiale brasiliana che dura da oltre un secolo. Il ramo di Petrópolis, che riconosce come capo casa Dom Pedro di Orleans e Bragança, ha reagito contestando apertamente l’interpretazione di Dom Bertrand: secondo questa corrente, la Costituzione Imperiale del 1824 non stabilisce che i diritti successori dipendano dall’autorizzazione del capofamiglia o dall’origine nobiliare del coniuge, e il requisito del consenso matrimoniale si applicherebbe solo alla principessa erede al trono, non agli altri membri della famiglia. È una divergenza che, sottolinea la rivista brasiliana Aventuras na História, evidenzia un’antica divisione interna su quali regole debbano orientare la successione, anche a decenni dalla fine della monarchia.

Non è la prima volta che un matrimonio genera questo tipo di rottura in casa Orleans-Bragança. Il precedente più diretto risale al 1908, quando Dom Pedro de Alcântara, primogenito della principessa Isabel, rinunciò ai diritti dinastici per sposare la contessa boema Elisabeth Dobrzensky, unione considerata ineguale. Da quella rinuncia — la cui validità i discendenti del ramo di Petrópolis contestano ancora oggi — nacque proprio la doppia rivendicazione sul trono che oggi contrappone le due famiglie.

I precedenti europei: da Edoardo VIII a Leopoldo del Belgio

La vicenda brasiliana si inserisce in una tradizione di conflitti dinastici legati ai matrimoni “ineguali” che ha attraversato diverse case regnanti anche in Europa. Il caso più celebre resta quello britannico: nel 1936 Edoardo VIII abdicò per sposare l’americana divorziata Wallis Simpson, e vent’anni dopo la principessa Margaret rinunciò a sposare Peter Townsend, anch’egli divorziato. In Belgio, invece, le seconde nozze di Leopoldo III con Lilian Baels nel 1941 furono dichiarate morganatiche (termine che si riferisce al matrimonio contratto tra due persone di rango sociale diseguale) escludendo i figli della coppia dalla linea di successione.

Le reazioni e cosa ci insegna questa storia

L’annuncio del veto di Dom Bertrand, diffuso durante l’incontro monarchico di San Paolo, ha diviso il piccolo ma attivo mondo restaurazionista brasiliano. Da un lato i sostenitori del ramo di Vassouras difendono la linea dura del capofamiglia come garanzia di continuità con le regole della Costituzione imperiale del 1824; dall’altro il ramo di Petrópolis vede nel veto un’interpretazione arbitraria, priva di reale fondamento giuridico, che rischia di apparire anacronistica agli occhi dell’opinione pubblica. 

Nei forum e nei profili social dedicati alle case reali “senza trono”, intanto, prevale un misto di curiosità e simpatia per la coppia: molti commentatori hanno fatto notare come il lignaggio di Margherita, pur non regale, affondi comunque le radici in secoli di storia patrizia genovese, rendendo il veto ancora più difficile da comprendere per chi guarda la vicenda dall’esterno.

Al di là del pettegolezzo aristocratico, la storia di Dom Rafael e Margherita delle Piane racconta qualcosa di più ampio: mostra come, anche a oltre un secolo dalla caduta di una monarchia, le regole dinastiche possano continuare a produrre conflitti reali: non per il potere, che non esiste più, ma per il significato simbolico e identitario che una tradizione familiare conserva per chi la custodisce. 

È il paradosso di un trono vuoto che pesa ancora abbastanza da mettere alla prova un amore: la scelta di Dom Rafael, se confermata a novembre, sarà un atto d’amore ma anche, di fatto, una rinuncia consapevole a un titolo che il Brasile repubblicano non riconosce comunque da oltre 130 anni.

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