Una nuova variante dell’influenza sta facendo parlare di sé in tutto il mondo. Si chiama variante K ed è talmente contagiosa da essere soprannominata super flu. In pochi mesi, ha raggiunto anche l’Italia, mettendo sotto pressione i pronto soccorso e i reparti ospedalieri.
A preoccupare non è tanto la gravità dei sintomi, quanto la sua capacità di diffusione, che sta facendo impennare i numeri dei contagi proprio durante le festività natalizie. Gli esperti parlano di una settimana “tosta” per i ricoveri e si aspettano un incremento ancora maggiore nei primi giorni del 2026.
Ma cos’è esattamente l’influenza K? Come si manifesta? E cosa possiamo fare per proteggerci?
Sintomi chiari, ma più estesi del solito
Uno dei principali elementi che distingue la variante K dall’influenza stagionale classica è l’intensità e l’estensione dei sintomi. I segnali tipici includono:
- Febbre alta, spesso superiore ai 38 o 38,5 gradi
- Tosse persistente
- Mal di gola
- Dolori muscolari
- Spossatezza generalizzata
Ma a questi si aggiungono disturbi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea. Un sintomo, quest’ultimo, segnalato anche dal virologo Matteo Bassetti, che ha spiegato in un video sui social:
“L’influenza di quest’anno colpisce con la classica febbre a 38 o 38,5 gradi ma soprattutto colpisce anche la pancia con nausea, vomito e diarrea”.
Come se non bastasse, l’andamento febbrile presenta una dinamica particolare: dopo un primo picco, la febbre può calare temporaneamente per poi risalire dopo 2 o 3 giorni, prolungando la convalescenza.
Un virus aggressivo ma non più grave
La buona notizia, sottolineano gli esperti, è che la variante K non è più pericolosa dell’influenza classica. Nonostante la sua aggressività e velocità di trasmissione, non sembra causare complicazioni più gravi nella maggior parte dei casi.
Il vero problema è legato alla capacità di diffusione, che sta spingendo molte persone a cercare assistenza medica, saturando ambulatori e ospedali (fonte).
Lo conferma anche la dottoressa Melania De Nichilo Rizzoli, che ha riassunto i tre sintomi chiave della variante K:
- Esordio brusco
- Febbre improvvisa oltre i 38 gradi
- Presenza contemporanea di almeno un sintomo respiratorio (raffreddore, tosse o naso che cola) e uno sistemico (dolori muscolari, articolari o spossatezza)
Come proteggersi dalla variante K
Anche se non ci troviamo di fronte a un virus più pericoloso, la prevenzione resta fondamentale. Le autorità sanitarie ricordano alcune buone pratiche per ridurre il rischio di contagio:
- Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone
- Usare mascherine in luoghi chiusi o affollati
- Evitare contatti ravvicinati con persone influenzate
- Restare a casa in caso di sintomi
Il messaggio è chiaro: agire con prudenza può fare la differenza, sia a livello individuale sia per il sistema sanitario, già sotto pressione.
Curiosità: perché si chiama “variante K”?
La lettera “K” non ha un’origine precisa, ma si ipotizza che si tratti di una sigla tecnica assegnata alla nuova mutazione influenzale individuata quest’estate. Il nome “super flu” è nato invece nei media internazionali per sottolineare la sua capacità eccezionale di diffondersi, ben superiore a quella delle precedenti ondate influenzali.
Approfondimento: Differenza tra variante K e virus H1N1
Entrambi i virus sono di tipo influenzale, ma l’H1N1 – responsabile della pandemia del 2009 – ha un profilo più severo in termini di complicanze respiratorie. La variante K sembra invece provocare sintomi gastrointestinali più frequenti, pur mantenendo una pericolosità contenuta nella maggior parte dei casi.
Cosa fare in caso di sintomi
Se si manifestano febbre improvvisa, tosse e spossatezza, è consigliabile:
- Restare a casa
- Monitorare la temperatura e i sintomi
- Contattare il medico in caso di peggioramento o se i sintomi durano più di 4-5 giorni
- Evitare il pronto soccorso se non strettamente necessario
Il ricorso a farmaci sintomatici da banco, come antipiretici e antinfiammatori, può aiutare a gestire la sintomatologia nei casi lievi. In presenza di sintomi gastrointestinali intensi, è importante mantenere una buona idratazione.
Un consiglio utile: termometro digitale a infrarossi
In periodi influenzali come questo, può essere utile avere in casa un termometro digitale a infrarossi, che permette di rilevare la temperatura corporea in modo rapido e senza contatto. Uno strumento pratico per monitorare la febbre nei bambini e negli adulti.
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Lo sapevi che…?

La variante K ha causato in alcune regioni europee un aumento dei casi del 40% rispetto alla media stagionale. Nel Regno Unito, la definizione flu-nami è stata coniata dai media locali per descrivere l’effetto travolgente del virus sulle strutture sanitarie.
FAQ – Domande frequenti sull’influenza K
Quanto dura l’influenza K?
Generalmente tra i 5 e i 7 giorni, ma alcuni sintomi come la tosse o la spossatezza possono protrarsi più a lungo.
La variante K è più pericolosa del Covid?
No, attualmente non ci sono evidenze che la variante K sia più grave del Covid-19. È più contagiosa ma meno pericolosa.
Serve il vaccino antinfluenzale per la variante K?
Sì, i vaccini stagionali aggiornati coprono anche la variante K secondo quanto riportano i centri vaccinali.
Posso andare a lavoro se ho solo un po’ di febbre?
No. È consigliabile restare a casa per evitare di contagiare colleghi o utenti.
I bambini sono più a rischio?
Come per le altre influenze, i bambini piccoli e gli anziani sono più vulnerabili. In questi casi, è bene consultare il pediatra.
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