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Joseph Harris-Birtill

A 2 anni e mezzo entra nel Mensa: chi è Joseph, il bambino prodigio che ha stupito il mondo

Teresa Pitrola 2 mesi fa 0

A soli 2 anni e 182 giorni, il piccolo Joseph Harris-Birtill è diventato, nell’estate dell’anno scorso, il più giovane membro nella storia di Mensa, l’associazione internazionale riservata alle persone con il quoziente intellettivo più alto del pianeta. Un traguardo che ha fatto il giro del mondo e che, ancora oggi, continua a suscitare stupore e riflessione. A certificare l’impresa è stato il Guinness World Records, che ha ufficializzato il suo ingresso nell’élite intellettuale mondiale.

Chi è Joseph e da dove viene

I suoi genitori, i dottori Rose e David Harris-Birtill, sono entrambi 40enni e lavorano in ambito accademico. David è ricercatore senior all’Università di St Andrews, in Scozia, e Rose è docente onoraria nella stessa università, nonché direttrice editoriale presso l’Open Library of Humanities, una casa editrice accademica legata all’Università di Londra. Una famiglia di intellettuali, insomma, in cui il talento sembra circolare nell’aria di casa. Ma anche i genitori più brillanti raramente si aspettano di crescere un figlio come Joseph.

I segnali di un intelletto fuori dal comune fin dai primi giorni di vita

Come hanno fatto Rose e David ad accorgersi che il loro bambino era fuori dal comune? Le spie sono arrivate precocissime, quasi dalla culla. A raccontare i segnali di precocità del bambino è stata la madre, Rose Harris-Birtill: “Divenne subito chiaro che era un piccolo essere eccezionale: fece il suo primo rotolamento a cinque settimane, pronunciò la sua prima parola a sette mesi e lesse ad alta voce il suo primo libro dall’inizio alla fine a un anno e nove mesi”. 

Per capire quanto sia straordinario, basta un confronto con la norma: in media un neonato inizia a rotolare tra i tre e i sei mesi, dice la prima parola intorno ai dodici mesi e inizia a leggere qualche parola solo verso i quattro o cinque anni. Joseph ha bruciato ogni tappa.

Cosa sa fare Joseph 

Le capacità del piccolo Joseph non si limitano alla lettura precoce. All’età di due anni e tre mesi leggeva ad alta voce fluentemente per dieci minuti alla volta, sapeva contare fino a dieci in cinque lingue diverse e sapeva contare in avanti e all’indietro fino a ben oltre cento. E non si è fermato lì: sta imparando il codice Morse, conosce l’alfabeto greco e ha cominciato a interessarsi alla tavola periodica degli elementi. Il piccolo sembra appassionato anche di scacchi, un gioco che richiede concentrazione, strategia e logica: tutte abilità che Joseph padroneggia con una naturalezza impressionante per la sua età.

Il test che gli ha aperto le porte del Mensa

Per entrare nel club dei cervelloni non basta essere svegli: le regole sono ferree. Per accedere al Mensa, è necessario ottenere un punteggio pari o superiore al novantottesimo percentile nei test di intelligenza standardizzati, il che corrisponde a un QI di almeno 132. Una soglia elevatissima, che Joseph ha superato attraverso il test Stanford-Binet, pensato appositamente per bambini molto piccoli e in grado di misurare competenze come memoria, logica, cognizione e rapidità di elaborazione. Con questo risultato, Joseph ha battuto di una manciata di settimane il precedente record femminile, appartenente all’americana Isla McNabb, che era entrata nel Mensa a due anni e 195 giorni.

La scelta di iscriverlo al Mensa: non solo un riconoscimento ma un supporto

La decisione dei genitori di avvicinarsi al Mensa non è stata dettata dall’orgoglio, ma da una preoccupazione concreta per il futuro del figlio. Rose e David hanno riconosciuto il potenziale eccezionale del loro figlio e hanno contattato la sezione britannica di Mensa per ricevere consigli su come sostenere e coltivare le sue straordinarie capacità. “Ho cercato online ulteriori risorse disponibili e ho scoperto che Mensa offre supporto e iscrizioni per bambini altamente capaci”, ha dichiarato Rose.

“Non si è ancora accorto di essere diverso”

Uno degli aspetti più commoventi della storia di Joseph è la sua inconsapevolezza. “Non si è ancora accorto di avere un’intelligenza così superiore, e questo è un bene – ha spiegato la madre – perché potrebbe sentirsi diverso. Per ora ama giocare, socializzare con gli altri bambini e divertirsi con i suoi giocattoli come ogni coetaneo”. Rose descrive Joseph come “molto gentile e affettuoso, fiducioso e curioso”. “Ama le sfide e si esalta di fronte alla complessità, che si tratti di imparare gli scacchi o di studiare parole e concetti che non ha mai incontrato prima”, aggiunge la madre.

Un messaggio ai genitori: i bambini molto dotati non hanno la vita più facile

Rose Harris-Birtill ha usato la visibilità mediatica del figlio per lanciare un messaggio importante. “È un comune malinteso pensare che tutto sia semplicissimo per i bambini dotati. Ma ognuno ha bisogno di stimolazione e comprensione adeguate nel corso della propria vita, e i bambini molto capaci possono tristemente vedere i loro talenti spegnersi sotto la pressione di ambienti semplicemente non progettati per loro”, ha dichiarato al Guinness World Records. “Speriamo che questo traguardo possa dargli un senso di orgoglio quando sarà più grande. È un riconoscimento molto insolito, e il merito è tutto suo!”.

Il futuro di Joseph: scuola, pianoforte e un mondo da esplorare

Joseph ha già cominciato a studiare pianoforte e frequenta un asilo che i genitori definiscono eccellente, dove può contare su un ottimo insegnante di musica. Nel Mensa, la famiglia spera di trovare una comunità di pari come ulteriore fonte di supporto man mano che il suo formidabile intelletto si sviluppa. I genitori sono sereni e ottimisti: sono convinti che Joseph se la caverà bene quando inizierà la scuola e che andrà lontano, qualunque carriera decida di intraprendere. Per ora, però, è ancora un bambino molto piccolo. E questo, in fondo, è l’aspetto più bello di tutta la storia.

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Crediti fotografici

  • Joseph Harris-Birtill: © cosedellaltromondo.it | Social Media

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