Menu
Giovane donna con la melissa in mano

La tisana di melissa abbassa davvero la pressione?

Cose dell'Altro Mondo 4 settimane fa 0

La melissa può aiutare alcune persone a rilassarsi e dormire meglio, soprattutto quando stress e tensione nervosa accompagnano palpitazioni benigne o rialzi temporanei della pressione. Questo non significa che curi l’ipertensione. Uno studio clinico su 49 pazienti ha osservato una diminuzione dei valori sistolici e diastolici con capsule di Melissa officinalis, ma il trattamento è durato poche settimane e non è stato confrontato con le terapie antipertensive standard.

L’Agenzia europea per i medicinali riconosce alla foglia di melissa un uso tradizionale per i sintomi lievi dello stress, come aiuto per il sonno e per alcuni disturbi digestivi. L’ipertensione non rientra tra le indicazioni riconosciute.

Distinguere il rilassamento dalla cura dell’ipertensione

La pressione arteriosa può variare durante la giornata. Stress, ansia, dolore, caffeina e mancanza di sonno possono farla salire temporaneamente.

Una tisana rilassante può contribuire a ridurre l’attivazione nervosa e facilitare il riposo. In questo senso, la melissa può avere un effetto indiretto sui valori misurati in una fase di agitazione.

L’ipertensione arteriosa è però una condizione persistente, definita attraverso misurazioni ripetute e valutazioni cliniche. Non si risolve con una singola bevanda né può essere gestita soltanto sulla base della sensazione di calma.

Chi assume farmaci deve continuare la terapia prescritta e registrare i valori secondo le indicazioni del medico.

Lo studio del 2021

Lo studio pubblicato nel 2021 ha coinvolto 49 persone con ipertensione essenziale.

I partecipanti hanno ricevuto capsule di melissa oppure placebo per quattro settimane. Dopo un intervallo di due settimane, i gruppi hanno scambiato il trattamento per altre quattro settimane. La pressione è stata controllata ogni due settimane per un totale di dieci settimane.

Gli autori hanno rilevato una diminuzione significativa della pressione sistolica e diastolica durante l’assunzione della melissa.

Il risultato merita attenzione, ma presenta limiti rilevanti:

  • il campione era di 49 persone;
  • la durata era breve;
  • venivano usate capsule, non tisane;
  • mancava un confronto diretto con farmaci antipertensivi;
  • il dato deve essere replicato in studi più ampi.

Una revisione sugli effetti cardiometabolici della melissa ha segnalato possibili benefici sulla pressione sistolica e sul colesterolo totale, ma ha anche evidenziato pochi studi e un rischio di distorsione elevato in parte della letteratura disponibile.

AspettoCosa sappiamoCosa non sappiamo
Stress e sonnoUso tradizionale riconosciutoEntità dell’effetto nelle singole persone
Pressione arteriosaPiccoli studi mostrano possibili riduzioniEfficacia a lungo termine
Forma studiataCapsule ed estrattiEquivalenza con la tisana
SicurezzaBuona tollerabilità nei piccoli studiEffetti prolungati e interazioni complete
Terapia dell’ipertensioneNessuna indicazione ufficialeCapacità di sostituire i farmaci

Capire come potrebbe agire

Le foglie di melissa contengono acido rosmarinico, flavonoidi e composti aromatici studiati per possibili effetti antiossidanti e rilassanti.

Le ricerche sul sistema nervoso suggeriscono un possibile coinvolgimento di vie legate al GABA, un neurotrasmettitore che contribuisce a ridurre l’eccitazione nervosa. Le prove cliniche su ansia e qualità del sonno restano però eterogenee e richiedono studi più robusti.

L’ipotesi più plausibile collega quindi stress, sonno e pressione: una persona più rilassata può registrare valori temporaneamente inferiori rispetto a una misurazione effettuata durante una fase di forte agitazione.

Non è stato dimostrato che la melissa corregga le cause dell’ipertensione o protegga da infarto, ictus e danno renale.

Preparare la tisana nelle dosi tradizionali

La monografia europea indica, per adolescenti sopra i 12 anni e adulti, una quantità compresa tra 1,5 e 4,5 grammi di foglie essiccate in 150 millilitri di acqua bollente, da una a tre volte al giorno. L’uso riguarda stress lieve, sonno e disturbi digestivi, non la pressione alta.

La tisana può essere assunta nel tardo pomeriggio o alla sera, soprattutto quando l’obiettivo è favorire il rilassamento.

È preferibile evitare preparazioni molto concentrate o dosi ripetute senza indicazione professionale. Estratti, tinture, capsule e oli essenziali non sono equivalenti alla tisana.

L’olio essenziale di melissa è molto concentrato e non dovrebbe essere assunto per gestire palpitazioni o ipertensione senza controllo medico.

Inserirla in una routine più ampia

La gestione della pressione richiede misurazioni corrette, sonno regolare, attività fisica compatibile con le proprie condizioni, alimentazione equilibrata e aderenza alla terapia.

La melissa può entrare in una routine serale insieme a respirazione lenta, riduzione della caffeina e orari di sonno regolari.

Non deve diventare un modo per rimandare una visita o ignorare valori ripetutamente elevati.

Per misurare la pressione è utile restare seduti e tranquilli per alcuni minuti, usare un bracciale adatto e ripetere la rilevazione secondo il piano concordato con il medico.

Usarla con cautela in gravidanza e allattamento

La sicurezza della melissa durante gravidanza e allattamento non è stata stabilita.

La monografia EMA ne sconsiglia l’uso in assenza di dati sufficienti. La stessa fonte non raccomanda i preparati medicinali a base di melissa nei bambini sotto i 12 anni.

Questo non significa che una minima quantità alimentare sia automaticamente pericolosa, ma tisane frequenti, estratti e integratori richiedono una valutazione professionale durante gravidanza e allattamento.

Considerare sonnolenza e guida

La melissa può favorire rilassamento e sonno. La monografia europea avverte che i preparati medicinali possono ridurre la capacità di guidare o utilizzare macchinari in alcune persone.

La prudenza aumenta quando la melissa viene associata ad alcol, sonniferi, ansiolitici o altri prodotti sedativi.

Le interazioni farmacologiche non sono state studiate in modo completo. Chi assume più medicinali dovrebbe quindi informare medico o farmacista prima di usare capsule o estratti concentrati.

Prestare attenzione alla tiroide

Studi di laboratorio e su animali indicano che estratti acquosi di melissa potrebbero interferire con l’attività del TSH, l’ormone che regola la funzione tiroidea. L’EMA precisa che la rilevanza clinica di questo risultato non è nota.

Non è corretto concludere che una tisana occasionale alteri certamente la tiroide. Chi soffre di patologie tiroidee o assume levotiroxina dovrebbe però evitare integratori concentrati senza il parere del medico.

Riconoscere quando serve assistenza

Una pressione più alta del solito deve essere ricontrollata in condizioni di riposo.

Dolore al petto, mancanza di respiro, debolezza improvvisa, difficoltà nel parlare, confusione, disturbi visivi o mal di testa molto intenso richiedono una valutazione urgente.

Anche palpitazioni persistenti, svenimento o valori elevati che non rientrano meritano un contatto rapido con un professionista.

In questi casi la tisana non deve ritardare la richiesta di assistenza.

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce diagnosi, terapia o indicazioni del medico.

Ti è piaciuto? Votalo!

🌍 Le notizie di Cose dell'Altro Mondo direttamente sul tuo telefono

Iscriviti al nostro canale WhatsApp o Telegram — gratis, senza spam, puoi uscire quando vuoi.

Crediti fotografici


Scopri di più da Cose dell'Altro Mondo

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Scritto da

La redazione di Cose dell'Altro Mondo è il collettivo di voci dietro il magazine. Giornalisti, redattori e appassionati uniti da una convinzione: che ogni giorno ci sia almeno una storia capace di sorprendere. La cerchiamo, la verifichiamo e la raccontiamo.

Lascia un commento

Rispondi