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Scultura in metallo di Mike the Headless Chicken a Fruita, Colorado

Quarantanove polli morirono, uno no: la storia vera di Mike, che visse 553 giorni senza testa

Cose dell'Altro Mondo 4 settimane fa 0

Quel giorno sotto l'ascia di Lloyd Olsen passarono quaranta o cinquanta polli. Quarantanove morirono. Uno no. Era il 10 settembre 1945, in una fattoria di Fruita, in Colorado, e quel gallo sarebbe vissuto altri diciotto mesi senza testa. Si chiamava Mike, e la sua storia è documentata da fotografie, riviste dell'epoca e da un esame condotto in un'università.

Il 10 settembre 1945

Lloyd e Clara Olsen lavoravano in coppia. Lui decapitava gli animali, lei li spennava e li puliva.

Quel giorno stavano preparando un lotto destinato al mercato. La suocera era attesa per cena, e amava il collo: per questo Olsen calibrò il colpo in modo da lasciarlo generoso.

Il gallo scelto era un Wyandotte di cinque mesi e mezzo.

Finita la giornata, i coniugi si accorsero che uno degli animali era ancora in piedi. Camminava, barcollando, senza testa.

Lo misero in una vecchia cassa da mele sulla veranda. La mattina dopo era ancora vivo.

Perché non morì

La spiegazione sta in due circostanze anatomiche.

L'ascia portò via gran parte della testa: becco, faccia, occhi, quasi tutto il cranio. Ma mancò la vena giugulare.

Soprattutto lasciò intatti un orecchio e la maggior parte del tronco encefalico, la struttura che nel pollo si trova in basso e arretrata, inclinata verso il collo.

È lì che risiedono il controllo del battito cardiaco, della respirazione e buona parte dei riflessi. Mike riusciva quindi a stare in equilibrio su un posatoio, a camminare, e provava perfino a lisciarsi le piume e a cantare, senza riuscirci.

Il secondo elemento fu un coagulo di sangue, che impedì l'emorragia mortale.

Come lo tenevano in vita

Senza becco, l'animale non poteva alimentarsi da solo.

Gli Olsen gli somministravano una miscela di latte e acqua direttamente nell'esofago, usando un contagocce. Alla dieta si aggiungevano piccole quantità di granaglie.

Il contagocce serviva anche a un'altra funzione: liberare le vie respiratorie dal muco che si accumulava.

L'esame all'Università dello Utah

La voce si sparse nel vicinato, poi sul giornale locale.

Due settimane dopo arrivò alla fattoria un promotore di spettacoli itineranti, Hope Wade, che aveva percorso quasi cinquecento chilometri da Salt Lake City. La proposta era semplice: portare l'animale nel circuito degli spettacoli.

Prima però lo condussero all'Università dello Utah, dove il gallo fu sottoposto a una serie di esami. Furono gli scienziati a confermare la spiegazione del tronco encefalico rimasto intatto.

Fu in quell'occasione che arrivò Life. La rivista, insieme a Time, contribuì a trasformare un caso locale in un fenomeno nazionale.

Il nome d'arte, coniato da Wade, era Miracle Mike.

Da un chilo a tre chili e mezzo

C'è un dettaglio che smentisce l'immagine di un animale agonizzante.

Nei diciotto mesi da Headless Wonder Chicken, Mike passò da circa un chilo e un etto a quasi tre chili e mezzo.

Olsen, in un'intervista dell'epoca, lo definì un pollo robusto e un bell'esemplare, con l'unica eccezione di non avere la testa.

Come è finita

Il tour attraversò gli Stati Uniti. La tappa finale fu un motel in Arizona, nel marzo 1947.

Nel cuore della notte Mike cominciò a soffocare. Olsen non riuscì a trovare in tempo il contagocce per liberargli le vie aeree.

Morì il 17 marzo 1947. Dal giorno dell'ascia erano passati 553 giorni.

La versione alternativa

Su questo punto esiste una seconda ricostruzione, sostenuta dallo stesso Olsen.

L'agricoltore dichiarò di aver venduto l'animale, e per qualche anno circolarono racconti di un Mike ancora in tour fino al 1949.

Il Guinness dei primati e le altre fonti principali accreditano però la morte per soffocamento nel motel.

Il festival che dura ancora

Fruita non ha dimenticato.

Dal 1999 la cittadina del Colorado dedica ogni anno un festival a Mike, nel mese di maggio. Il programma comprende una corsa di cinque chilometri e un gioco che consiste nell'attaccare la testa a un pollo disegnato.

Il Guinness dei primati gli riconosce il record di pollo sopravvissuto più a lungo senza testa. Con i guadagni del tour, intanto, Olsen si era comprato un camion nuovo.

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La redazione di Cose dell'Altro Mondo è il collettivo di voci dietro il magazine. Giornalisti, redattori e appassionati uniti da una convinzione: che ogni giorno ci sia almeno una storia capace di sorprendere. La cerchiamo, la verifichiamo e la raccontiamo.

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