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Questa macchina vede il tumore mentre lo cura

Clarice Orsini 2 mesi fa 0 45

È possibile colpire un tumore mentre si muove, senza “indovinare” la sua posizione? La risposta oggi è sì, grazie a una tecnologia che consente di vedere il bersaglio in tempo reale durante la seduta di radioterapia.

Respirare, deglutire, cambiare postura. A volte basta un gesto minimo perché un organo si sposti di pochi millimetri all’interno del corpo. Per il paziente è impercettibile; per un oncologo radioterapista può fare la differenza tra centrare il bersaglio o mancarlo.

Nel Centro di Protonterapia Quirónsalud, riferimento nazionale dal 2019, è entrata in funzione una macchina che fino a poco tempo fa si vedeva solo nelle pubblicazioni scientifiche: un acceleratore lineare guidato da risonanza magnetica, noto come MR-Linac.

Il suo arrivo rende il centro uno dei pochi al mondo a combinare sotto lo stesso tetto protonterapia e radioterapia adattativa ad altissima precisione. Un passaggio tecnologico che segna un prima e un dopo nella pratica clinica quotidiana.

Ma perché è così rilevante? Perché, per la prima volta, è possibile vedere il tumore in tempo reale durante l’irradiazione. Non un’immagine acquisita giorni prima. Non una stima basata su modelli. Un vero e proprio “live streaming” di ciò che accade dentro il corpo mentre il trattamento è in corso.

Il problema storico della radioterapia: il corpo non sta mai fermo

La radioterapia tradizionale convive da sempre con un limite strutturale: il corpo umano è in continuo movimento. Il tumore non si trova esattamente nello stesso punto di ieri. Né di un’ora fa. A volte neppure di pochi secondi prima.

Per questo, storicamente, i trattamenti vengono pianificati con margini di sicurezza ampi, pensati per compensare gli spostamenti. Margini che proteggono dall’errore ma che, allo stesso tempo, espongono più tessuto sano alla radiazione.

L’oncologa radioterapista Ana de Pablo lo spiega con chiarezza: “Il corpo non è statico. Gli organi si muovono con la respirazione, la digestione o il semplice passare del tempo”.

Secondo la specialista, questa variabilità continua comporta “il rischio di imprecisione, la necessità di margini ampi e il possibile danno al tessuto sano”.

È su questo punto che l’MR-Linac cambia le regole del gioco.

Tecnologia ibrida: quando risonanza magnetica e acceleratore lavorano insieme

Integrare una risonanza magnetica con un acceleratore lineare è stato per anni un obiettivo quasi irraggiungibile. Il motivo è semplice: la risonanza genera un campo magnetico molto potente, mentre l’acceleratore produce radiazioni ionizzanti. Due tecnologie che, per natura, non sono pensate per convivere nella stessa sala.

Dopo decenni di sviluppo ingegneristico, l’integrazione è diventata realtà. Il risultato è un sistema capace di svolgere tre funzioni fondamentali nello stesso momento.

Vedere il tumore minuto per minuto

Grazie alla risonanza magnetica integrata, gli specialisti possono osservare come il tumore e i tessuti circostanti si muovono e cambiano durante la seduta, senza aggiungere dose di radiazioni e senza esami supplementari.

Walter Vásquez definisce questa possibilità come “un modo per visualizzare i tumori e i tessuti sani in ogni momento durante il trattamento, con meno irradiazione dei tessuti sani, meno effetti collaterali e un miglior controllo del tumore”.

Riprogettare il trattamento in tempo reale

Se qualcosa cambia – la forma del tumore, la dimensione della vescica, la posizione del fegato – il sistema ricalcola il piano di trattamento sul momento.
Altri macchinari richiedono una nuova pianificazione nei giorni successivi. Con l’MR-Linac, l’adattamento avviene durante la stessa seduta.

Seguire il tumore come un GPS oncologico

Se il bersaglio esce dall’area di sicurezza, la macchina interrompe automaticamente l’erogazione e la riprende solo quando il tumore rientra nella posizione corretta. Questo riduce l’esposizione degli organi sani e consente di essere più incisivi dove serve.

Il fisico medico Alejandro Mazal sottolinea che questa precisione apre la strada all’ipofrazionamento estremo in SBRT, ovvero trattamenti più brevi, più intensi e meglio tollerati.

Quali tumori possono beneficiarne di più

Non tutti i tumori si comportano allo stesso modo. Alcuni sono particolarmente “dinamici”, influenzati dal respiro o dai movimenti degli organi vicini.

Tra questi ci sono:

Altri tumori, come quelli della prostata, si trovano a pochi millimetri da organi molto sensibili. In questi casi, anche uno spostamento minimo può fare la differenza tra efficacia e tossicità.

La possibilità di seguire in tempo reale il bersaglio cambia radicalmente l’approccio terapeutico e amplia le opzioni disponibili per casi complessi.

Impatto clinico: meno tossicità e maggiore controllo

La tecnologia MR-Linac non punta solo a trattamenti più sofisticati. L’obiettivo concreto è ridurre gli effetti collaterali evitando che la radiazione colpisca aree sane.

Walter Vásquez parla di “un modo di trattare con meno danno collaterale e più precisione”.

Nella fase iniziale, il centro stima che circa 100 pazienti all’anno possano beneficiare di questa tecnologia, con l’obiettivo di arrivare a 400 pazienti man mano che le indicazioni cliniche si ampliano.

Per la dottoressa Stephanie Bolle, direttrice del Servizio di Oncologia Radioterapica del Centro di Protonterapia Quirónsalud, questo passo significa “ampliare il ventaglio di opzioni e delineare un futuro con più pazienti che possono trarne beneficio”.

Un nuovo modo di pensare la radioterapia

L’introduzione dell’MR-Linac va oltre il singolo macchinario. Segna un cambio di paradigma nella pianificazione dei trattamenti.

Finora, la radioterapia si basava su un piano fisso, costruito giorni prima e fondato su un’anatomia “ideale” che raramente coincide con la realtà quotidiana del paziente.

La possibilità di adattare il trattamento in diretta trasforma la radioterapia in un processo dinamico, capace di prendere decisioni istante per istante. Un’evoluzione che apre anche la strada, in prospettiva, all’uso di algoritmi di intelligenza artificiale in grado di apprendere da ogni seduta e anticipare le variazioni anatomiche.

Lo sapevi che…

La radioterapia adattativa guidata da risonanza magnetica è una delle aree di ricerca più attive in Europa e negli Stati Uniti e viene studiata per ridurre il numero totale di sedute mantenendo la stessa efficacia clinica.

FAQ – Domande frequenti

Che cos’è l’MR-Linac in parole semplici?
È una macchina che unisce risonanza magnetica e radioterapia per vedere il tumore mentre viene trattato.

È diverso dalla radioterapia tradizionale?
Sì. Consente di adattare il trattamento in tempo reale ai movimenti del corpo.

Riduce gli effetti collaterali?
L’obiettivo è proprio limitare l’irradiazione dei tessuti sani.

Tutti i pazienti possono usarlo?
No. È indicato soprattutto per tumori mobili o vicini a organi sensibili.


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