Menu

La città sommersa di Pavlopetri: 5.000 anni fa c’era una metropoli sotto il mare greco

Cose dell'Altro Mondo 2 mesi fa 0

A quattro metri di profondità, al largo della costa della Laconia nel Peloponneso meridionale, giacciono i resti di una città che aveva strade lastricate, abitazioni a più piani, un cimitero organizzato e un sistema per la gestione delle acque.

Si chiama Pavlopetri e con i suoi oltre 5.000 anni di storia è la più antica città sommersa conosciuta del Mediterraneo. Non è un mito, non è una leggenda: è un sito archeologico tutelato dall’ UNESCO, studiato con tecnologie militari adattate all’archeologia subacquea, e visitabile — almeno in parte — con maschera e boccaglio.

Le ricerche condotte a partire dal 2009 dall’ Università di Nottingham in collaborazione con la Soprintendenza alle Antichità Subacquee del Ministero della Cultura ellenico hanno esteso la mappa del sito da 30.000 a oltre 50.000 metri quadrati di strutture documentate, portando alla luce edifici, tombe a cista, sepolture in pithos e — tra le scoperte più significative — quello che i ricercatori identificano come un megaron dell’Età del Bronzo Antico: una grande sala rettangolare che avrebbe potuto svolgere funzione pubblica o cerimoniale.

Come si presentava la città

L’insediamento era organizzato con una logica urbana coerente. Le strade principali raggiungevano i cinque metri di larghezza. Gli edifici, almeno quindici di cui identificati con certezza, presentavano piante complesse con fino a dodici ambienti interni e cortili aperti. Al centro della città si trovava una piazza di circa 40 per 20 metri. L’intera area comprendeva tombe a camera scavate nella roccia, tombe a cista e un avanzato sistema di canali e tubazioni per la gestione dell’acqua.

La datazione del sito ha subito revisioni sostanziali nel corso dei decenni. Le campagne di scavo del 1968 condotte dall’ Università di Cambridge avevano attribuito le strutture al periodo miceneo, tra il 1600 e il 1100 a.C. Le ceramiche recuperate nella campagna 2009–2013 hanno invece rivelato una frequentazione che risale al Neolitico Finale, intorno al 3.500 a.C. — almeno 1.200 anni prima di quanto si ritenesse. La città raggiunse il suo apice attorno al 1600 a.C. e fu abitata in modo continuativo fino al 1100 a.C., attraversando l’intera traiettoria dell’Età del Bronzo egea.

Tra i reperti distribuiti su tutto il fondale: grandi contenitori in argilla per lo stoccaggio, figurine, pesi da telaio — questi ultimi in numero sufficiente a dimostrare, secondo gli archeologi, che Pavlopetri era un centro rilevante per l’industria tessile — e un frammento di statuetta in bronzo, lame di ossidiana e selce.

Pavlopetri: la città di 5.000 anni fa sotto il mare della Grecia© cosedellaltromondo.it | CC0 1.0 Universal
Pavlopetri: la città di 5.000 anni fa sotto il mare della Grecia

Un porto commerciale nell’Egeo dell’Età del Bronzo

La posizione geografica di Pavlopetri non è casuale. Il sito si trova all’intersezione delle rotte che collegavano il Peloponneso con Creta, Citera, Anticitera e il Mediterraneo orientale. La sua baia, protetta e con fondali sabbiosi, era adatta all’approdo e all’alaggio delle imbarcazioni dell’epoca. I ricercatori ritengono che la città funzionasse come centro commerciale marittimo, con relazioni documentate — attraverso le ceramiche — con i palazzi minoici di Creta nel periodo Neopalaziale, tra il 1700 e il 1425 a.C.

Jon Henderson, dell’Università di Nottingham, coordinatore scientifico del progetto quinquennale, ha sottolineato che Pavlopetri rappresenta qualcosa di unico nell’archeologia mediterranea: l’intera planimetria della città è leggibile sul fondale, senza che il sito sia mai stato rioccupato dopo l’abbandono. È un istantanea del passato rimasta sostanzialmente intatta per tre millenni.

Come è finita sotto il mare — e cosa ha permesso la sua conservazione

Le ipotesi sull’inabissamento convergono su una combinazione di fattori: l’innalzamento progressivo del livello del mare nel corso dei millenni (stimato in un metro ogni mille anni negli ultimi 10.000 anni a livello globale) e almeno un evento sismico violento. Il più probabile è il terremoto che colpì la regione intorno al 1000 a.C. Datazioni al radiocarbonio condotte su fasce di roccia costiera durante le campagne di Nottingham suggeriscono che il processo di sommersione avvenne in almeno tre eventi distinti.

L’ironia di questa storia è che il mare ha fatto quello che il tempo e gli uomini non avrebbero risparmiato: la sommersione ha preservato la topografia della città. I depositi di sabbia hanno ricoperto e protetto strutture che altrimenti sarebbero state smontate, reimpiegare o demolite. Le murature mostrano ancora i segni del taglio originario delle pietre.

Pavlopetri: la città di 5.000 anni fa sotto il mare della Grecia© cosedellaltromondo.it | CC0 1.0 Universal
Pavlopetri: la città di 5.000 anni fa sotto il mare della Grecia

La scoperta, le campagne di ricerca e la tecnologia

Il sito fu osservato per la prima volta dal geologo Fokion Negris nel 1904, ma la sua importanza passò inosservata. Nel 1967, Nicholas Flemming dell’Istituto di Oceanografia dell’Università di Southampton, impegnato in uno studio sui cambiamenti del livello del mare nell’Egeo, individuò le rovine sommerse. L’anno successivo, un team dell’Università di Cambridge — con Flemming come guida e con il contributo dell’archeologo greco Angelos Delivorias — produsse la prima mappa dettagliata del sito usando un sistema a griglia manuale, boccaglieri e metri da sarto.

Per quarant’anni il sito rimase sostanzialmente abbandonato dalla ricerca sistematica. Nel 2009, sotto un permesso della British School of Archaeology at Athens, il progetto quinquennale guidato da Nottingham avviò un’indagine digitale subacquea che impiegò tecnologia sonar sviluppata in ambito militare e petrolifero, mai usata prima su un sito archeologico, combinata con un sistema di fotogrammetria robotica stereoscopica sviluppato in collaborazione con l’ Australian Centre for Field Robotics dell’Università di Sydney. Il risultato fu il primo modello tridimensionale fotorealistico completo di una città sommersa. Il documentario prodotto da BBC 2 nel 2011 con queste immagini raggiunse 2,03 milioni di spettatori al debutto e oltre 15 milioni in 20 Paesi.

Lo stato attuale: minacce e piani di tutela

Pavlopetri non è immune dai rischi. Le ancore delle imbarcazioni da diporto si incastrano nelle murature, dragando il fondale e danneggiando strutture che hanno resistito tre millenni. I cacciatori di souvenir continuano a sottrarre materiale. La crescita di alghe, spugne e ricci di mare sulle pietre degrada progressivamente le pareti più esposte.

Pavlopetri: la città di 5.000 anni fa sotto il mare della Grecia© cosedellaltromondo.it | CC0 1.0 Universal
Pavlopetri: la città di 5.000 anni fa sotto il mare della Grecia

Nel 2016 Pavlopetri è stata inclusa nel World Monuments Watch del World Monuments Fund, il programma internazionale di monitoraggio dei siti in pericolo. La Soprintendenza alle Antichità Subacquee del Ministero greco della Cultura ha proposto un piano — approvato dal Consiglio Archeologico Centrale — per l’istituzione di percorsi subacquei visitabili sull’insediamento, integrati in un itinerario eco-archeologico che colleghi la valorizzazione del sito alla tutela delle zone umide circostanti.

Il sito è visitabile in snorkeling (profondità massima 3–4 metri), ma viene periodicamente chiuso per consentire le operazioni di monitoraggio. Chiunque voglia immergersi deve verificare preventivamente le condizioni di accesso presso le autorità locali di Elafonisos.

Quante città sommerse sono state trovate nel Mediterraneo?

Il Mediterraneo ospita decine di siti sommersi documentati, tra cui Eracleion e Canopo in Egitto e la baia di Baia in Italia. Pavlopetri si distingue per essere l’unico sito in cui l’intera planimetria urbana — strade, edifici, tombe — è ancora leggibile sul fondale senza rioccupazioni successive.

Il nome Pavlopetri è quello originale della città?

No. Pavlopetri è un toponimo greco moderno che significa approssimativamente “la pietra di Paolo” o “di Paolo e Pietro”, derivato dall’isolotto vicino. Il nome originale dell’insediamento preistorico è sconosciuto: nessuna fonte scritta dell’Età del Bronzo lo menziona esplicitamente, e la città non compare in alcun testo antico con certezza identificabile.

Perché si fa il collegamento tra Pavlopetri e il mito di Atlantide?

Platone compose i dialoghi Timeo e Crizia — in cui descrive Atlantide — nel IV secolo a.C., circa sei secoli dopo l’inabissamento di Pavlopetri, avvenuto intorno al 1000 a.C. Alcuni studiosi hanno ipotizzato un collegamento culturale indiretto. La comunità scientifica archeologica mainstream considera il collegamento privo di basi documentali solide: Atlantide rimane un’allegoria filosofica, non un sito storicamente identificato.

Chi può accedere al sito oggi e con quali attrezzature?

Pavlopetri è accessibile in snorkeling — maschera, boccaglio e pinne — poiché la profondità massima non supera i 3–4 metri. L’uso di bombole è vietato nell’area. Il sito è periodicamente chiuso ai visitatori per interventi di monitoraggio: prima di organizzare una visita, è necessario verificare le condizioni di accesso presso le agenzie locali di Elafonisos o le autorità della Soprintendenza.

Qual è la differenza tra il rilevamento del 1968 e quello del 2009?

Nel 1968 il team di Cambridge usò un sistema a griglia con misure manuali e boccaglieri, documentando circa 30.000 m² di strutture visibili. Nel 2009–2011 l’équipe di Nottingham impiegò scanner sonar ad alta risoluzione, fotogrammetria robotica subacquea e veicoli autonomi, portando l’area documentata a oltre 50.000 m² e scoprendo nuove strutture rimaste coperte da depositi di sabbia.

5/5 - (1 voto)

🌍 Le notizie di Cose dell'Altro Mondo direttamente sul tuo telefono

Iscriviti al nostro canale WhatsApp o Telegram — gratis, senza spam, puoi uscire quando vuoi.

Crediti fotografici

  • Pavlopetri: la città di 5.000 anni fa sotto il mare della Grecia: © cosedellaltromondo.it | CC0 1.0 Universal
  • Pavlopetri: la città di 5.000 anni fa sotto il mare della Grecia: © cosedellaltromondo.it | CC0 1.0 Universal
  • Pavlopetri: la città di 5.000 anni fa sotto il mare della Grecia: © cosedellaltromondo.it | CC0 1.0 Universal
  • Pavlopetri: la città di 5.000 anni fa sotto il mare della Grecia: © cosedellaltromondo.it | CC0 1.0 Universal

Scopri di più da Cose dell'Altro Mondo

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Scritto da

La redazione di Cose dell'Altro Mondo è il collettivo di voci dietro il magazine. Giornalisti, redattori e appassionati uniti da una convinzione: che ogni giorno ci sia almeno una storia capace di sorprendere. La cerchiamo, la verifichiamo e la raccontiamo.

Lascia un commento

Rispondi