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Pensione INPS Giugno 2026

Pensioni di giugno: arretrati e aumenti per alcuni, trattenute sorpresa per altri. Tutto quello che c’è nel cedolino INPS

Cose dell'Altro Mondo 2 mesi fa 0

La pensione di giugno 2026 arriverà lunedì 1° giugno, primo giorno bancabile del mese, sia per chi la riceve in banca sia per chi passa alle Poste. Per la maggior parte dei pensionati il cedolino non riserva particolari sorprese: le principali novità dell’anno, dalla rivalutazione al taglio dell’Irpef, sono già state applicate nei mesi precedenti. Ma per alcune categorie specifiche giugno porta variazioni significative, in positivo e in negativo. Vale la pena controllare il cedolino su MyINPS prima di fare ipotesi sull’importo.

Chi riceve un aumento: i grandi invalidi per servizio militare

La prima novità riguarda i grandi invalidi per il servizio militare o per cause assimilate. La Legge di Bilancio 2025 ( legge n. 199/2025), attraverso i commi 922-924 dell’articolo 1, ha aggiornato la disciplina delle previdenze prevista dalla Legge 288/2002, con decorrenza retroattiva dal 1° gennaio 2026. In conseguenza di ciò, nel mese di giugno saranno corrisposti sia il nuovo importo che gli arretrati spettanti per i primi cinque mesi del 2026.

Per le categorie con indennità più elevata (invalidi di cui alle lettere A), numeri 1), 2), 3) e 4), secondo periodo, e A-bis) della tabella E allegata al Testo unico delle pensioni di guerra), l’assegno sale a 1.000 euro mensili. L’assegno attuale è di 878 euro, ai quali si aggiungeranno 122 euro. Per le categorie di fascia media (soggetti con infermità di cui alle lettere B), numero 1), C), D) ed E), numero 1) della medesima tabella) sono previsti 500 euro, con un aumento di 61 euro su un assegno attuale di 439 euro mensili.

Chi riceve arretrati: pensionati ex Inpdap con meno di 15 anni di contributi

La seconda categoria che potrebbe trovare un cedolino più ricco riguarda gli iscritti alle gestioni ex Inpdap, in particolare lavoratori di enti locali, sanità, insegnanti d’asilo e ufficiali giudiziari, andati in pensione di vecchiaia a 67 anni con meno di 15 anni di contributi al 31 dicembre 1995. Al momento della liquidazione dell’assegno sono state applicate le nuove aliquote di rendimento introdotte dalla Legge di Bilancio 2024, più penalizzanti rispetto a quelle ordinarie. Tali aliquote però non dovevano essere applicate alle pensioni di vecchiaia, ma solo a quelle anticipate. L’errore ha portato a importi più bassi del dovuto e ora l’INPS deve procedere alla ricostituzione d’ufficio delle pensioni coinvolte.

Chi rientra in questa casistica potrebbe ricevere un assegno più alto già a giugno, con l’aggiunta degli arretrati maturati dal 1° gennaio 2024. In alcuni casi le somme potrebbero essere particolarmente consistenti, soprattutto per chi ha subito una penalizzazione importante.

Chi trova trattenute extra: il recupero della detrazione sbagliata del 2025

Non tutte le variazioni nel cedolino di giugno vanno in direzione positiva. L’INPS ha scoperto che nel 2025 alcuni pensionati hanno ricevuto per errore l’ulteriore detrazione fiscale destinata ai lavoratori dipendenti con redditi tra 20.000 e 40.000 euro, un beneficio che non spetta ai pensionati. Il recupero è già iniziato nei mesi scorsi, ma in alcuni casi non è stato possibile trattenere l’intero importo in una sola volta, perché la pensione non era abbastanza capiente o l’INPS ha preferito evitare un prelievo troppo pesante. Le trattenute possono proseguire anche nel cedolino di giugno. In alcuni casi il debito può arrivare fino a 1.000 euro, motivo per cui la rateizzazione è la scelta più comune.

Il cedolino di giugno: come leggerlo e cosa controllare

Il cedolino di giugno è consultabile nell’area personale MyINPS non appena l’Istituto pubblica la guida mensile con tutte le voci dettagliate. Verificare il cedolino è importante soprattutto per chi rientra nelle eccezioni, perché permette di capire se sono stati applicati aumenti, arretrati o trattenute aggiuntive.

Sul piano fiscale, il cedolino di giugno applica le regole ordinarie: l’ Irpef viene trattenuta in acconto per il 2026, mentre il ricalcolo finale arriverà a fine anno o dopo la dichiarazione dei redditi. Le aliquote in vigore sono il 23% fino a 28.000 euro, il 33% fino a 50.000 euro e il 43% oltre tale soglia, con una no tax area fissata a 8.500 euro. Il prossimo appuntamento rilevante sul piano fiscale sarà il conguaglio Irpef, atteso da agosto in poi. Chi ha avuto un conguaglio a debito superiore a 100 euro e un reddito annuo fino a 18.000 euro potrebbe continuare a vedere trattenute rateizzate fino a novembre.

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