L’universo si è rivelato, nel corso del tempo, molto più creativo e bizzarro di quanto la nostra immaginazione potesse suggerirci.
Gli oltre 6.000 esopianeti finora scoperti hanno masse e composizioni molto diverse: il loro catalogo comprende giganti gassosi con temperature altissime, pianeti rocciosi come le Superterre, e una manciata di mondi situati nella cosiddetta fascia di abitabilità. In pochi sanno che ne esistono persino dove piovono frammenti di vetro o dove si trovano enormi giacimenti di diamanti.
Un esopianeta è, in parole semplici, un pianeta che orbita attorno a una stella diversa dal nostro Sole, cioè al di fuori del Sistema Solare. Il prefisso “eso” viene dal greco e significa “esterno” o “al di fuori”. Ecco una panoramica degli esopianeti dalle caratteristiche a dir poco incredibili.
In questo articolo
HD 189733b: il pianeta blu dove piove vetro tagliente
A prima vista sembra quasi rassicurante: il gigante gassoso HD 189733b, situato a soli 63 anni luce da noi, è di un blu cobalto che ricorda la Terra. Ma le somiglianze con il nostro pianeta si fermano qui: il suo colore non è dovuto alla presenza di oceani, bensì a un’atmosfera turbolenta ricca di silicati in sospensione che disperdono la luce blu. L’atmosfera è cocente, con una temperatura di oltre 1.000 gradi Celsius, e la pioggia è costituita da vetro fuso.
Se già quanto detto non bastasse a scoraggiare qualsiasi visitatore, su questo mondo soffiano venti che viaggiano a sette volte la velocità del suono. La pioggia di vetro non cade nemmeno verticalmente: il calore estremo trasforma i silicati in vetro che precipita lateralmente, tagliando qualsiasi cosa incontri sul suo cammino. Un paradiso visivo, un inferno assoluto.
WASP-76b: dove le notti portano piogge di ferro fuso
Se un pianeta dove piove vetro sembra già estremo, esistono mondi dove le precipitazioni sono ancora più pesanti, letteralmente. WASP-76b è un esopianeta situato a circa 640 anni luce di distanza nella costellazione dei Pesci: è un gigante gassoso ultra-caldo con rotazione sincrona che rivolge verso la sua stella sempre lo stesso lato, dove le temperature salgono sopra i 2.400 gradi centigradi, abbastanza alte da vaporizzare i metalli. I forti venti causati dall’enorme differenza di temperatura tra giorno e notte perpetui trasportano vapore di ferro verso il lato notturno, dove si condensa in goccioline di ferro.
Come ha spiegato David Ehrenreich, professore all’Università di Ginevra – che ha condotto lo studio pubblicato su Nature – , su questo pianeta piove tutte le sere, peccato che piova ferro. La scoperta è stata resa possibile dallo strumento ESPRESSO installato sul Very Large Telescope in Cile, con un contributo significativo di ricercatori italiani dell’INAF.
55 Cancri e: il pianeta dove i diamanti sono la norma
Se il carbone sotto pressione diventa diamante sulla Terra, immaginate cosa succede su un pianeta quasi interamente fatto di carbonio sottoposto a pressioni cosmiche. 55 Cancri e, chiamato anche Janssen, orbita attorno alla sua stella a soli 2 milioni di chilometri, circa 75 volte meno della distanza Terra-Sole, e completa un giro completo in sole 18 ore: il suo “anno” dura meno di un nostro giorno.
Secondo i modelli degli astronomi, il pianeta sarebbe costituito principalmente da carbonio in forma di grafite e diamante, ferro, carburi di silicio e silicati. Una stima arriva a sostenere che più del 30% del pianeta — tre volte la massa terrestre — sia di diamante. Le ultime osservazioni del telescopio James Webb hanno però aggiunto un dettaglio ulteriore: il lato del pianeta sempre rivolto alla stella raggiunge temperature capaci di fondere il ferro, generando vulcani e un oceano di magma, mentre il lato notturno è perennemente nell’oscurità. Il JWST ha rilevato che il lato diurno è più fresco del previsto, suggerendo la presenza di un’atmosfera che distribuisce l’energia tra i due emisferi.
BD+05 4868 Ab: un pianeta che si sta sgretolando in tempo reale
Una delle scoperte più spettacolari del 2025 riguarda un pianeta che, in senso letterale, sta morendo davanti ai nostri occhi. A 140 anni luce dalla Terra, il pianeta BD+05 4868 Ab sta vivendo un processo di disintegrazione estrema, simile a quello di una cometa, visibile attraverso una coda lunga oltre 9 milioni di chilometri. Questo piccolo pianeta impiega solo 30,5 ore per completare un’orbita intorno alla propria stella, e in ogni ciclo perde una quantità di massa pari al Monte Everest.
Il team guidato da Marc Hon del MIT ha scoperto il pianeta quasi per caso: invece di un transito regolare, il segnale mostrava variazioni inconsistenti, indice di una perdita di massa disomogenea e continua. “Non stavamo cercando questo tipo di pianeta,” ha affermato Hon. “Il segnale era estremamente anomalo.” Secondo i ricercatori, se il ritmo attuale di disintegrazione dovesse continuare, il pianeta potrebbe svanire del tutto entro 1 o 2 milioni di anni. Una durata che, pur sembrando enorme per noi umani, è un batter d’occhio su scala cosmica.
2M1510 (AB) b: il pianeta che orbita “al contrario”
Tra le scoperte più recenti ce n’è una che ha sconvolto i modelli di formazione planetaria. Il pianeta 2M1510 (AB) b orbita attorno a due nane brune in un modo mai visto prima: perpendicolare al loro equatore, come se girasse “in verticale” anziché in orizzontale. È il primo esopianeta con un’orbita polare mai osservato, scoperto utilizzando lo spettrografo UVES installato sul Very Large Telescope dell’ESO in Cile. La scoperta dimostra che orbite polari possono esistere e rimanere stabili, aprendo interrogativi fondamentali su come i pianeti si formino in condizioni così estreme.
Un catalogo in continua espansione
La lista degli esopianeti è destinata a crescere ancora rapidamente, dato che sono già stati osservati altri 8.000 pianeti la cui esistenza deve essere confermata. Ogni nuova scoperta non è soltanto un record o una curiosità: è un tassello che riscrive la nostra comprensione di come si formano i pianeti, come evolvono e, forse, dove potrebbe esistere la vita. In un universo capace di produrre pianeti con piogge di vetro, di ferro e oceani di diamanti, l’unica certezza è che la realtà è molto più bizzarra di qualsiasi romanzo di fantascienza.
Qual è il pianeta dove piove vetro?
Il pianeta dove piove vetro è HD 189733b, un gigante gassoso blu situato a 63 anni luce dalla Terra. La sua atmosfera supera i 1.000 gradi Celsius e i silicati in sospensione si trasformano in vetro fuso che precipita lateralmente, spinto da venti sette volte più veloci del suono.
Esiste davvero un pianeta fatto di diamanti?
Sì, si chiama 55 Cancri e, detto anche Janssen. Secondo i modelli astronomici, oltre il 30% della sua massa potrebbe essere composto da diamante puro. Orbita così vicino alla sua stella da completare un giro in sole 18 ore, con temperature capaci di fondere il ferro.
Su quale pianeta piove ferro?
Su WASP-76b, gigante gassoso a 640 anni luce nella costellazione dei Pesci. Il lato sempre esposto alla stella supera i 2.400 gradi, vaporizzando i metalli. I venti trasportano il vapore di ferro verso il lato notturno, dove si condensa e precipita come pioggia metallica.
Cos’è un esopianeta e come viene scoperto?
Un esopianeta è un pianeta che orbita attorno a una stella diversa dal Sole, fuori dal Sistema Solare. Viene scoperto principalmente con il metodo dei transiti — rilevando il calo di luminosità di una stella quando un pianeta le passa davanti — o con il metodo delle velocità radiali.
Quanti esopianeti sono stati scoperti finora?
Ad oggi sono stati confermati oltre 6.000 esopianeti, con altri 8.000 candidati in attesa di conferma. Tra questi ci sono giganti gassosi, super-Terre rocciose e mondi nella fascia di abitabilità, la zona ideale per la presenza di acqua liquida in superficie.
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Crediti fotografici
- Pianeti: © cosedellaltromondo.it | AI Generated - Free to Use
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