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Referendum sulla Giustizia

Come votare al referendum sulla giustizia 2026: date, documenti, scheda e regole

Cose dell'Altro Mondo 2 mesi fa 0

Si vota domenica 22 marzo 2026 (7:00–23:00) e lunedì 23 marzo 2026 (7:00–15:00)

Chi vota: sono elettori tutti i cittadini italiani maggiorenni (18+) e il voto è personale, libero e segreto: non esiste un “voto per delega”, salvo le forme di assistenza previste per chi ha impedimenti fisici. 

Che cosa c’è sulla scheda: c’è un solo quesito: approvare o respingere una legge di revisione costituzionale che modifica alcuni articoli della Costituzione (fra cui 104 e 105) e istituisce una nuova Alta Corte disciplinare. 

Regola chiave: è un referendum ex art. 138 Cost.: non c’è quorum; vince l’opzione che ottiene la maggioranza dei voti validi. 

Quando si vota e cosa trovi sulla scheda

Date e orari ufficiali: le operazioni di voto si svolgono su due giorni, con apertura la domenica dalle 7 alle 23 e il lunedì dalle 7 alle 15

Il referendum in una riga: gli elettori decidono se confermare (Sì) o respingere (No) una legge costituzionale già approvata dal Parlamento e pubblicata in Gazzetta Ufficiale. 

Quesito e calendario dei decreti: il referendum è stato indetto con DPR 13 gennaio 2026 (pubblicato il 14 gennaio 2026) e il quesito è stato poi “precisato” con DPR 7 febbraio 2026 (GU n. 31 del 7 febbraio 2026). 

Colore della scheda: la scheda consegnata al seggio è indicata come verde nelle comunicazioni istituzionali locali che riprendono il fac‑simile ufficiale. 

Tabella di confronto dei quesiti

Quesito sulla scheda (testo ufficiale, in tre segmenti)Sintesi in linguaggio sempliceEffetto pratico se vince il Sì
Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”? Vuoi che entri in vigore una riforma costituzionale che riconosce carriere distinte tra magistrati giudicanti e requirenti, prevede due Consigli superiori e istituisce una nuova Alta Corte disciplinare. La legge costituzionale viene confermata e, dopo la promulgazione, avvia una fase di adeguamento delle leggi ordinarie entro 1 anno; fino a quel momento restano in vigore le norme attuali nelle materie interessate. 

Chi può votare e come, in Italia e dall’estero

Requisiti di base: sono elettori i cittadini che hanno raggiunto la maggiore età; il voto è personale, eguale, libero e segreto. 

Residenti in Italia: si vota al seggio del proprio Comune (sezione indicata sulla tessera elettorale), presentandosi di persona: non è prevista una delega “per procura”, perché il voto è personale; chi ha impedimenti può usare gli strumenti di voto assistito previsti dalla legge/istruzioni. 

Italiani iscritti AIRE: ricevono normalmente il plico e votano per corrispondenza; in alternativa possono scegliere di votare in Italia con un’opzione da comunicare al consolato entro il 24 gennaio 2026 (termine ormai trascorso alla data odierna, 13 marzo 2026). 

Italiani temporaneamente all’estero (lavoro/studio/cure, almeno 3 mesi): potevano optare per il voto per corrispondenza inviando richiesta al Comune di iscrizione entro il 18 febbraio 2026 (termine ormai trascorso). 

Plichi e duplicati all’estero: alcune sedi consolari indicano spedizione dei plichi entro il 4 marzo 2026 e possibilità di chiedere duplicato se il plico non è arrivato entro l’8 marzo 2026 (se sei oltre quelle date, conviene contattare subito il consolato per capire cosa è ancora possibile fare in concreto). 

Dove e come si vota al seggio

Cosa portare: dopo l’identificazione, per votare bisogna presentare la tessera elettorale; l’identità può essere accertata con carta d’identità o altro documento con foto rilasciato da una pubblica amministrazione, anche se scaduto purché regolare e idoneo a identificare. 

Documenti accettati e casi particolari: le istruzioni ammettono anche la ricevuta della richiesta della CIE (se munita di foto e dati), e in mancanza di documento l’identificazione può avvenire con attestazione di un componente del seggio o (in subordine) di un altro elettore del Comune conosciuto da un componente. 

Tessera elettorale: duplicati e rinnovi: in caso di deterioramento si può chiedere duplicato consegnando l’originale; in caso di smarrimento/furto serve domanda e denuncia; quando gli spazi sono esauriti si può chiedere il rinnovo. 

Barriere architettoniche e accessibilità: gli elettori non deambulanti, se la propria sezione è in edificio non accessibile, possono votare in un’altra sezione del Comune priva di barriere, presentando (oltre alla tessera) certificazione sanitaria ASL (anche rilasciata in precedenza) oppure copia autentica della patente speciale; da tali documenti deve risultare l’impossibilità o grave riduzione di deambulazione. 

Voto assistito “in cabina”: per ciechi, amputati delle mani, paralisi o impedimenti analoghi, è possibile entrare in cabina con un accompagnatore liberamente scelto (purché elettore in un qualsiasi Comune). Il voto assistito è ammesso, fra l’altro, se l’impedimento è evidente oppure se sulla tessera è presente l’annotazione “AVD” (diritto voto assistito) o se si esibisce la certificazione prevista; inoltre nessuno può fare da accompagnatore per più di una persona con disabilità nella stessa consultazione. 

Voto domiciliare: per elettori con gravissime infermità o dipendenza continuativa da apparecchiature elettromedicali, la domanda andava presentata tra il 40° e il 20° giorno prima del voto, cioè dal 10 febbraio al 2 marzo 2026, con documentazione sanitaria e copia tessera (termine ormai trascorso). 

Scheda, segno e voto nullo

Come si marca correttamente: l’elettore vota tracciando con la matita un segno sulla risposta prescelta, nel rettangolo che la contiene. 

Routine del voto “come si è sempre fatto”: si ricevono scheda e matita, si entra in cabina, si vota, si ripiega la scheda secondo le pieghe, si riconsegna al presidente e si restituisce anche la matita; poi vengono restituiti documento e tessera. 

Telefono in cabina e segretezza: c’è un divieto di introdurre in cabina apparecchi in grado di fotografare/registrare immagini: l’elettore è invitato a depositarli prima di votare; se viene colto a fotografare il voto, le schede vengono annullate e l’elettore non è riammesso. 

Se sbagli o rovini la scheda: se la scheda è deteriorata (o lo diventa per errore), puoi chiederne un’altra restituendo la prima; non è però possibile ottenere una terza scheda se l’elettore ha deteriorato le prime due. 

Esempi concreti di rischio “voto nullo”: la scheda è nulla, tra l’altro, se presenta segni/scritture che rendono riconoscibile il voto, se non è conforme al modello o manca bollo/firma dello scrutatore, o se la volontà non è univoca (ad esempio segno su entrambe le risposte). 

Attenzione alla penna: il voto espresso con mezzo diverso dalla matita (es. penna a sfera) può essere considerato idoneo a identificare l’elettore e quindi nullo. 

Scrutinio, quorum e tempi dei risultati

Quorum e regola del risultato: per il referendum costituzionale ex art. 138 Cost. non è richiesto un quorum minimo di votanti; è sufficiente che i consensi superino i voti contrari (maggioranza dei voti validi). 

Quando parte lo spoglio: lo scrutinio inizia subito dopo le operazioni di chiusura e riscontro votanti e deve proseguire senza interruzioni; le istruzioni prevedono che sia ultimato entro le ore 14 del giorno successivo alla chiusura della votazione (quindi, in via ordinaria, entro martedì 24 marzo 2026). 

Come si conta: durante lo spoglio si estrae una scheda alla volta, si proclama ad alta voce la risposta (Sì/No) e si registrano i voti su tabelle di scrutinio. 

Chi proclama l’esito ufficiale: l’Ufficio centrale per il referendum (presso la Corte di Cassazione) procede all’accertamento e alla proclamazione dei risultati; il sito della Corte di Cassazione pubblica anche ordinanze e materiali referendari e costituisce un riferimento istituzionale per gli atti dell’Ufficio centrale. 

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