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Bolletta caldaia aumento 2026

Riscaldamento più caro: perché dal 2028 la bolletta può “esplodere”

Giulia Ferretti 2 mesi fa 0 17

Ti sei mai chiesto quanto potrebbe costarti, in concreto, la transizione ecologica europea? La risposta non è astratta né lontana nel tempo. Secondo le stime più recenti, l’impatto sulle famiglie italiane potrebbe essere molto più diretto di quanto si pensi, soprattutto su due voci fondamentali: riscaldamento domestico e carburanti.

Con l’entrata in vigore del nuovo meccanismo Ets2, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione applicato anche a trasporti stradali e abitazioni, la spesa annuale per riscaldarsi potrebbe aumentare fino a 600 euro l’anno, mentre fare il pieno all’auto potrebbe costare fino a 280 euro in più. Numeri che iniziano a circolare con insistenza e che stanno accendendo il dibattito politico ed economico.

Cos’è l’Ets2 e perché riguarda tutti

Come spiegato su SkyTg24, l’Emission Trading System 2 (Ets2) è l’estensione del sistema europeo di scambio delle emissioni, attivo dal 2005 per industria ed energia, anche ai settori finora esclusi:

  • trasporto stradale
  • riscaldamento degli edifici

In pratica, chi immette sul mercato combustibili fossili dovrà acquistare quote di CO₂, con costi che verranno inevitabilmente trasferiti lungo la filiera fino ai consumatori finali.

L’entrata in vigore del sistema è stata rinviata di un anno: non più dal 2027, ma con effetti concreti dal 2028. Un rinvio che non cancella l’impatto, ma lo posticipa.

Quanto costerà davvero: i numeri che preoccupano

Secondo uno studio realizzato dalla società di consulenza strategica Bip, su commissione di Assogasliquidi-Federchimica, l’impatto economico dell’Ets2 potrebbe essere molto significativo.

Le stime parlano di:

  • 2–15 miliardi di euro di costi per le aziende entro il 2030
  • 0,7–5 miliardi di euro per il settore residenziale

La variabilità dipende soprattutto dal prezzo delle quote di CO₂, che potrà oscillare in base al mercato.

Tradotto in termini concreti per le famiglie:

  • riscaldamento: fino a 600 euro in più all’anno
  • mobilità leggera: fino a 280 euro in più all’anno per i carburanti

Un impatto che si somma ad altre direttive europee

Uno degli aspetti più critici evidenziati dagli operatori del settore è che l’Ets2 non arriva da solo. Il suo effetto si somma ad altre normative europee già in fase di applicazione.

Secondo Matteo Cimenti, presidente di Assogasliquidi-Federchimica, “anche su trasporto leggero e residenziale l’Emission Trade System inciderà molto sull’economia italiana e il suo impatto si sommerà a quello della direttiva Red III. Ciò suggerisce flessibilità e cautela in sede applicativa”.

Il rischio, spiegano le associazioni di settore, è che più norme sovrapposte producano un effetto cumulativo difficile da assorbire, soprattutto per famiglie e piccole imprese.

Gpl e biocarburanti: perché restano competitivi

Dallo studio emerge però anche un dato controcorrente. Nei diversi scenari di applicazione dell’Ets2, il Gpl mantiene una buona competitività economica rispetto ad altre fonti energetiche.

Non solo. Secondo Cimenti, è urgente sostenere lo sviluppo di:

  • bioGpl
  • rDme rinnovabile

L’obiettivo è utilizzare le risorse generate dalle aste delle quote di CO₂ per:

  • aumentare la disponibilità di combustibili rinnovabili
  • compensare i costi sulle bollette energetiche delle famiglie

Un punto chiave per evitare che la transizione verde si trasformi in una transizione socialmente insostenibile.

Auto e carburanti: il nodo della neutralità tecnologica

Sul fronte della mobilità, il quadro è altrettanto delicato.
Dario Stefano, presidente del Gruppo Gpl Autotrazione di Assogasliquidi-Federchimica, sottolinea che
il Gpl si conferma tra le alimentazioni preferite dai consumatori, ma il comparto continua a essere penalizzato dalle incertezze a livello europeo”.

Il riferimento è alla revisione del regolamento sulle emissioni di CO₂, che – secondo Stefano –
non garantisce ancora il pieno rispetto del principio di neutralità tecnologica, riservando ai biocarburanti un ruolo marginale e solo a partire dal 2035”.

Da qui l’appello a riconoscere da subito il contributo dei biocarburanti per:

  • ridurre le emissioni
  • rilanciare le immatricolazioni
  • rinnovare un parco auto italiano tra i più vecchi d’Europa

Riscaldamento domestico e “Case Green”: doppia pressione sulle famiglie

Nel settore residenziale il quadro si complica ulteriormente. L’Ets2 si sovrappone infatti alla direttiva Epbd, nota come direttiva sulle “Case Green”.

Marco Roggerone, presidente del Gruppo Gpl Combustione di Assogasliquidi-Federchimica, avverte che
l’entrata in vigore dell’Ets2 va a sovrapporsi alle linee guida sulle Case Green”.

Secondo Roggerone, le moderne caldaie a condensazione a gas, sempre più alimentate da gas rinnovabili, potrebbero consentire di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione:

  • con costi molto più contenuti
  • senza disagi abitativi
  • evitando una conversione forzata al 100% elettrico

Eppure, l’attuale formulazione normativa prevede ancora il bando della commercializzazione delle caldaie dal 2040.

Zone rurali e montane: perché il Gpl resta centrale

Un altro tema spesso trascurato riguarda le aree off-grid, cioè non collegate alla rete del gas.

Secondo Assogasliquidi:

  • nel settore residenziale off-grid il Gpl risulta più economico del 30–50% rispetto alle alternative
  • consente riscaldamento, cucina e acqua calda con basse emissioni di CO₂
  • garantisce continuità energetica anche nelle zone montane

Lo stesso vale per molte industrie localizzate fuori dalle reti principali, dove il Gpl resta una delle fonti più competitive.

Cosa significa tutto questo per le famiglie

In sintesi, l’Ets2 rappresenta:

  • un tassello importante della strategia climatica europea
  • ma anche una sfida economica concreta

Senza misure di accompagnamento, il rischio è che la transizione ecologica venga percepita come un aumento del costo della vita, soprattutto per chi:

  • vive in case energivore
  • utilizza l’auto ogni giorno
  • risiede in zone non servite da infrastrutture alternative

Lo sapevi che…?

  • Il sistema Ets è attivo in Europa dal 2005
  • L’Ets2 estende il meccanismo a settori finora esclusi
  • I costi delle quote di CO₂ finiscono sempre, in parte, sul consumatore

FAQ – Le domande che tutti si fanno

Quando scatteranno gli aumenti?
Dal 2028, dopo il rinvio di un anno.

Gli aumenti sono certi?
Dipendono dal prezzo delle quote di CO₂, ma le stime indicano rincari probabili.

Ci saranno compensazioni?
È una delle richieste principali avanzate dalle associazioni di settore.

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Con l’aumento dei costi legati al riscaldamento domestico, ridurre gli sprechi energetici diventa una priorità concreta. Un accessorio semplice ma molto efficace è il termostato smart programmabile, compatibile con caldaie a gas, Gpl e impianti tradizionali.

Questi dispositivi permettono di:

  • controllare la temperatura stanza per stanza;
  • evitare accensioni inutili della caldaia;
  • ridurre i consumi fino al 15–20% secondo le stime dei produttori;
  • monitorare i costi in tempo reale tramite app.

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È uno degli strumenti più consigliati dagli esperti per mitigare l’impatto degli aumenti energetici, soprattutto in vista dei nuovi costi introdotti dal sistema Ets2.


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