Il giorno stesso della diagnosi accese la fotocamera. Non attese di elaborare, non chiese consiglio: raccontò tutto ai suoi follower, spiegando che quella sarebbe diventata una parte enorme della sua vita.
Aveva 23 anni. Ne aveva 26 quando è morta, il 5 agosto, dopo quasi tre anni di malattia documentata giorno per giorno davanti a 1,1 milioni di persone.
In questo articolo
Cosa le era stato diagnosticato
Sydney Elizabeth Towle era nata il 15 novembre 1999. All’inizio i medici pensarono a un’ernia.
Gli accertamenti successivi rivelarono invece un colangiocarcinoma, tumore raro e aggressivo che si sviluppa nei dotti biliari, i condotti sottili che collegano fegato, cistifellea e intestino tenue. È una patologia che colpisce in genere persone molto più avanti con gli anni.
Era proprio questo a rendere il suo caso anomalo, come lei stessa spiegò a People: non rientrava in nessuno dei profili tipici della malattia. Il suo oncologo dispose una seconda biopsia proprio per escludere ogni margine di errore.
Il percorso di cura
Cinque mesi tra chemioterapia e immunoterapia ridussero la massa tumorale. Un intervento chirurgico rimosse poi gran parte di ciò che restava.
Una porzione di tumore, però, era rimasta lungo il fegato: i medici decisero di monitorarla con controlli periodici. Una risonanza magnetica rivelò in seguito una lesione. Un mese dopo era raddoppiata.
Dopo il trasferimento a New York, Towle iniziò a lavorare con nuovi medici a un piano terapeutico diverso. Nel giugno 2025 annunciò l’operazione per l’installazione di una pompa epatica, dispositivo che veicola alte dosi di chemioterapia direttamente al fegato, e l’avvio di una terapia definita sperimentale.
Il tumore si estese poi allo stomaco e ai polmoni.

Il tono che l’ha resa riconoscibile
Quello che l’ha resa seguita non è stata la malattia, ma il modo in cui la raccontava.
Alternava riflessioni su vita e morte a resoconti crudi delle sedute di chemioterapia, e a video sulla quotidianità più ordinaria. In un contenuto pubblicato nel giugno 2026 si chiedeva perché non dovrebbe immaginare lo scenario migliore, aggiungendo che nessuno può sapere con certezza come andranno le cose e che i miracoli accadono ogni giorno.
Non nascose però le difficoltà. Ammise che leggere i commenti sul proprio destino era duro, in particolare quelli che le pronosticavano pochi giorni di vita.
Lo scorso maggio, ai suoi follower, disse di non essere ancora al punto di arrendersi.
Gli ultimi giorni
L’ultimo video risale al 29 luglio. Riguardava un dettaglio lieve: la band Royal Otis le aveva dedicato una canzone durante un concerto.
Il 4 agosto il fratello Austin ha pubblicato una fotografia dei familiari attorno a un letto d’ospedale, annunciando il trasferimento in hospice e ringraziando per l’affetto ricevuto.
Il giorno successivo Sydney è morta.
L’annuncio della famiglia
La notizia è arrivata la mattina seguente, con un’immagine che la ritrae in cima a una montagna, il sole alle spalle e un sorriso.
Il fratello ha spiegato che se n’è andata serenamente, dopo quasi tre anni di lotta, aggiungendo di essere orgoglioso di lei. La madre ha ringraziato per i messaggi ricevuti.
Nel testo che accompagna la fotografia, la famiglia l’ha definita “an endless ray of sunshine”, un raggio di sole senza fine, figlia, sorella e amica di tante persone.
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