La mattina del 5 giugno scorso, i servizi di emergenza di Londra sono stati allertati da una chiamata che li ha portati nel quartiere di Silvertown, nell’East London. Nel giardino di una proprietà residenziale giaceva il corpo di Mark Orabiyi, in arte Talay Riley, cantautore britannico di 35 anni, vincitore di un Grammy Award e autore di brani per alcune delle più grandi star della musica internazionale. Le ferite da arma da taglio erano talmente gravi che i paramedici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso sul posto.
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Scotland Yard apre un’inchiesta per omicidio
La polizia metropolitana londinese ha immediatamente avviato le indagini, transennando l’area e iniziando i rilievi scientifici. A guidare l’inchiesta è l’ispettore capo Joanna Yorke, che ha dichiarato: «Si tratta di un tragico episodio e il mio pensiero va alla famiglia e ai cari di Mark».
Gli inquirenti hanno lanciato un appello pubblico, chiedendo a chiunque si trovasse nella zona al momento dei fatti di farsi avanti, soprattutto se in possesso di immagini di videosorveglianza privata o di registrazioni video utili alle indagini.
Nelle ore successive al ritrovamento del corpo le forze dell’ordine hanno arrestato tre persone con l’accusa di omicidio. Il quadro indiziario rimane però ancora in evoluzione: un uomo di 27 anni è stato rilasciato su cauzione in attesa di ulteriori accertamenti, mentre gli altri due fermati — un uomo di 24 anni e una donna di 25 — sono stati liberati senza alcun provvedimento a loro carico.
Da autore nell’ombra a firma sui dischi delle star
Nato a Londra il 10 luglio 1990, Talay Riley aveva costruito nel corso degli anni una carriera di altissimo profilo dietro le quinte dell’industria discografica globale. A partire dal 2009 aveva iniziato a imporsi come autore e compositore di riferimento, firmando tra il 2013 e il 2015 brani per artisti del calibro di Usher, Chris Brown, Nick Jonas, Iggy Azalea e il gruppo vocale Pentatonix.
Il 2016 segnò la sua definitiva consacrazione: Britney Spears scelse di incidere la sua Clumsy nell’album Glory, mentre Dua Lipa registrò Last Dance, brano scritto da Riley per il suo album di debutto omonimo, uno dei primi tasselli della scalata al successo dell’artista britannica.
Il Grammy, il riconoscimento più alto della carriera
Il momento più prestigioso della sua carriera arrivò grazie alla collaborazione con H.E.R., nome d’arte della cantautrice statunitense Gabriella Sarmiento Wilson. Riley contribuì alla scrittura del brano Lights On, contenuto nell’album omonimo che nel 2017 si aggiudicò il Grammy Award, portando anche il suo nome nell’olimpo dei riconoscimenti musicali più ambiti al mondo.
Non solo compositore nell’ombra: prima di dedicarsi quasi interamente alla scrittura per gli altri, Talay Riley aveva saputo affermarsi anche come interprete. Nel 2011 aveva scalato le classifiche britanniche con il singolo Make You Mine e nel corso della sua carriera aveva condiviso i palcoscenici con artisti hip-hop e R&B di primo piano come Skepta, Trey Songz e lo stesso Usher.
Il dolore della famiglia e del mondo della musica
A dare l’addio all’artista sono stati la famiglia e il management, con un messaggio pubblicato su Instagram che ne ha ricordato sia la grandezza professionale sia la dimensione umana. «Mark era un figlio, fratello, zio e amico amatissimo. Ha portato amore, luce e gioia alla nostra famiglia e a tutti coloro che lo conoscevano», hanno scritto i familiari, aggiungendo: «Il suo ricordo rimarrà per sempre nei nostri cuori». Il messaggio del management ha sottolineato come, al di là dei Grammy e dei dischi di platino, ciò che mancherà di più a chi lo conosceva davvero sarà «il suo umorismo, il suo spirito generoso e la sua inconfondibile presenza».
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Crediti fotografici
- Talay Riley: © cosedellaltromondo.it | CC0 1.0 Universal
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