Il Sole torna a farsi sentire. Per giovedì 5 febbraio 2026 è attesa una tempesta geomagnetica di classe G1, secondo le previsioni ufficiali del NOAA Space Weather Prediction Center. Un evento classificato come lieve, ma che arriva in una fase storica particolare: il massimo del ciclo solare 25, quello che sta registrando un’attività superiore alle stime iniziali. Non è un dettaglio tecnico. È il contesto che spiega perché gli esperti invitano a monitorare con attenzione l’evoluzione del fenomeno.
La tempesta è collegata a una espulsione di massa coronale (CME) generata dal brillamento solare di classe X8.1 proveniente dalla regione attiva AR 4366, registrato il 1° febbraio 2026. Al momento, i modelli indicano un impatto di striscio con la magnetosfera terrestre, sufficiente a produrre una tempesta G1, ma con margini di incertezza.
Perché questa tempesta solare merita attenzione
Nella storia del meteo spaziale, le tempeste di classe G1 sono eventi frequenti e generalmente gestibili. Tuttavia, non tutte le G1 sono uguali. Questa nasce da uno dei brillamenti più potenti dell’attuale ciclo solare, e il precedente recente insegna che le previsioni possono essere sottostimate.
Come spiegano gli astrofisici, anche una CME che colpisce la Terra solo parzialmente può produrre effetti più intensi del previsto, a seconda dell’orientamento dei campi magnetici trasportati dal plasma solare. È il motivo per cui, pur in presenza di una classificazione “bassa”, il fenomeno resta sotto osservazione continua.
Come funziona una tempesta geomagnetica
Le espulsioni di massa coronale sono enormi nubi di plasma e particelle cariche lanciate nello spazio dall’atmosfera solare. Viaggiano a velocità variabili: da meno di 250 km/s fino a quasi 3.000 km/s. Le più rapide, se dirette verso la Terra, possono raggiungerla in 15–18 ore.
Quando una CME interagisce con il campo magnetico terrestre, può generare una tempesta geomagnetica. La scala G va da G1 (lieve) a G5 (estrema). La tempesta prevista per il 5 febbraio rientra, per ora, nel livello più basso.
Il contesto storico: il Sole nel suo massimo
Il ciclo solare 25 ha superato le previsioni ufficiali. Il Solar Cycle 25 Prediction Panel, coordinato da NASA, NOAA e ISES, stimava un picco intorno a 115 macchie solari nel luglio 2025. I dati reali raccontano altro: 161 macchie solari già nell’ottobre 2024.
Secondo il fisico solare Doug Biesecker, il massimo potrebbe collocarsi tra novembre 2024 e marzo 2026. In altre parole, il Sole si trova nel pieno della sua fase più turbolenta, quella in cui brillamenti e CME sono più frequenti e intensi.
Effetti attesi sulla Terra
Per una tempesta G1, gli effetti restano in genere contenuti:
- Reti elettriche: nessun impatto significativo, al massimo lievi fluttuazioni.
- Satelliti: possibili variazioni minori dei parametri orbitali.
- Comunicazioni radio HF: disturbi limitati, soprattutto in ambito aeronautico.
- Fauna: lievi alterazioni nei comportamenti migratori di alcune specie.
- Aurore polari: visibili a partire da circa 60 gradi di latitudine geomagnetica.
In Europa, le aree più favorite restano Scozia settentrionale, Islanda e Scandinavia. L’Italia, allo stato attuale, resta esclusa. Ma il meteo spaziale non è una scienza esatta.
Monitoraggio e sistemi di allerta
Il controllo dell’attività solare è continuo. Oltre al NOAA, anche ESA mantiene una sorveglianza costante grazie ai satelliti posizionati nel punto di Lagrange L1, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra.
Tra questi:
- SOHO (ESA/NASA),
- DSCOVR (NOAA),
- SWFO-L1, lanciato il 24 settembre 2025.
Gli alert possono arrivare con poche decine di minuti di anticipo, fino a un massimo di due ore, consentendo agli operatori dei settori critici di adottare contromisure.

Tempesta solare del 5 febbraio in sintesi
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Data prevista | 5 febbraio 2026 |
| Classe stimata | G1 (lieve) |
| Origine | Brillamento X8.1 – AR 4366 |
| Tipo di evento | CME |
| Rischi principali | Disturbi minori a satelliti e radio |
| Aurore visibili | Alte latitudini |
FAQ
Cos’è una tempesta solare G1?
È il livello più basso di tempesta geomagnetica, con effetti generalmente limitati.
Può diventare più forte?
Sì, se l’interazione magnetica risulta più efficace del previsto.
Ci saranno blackout?
No, non sono attesi blackout significativi.
Si vedranno aurore in Italia?
Al momento no.
Perché se ne parla tanto?
Perché arriva durante il massimo del ciclo solare, quando le previsioni sono più incerte.
Crediti fotografici
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