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Wallis Simpson

Royal Family, gli ultimi terribili anni di Wallis Simpson: dai salotti glamour alla prigionia nella villa parigina 

Teresa Pitrola 1 mese fa 0

Cresce l’attesa per l’arrivo, nelle sale cinematografiche, previsto quest’anno, di “The Bitter End”,  film biografico drammatico britannico, diretto dal regista Mike Newell, noto per successi come “Quattro matrimoni e un funerale” e “Harry Potter e il calice di fuoco”. 

Racconta gli ultimi anni tormentati della vita di Wallis Simpson, la duchessa di Windsor, e il suo rapporto ossessivo e coercitivo con l’avvocatessa francese Suzanne Blum. 

La sceneggiatura di Louise Fennell esplora come, dopo la morte del duca Edoardo VIII nel 1972, la vita glamour di Wallis precipitò in un incubo di isolamento, manipolazione e terrore, con Blum che ne prese il controllo totale, impossessandosi dei suoi beni e isolandola dal mondo. 

Un cast stellare

Joan Collins interpreta Wallis Simpson, mentre Isabella Rossellini è Suzanne Blum. Tra gli altri attori figurano Miranda Richardson, Charles Dance, Laurent Lafitte, Lambert Wilson e David Bamber.

Prodotto da John Gore Studios con John Gore, Richard Holmes e Francis Hopkinson, il film è attualmente in post produzione. Newell porta sul grande schermo la sua esperienza registica per fare luce su un capitolo oscuro della royal history. 

Il declino della duchessa di Windsor

La morte di Edoardo VIII segnò l’inizio di un declino tragico per Wallis Simpson, duchessa di Windsor, che passò da icona di stile a figura isolata e vulnerabile rinchiusa tra le mura della sua villa parigina. Dopo il funerale del marito nel 1972, la royal family britannica la tollerava a malapena, e lei si affidò all’avvocatessa francese Suzanne Blum per consigli finanziari, ignara delle manipolazioni che l’avrebbero intrappolata. 

La figura oscura di Suzanne Blum

Suzanne Blum, vedova dell’ex avvocato dei Windsor, si insinuò gradualmente nella vita quotidiana di Wallis, diventando la sua unica legale e portavoce dopo aver estromesso lo staff britannico, inclusi l’avvocato Godfrey Morley e il personale domestico. Johanna Schutz, segretaria personale dei duchi dal 1969, rivelò nel 2020 al Telegraph, come Blum minacciasse Wallis, facendole temere la perdita della Villa Windsor a meno di devolvere i beni all’Institut Pasteur francese, contro la volontà del defunto Edoardo di donarli, invece, alla Gran Bretagna. 

La Blum isolò completamente la duchessa, vietando visite ad amici e familiari con pretesti di salute, trasformando la villa in un “fortino invalicabile”, come descritto dallo storico Hugo Vickers nel suo libro “Behind Closed Doors” del 2011. 

I problemi di salute di Wallis 

Wallis soffriva di aterosclerosi e fasi di confusione mentale, alternando lucidità a deliri in cui credeva il marito ancora vivo; un incidente nel 1972 le causò una frattura all’anca, curata solo l’anno dopo, mentre nel 1975 un’emorragia intestinale la rese quasi immobile e muta. Schutz tentò invano di trasferirla a New York nel 1975 per sottrarla a Blum, ma la salute precaria della duchessa impedì, il viaggio, permettendo alla legale un controllo totale. 

Nel 1981, Wallis entrò in una sorta di “stato vegetativo”, veniva sedata durante rare visite mediche e assistita da infermiere che la descrivevano in condizioni di abbandono totale. 

Gli abusi

Blum vendette gioielli e oggetti per centinaia di migliaia di dollari dal 1976 in poi, trattenendone alcuni, come un portasigarette dedicato a Wallis da Edoardo. Inoltre, intercettò le lettere d’amore della coppia per pubblicarle post mortem con presunte autorizzazioni false. 

Si sbarazzò dei carlini amati da Wallis, sostituì i cosmetici di lusso della duchessa con prodotti economici e svendette gli arredi della villa, ignorando il testamento del duca che vietava la vendita dei doni personalizzati. 

Vickers definì Blum una “figura satanica” che mascherava una profonda avidità con buone intenzioni, del tutto false. 

La tragica fine  

La vita glamour di Wallis si concluse all’insegna del terrore e della disperazione. 

Morì il 24 aprile 1986 nella sua villa, “prigioniera nella sua stessa casa”, secondo l’infermiera Elvire Gozin, in condizioni miserevoli. L’amica Diana Mosley commentò: “I suoi ultimi anni non sono stati vita. Sono lieta che sia morta”.

FAQ 

Chi era Wallis Simpson?

Wallis Simpson era una socialite americana diventata duchessa di Windsor dopo aver sposato Edoardo VIII, il re britannico che abdicò nel 1936 per stare con lei. La loro relazione provocò uno dei più grandi scandali della monarchia britannica.

Di cosa parla il film “The Bitter End”?

“The Bitter End” è un film biografico che racconta gli ultimi anni di vita di Wallis Simpson dopo la morte del marito Edoardo VIII nel 1972, concentrandosi sul suo rapporto controverso con l’avvocatessa francese Suzanne Blum.

Chi interpreta Wallis Simpson nel film “The Bitter End”?

Nel film la duchessa di Windsor è interpretata dall’attrice Joan Collins, mentre Isabella Rossellini interpreta l’avvocatessa Suzanne Blum.

Chi è il regista di “The Bitter End”?

Il film è diretto dal regista britannico Mike Newell, noto per aver diretto film di successo come “Quattro matrimoni e un funerale” e “Harry Potter e il calice di fuoco”.

Chi era Suzanne Blum?

Suzanne Blum era un’avvocatessa francese che negli ultimi anni di vita di Wallis Simpson divenne la sua legale e rappresentante. Diversi testimoni e storici hanno accusato Blum di aver isolato la duchessa e di aver gestito in modo controverso il suo patrimonio.

Quando uscirà il film “The Bitter End”?

Il film è attualmente in fase di post produzione e la sua uscita nelle sale cinematografiche è prevista nel corso del 2026.

Come sono stati gli ultimi anni di vita di Wallis Simpson?

Secondo numerosi resoconti storici, gli ultimi anni della duchessa di Windsor furono segnati da problemi di salute, isolamento e da un progressivo controllo della sua vita e dei suoi beni da parte di Suzanne Blum.

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Crediti fotografici


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