Il tumore al pancreas è da anni una delle diagnosi più temute della medicina moderna. Silenzioso, aggressivo e difficile da individuare nelle fasi iniziali, continua a registrare tassi di sopravvivenza drammaticamente bassi. Ma ora, dalla ricerca internazionale, arriva una notizia che potrebbe cambiare il destino di migliaia di pazienti: un nuovo test del sangue sarebbe in grado di riconoscere il cancro pancreatico prima che compaiano i sintomi, aprendo la strada a cure più efficaci.
Secondo quanto riportato dal Daily Mail, il test è stato sviluppato da un team di scienziati dell’Università della Pennsylvania e della Mayo Clinic ed è stato pubblicato sulla rivista scientifica dell’American Association for Cancer Research (AACR).
Perché il tumore al pancreas è così difficile da diagnosticare
La maggior parte dei pazienti scopre la malattia quando è ormai in fase avanzata. Più della metà muore entro tre mesi dalla diagnosi e solo il 10% supera i cinque anni di sopravvivenza.
Il problema principale è la diagnosi tardiva: i sintomi iniziali sono vaghi o assenti e gli attuali esami non sono sufficientemente affidabili per uno screening precoce su larga scala.
Il nuovo test: quattro marcatori per una diagnosi più precisa
I ricercatori hanno analizzato campioni di sangue conservati di pazienti affetti da adenocarcinoma duttale pancreatico, la forma più comune e aggressiva del tumore al pancreas, confrontandoli con quelli di persone sane.
In medicina erano già noti due marcatori, CA19-9 e THBS2, ma entrambi presentano limiti importanti:
- il CA19-9 può risultare elevato anche in patologie non tumorali;
- alcune persone, per motivi genetici, non lo producono affatto.
La svolta è arrivata con l’identificazione di due nuove proteine, ANPEP e PIGR, presenti in concentrazioni più alte nel sangue dei pazienti nelle fasi iniziali della malattia.
Combinando tutti e quattro i marcatori in un unico test, i ricercatori sono riusciti a:
- identificare correttamente il tumore pancreatico nel 92% dei casi;
- ridurre i falsi positivi al 5%;
- distinguere il cancro da condizioni benigne come la pancreatite.
«Così possiamo intercettare il tumore quando conta davvero»
A spiegare l’importanza della scoperta è Kenneth Zaret, professore di genetica e biologia dello sviluppo all’Università della Pennsylvania, che ha guidato lo studio:
«Aggiungendo ANPEP e PIGR ai marcatori già esistenti, abbiamo migliorato in modo significativo la nostra capacità di individuare questo tumore quando è ancora trattabile. I risultati del nostro studio retrospettivo giustificano ulteriori test su popolazioni più ampie, soprattutto prima della comparsa dei sintomi».
«Studi di tipo “prediagnostico” potrebbero stabilire se questo esame può diventare uno strumento di screening per le persone ad alto rischio, in base alla familiarità, ai fattori genetici o a una storia di cisti pancreatiche o pancreatite».
A chi potrebbe essere destinato il test
Gli scienziati immaginano un utilizzo mirato, almeno inizialmente, per le categorie ad alto rischio, come:
- persone con familiari colpiti dal tumore;
- soggetti con mutazioni genetiche predisponenti;
- pazienti con pancreatite cronica;
- persone con cisti pancreatiche.
L’obiettivo non è solo anticipare la diagnosi, ma rendere possibile un intervento chirurgico o terapeutico quando la malattia non è ancora diffusa.
Prudenza e tempi lunghi, ma la strada è tracciata
Nonostante l’entusiasmo, i ricercatori invitano alla cautela. Prima che il test possa essere utilizzato nella pratica clinica saranno necessari anni di sperimentazioni, validazioni su larga scala e approvazioni regolatorie.
Resta però un dato fondamentale: per una malattia che oggi viene spesso scoperta troppo tardi, individuare segnali precoci nel sangue rappresenta un cambiamento potenzialmente epocale.

FAQ
Il tumore al pancreas può essere individuato con un esame del sangue?
Sì, secondo uno studio recente un nuovo test basato su quattro marcatori nel sangue potrebbe individuare il tumore pancreatico nelle fasi iniziali, quando è ancora curabile.
Quanto è affidabile il nuovo test per il tumore al pancreas?
La combinazione dei quattro marcatori ha identificato correttamente la malattia nel 92% dei casi, con un tasso di falsi positivi di circa il 5%.
A chi potrebbe essere consigliato questo test?
In futuro potrebbe essere usato soprattutto per persone ad alto rischio, come chi ha una familiarità con la malattia, mutazioni genetiche o una storia di pancreatite cronica.
Il test è già disponibile negli ospedali?
No. Serviranno ulteriori studi e anni di sperimentazione prima che il test possa essere approvato per l’uso clinico di routine.
Perché la diagnosi precoce del tumore al pancreas è così importante?
Perché la maggior parte dei casi viene scoperta troppo tardi. Individuarlo in fase iniziale aumenta in modo significativo le possibilità di trattamento e sopravvivenza.
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