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La nuova variante Covid si chiama Cicada e i vaccini attuali la riconoscono meno: cosa sappiamo

Cose dell'Altro Mondo 1 mese fa 0

Per oltre dodici mesi BA.3.2 ha circolato senza farsi notare. Identificata per la prima volta il 22 novembre 2024 in un campione biologico raccolto in Sudafrica, questa sottovariante di SARS-CoV-2 ha viaggiato lentamente attraverso il pianeta mentre varianti più aggressive — Nimbus, Stratus, XFG — occupavano il centro della scena epidemiologica.

Al febbraio 2026, BA.3.2 aveva raggiunto almeno 23 paesi, con la maggior concentrazione dei casi in Danimarca, Germania e Paesi Bassi. È a quel punto che il CDC americano ha pubblicato il suo primo report ufficiale sul Morbidity and Mortality Weekly Report, e il soprannome è rimasto: Cicada, come l’insetto che emerge in massa dopo anni di silenzio.

Il nome non è casuale. Fu coniato da T. Ryan Gregory, professore di biologia evoluzionistica all’Università di Guelph, lo stesso che in passato aveva battezzato varianti come Stratus e Pirola. Come l’insetto omonimo, BA.3.2 era rimasta “sottoterra” per anni prima di riemergere come potenziale variante rilevante.

Cosa rende BA.3.2 diversa dalle varianti precedenti

La caratteristica che ha attirato l’attenzione degli epidemiologi non è la gravità clinica — su questo punto il quadro è rassicurante — ma il profilo genetico. BA.3.2 ha circa 70-75 mutazioni sulla proteina Spike, la parte del virus che gli permette di legarsi alle cellule umane. Per confronto, le varianti JN.1 e LP.8.1 — predecessori diretti — ne avevano 30-40.

Questa distanza genetica ha implicazioni concrete per i vaccini. Secondo il report pubblicato dal CDC, BA.3.2 ha circa 70-75 sostituzioni e delezioni nella sequenza genica della proteina Spike rispetto a JN.1 e al suo discendente LP.8.1, gli antigeni utilizzati nei vaccini COVID-19 2025-2026. Studi in laboratorio mostrano che BA.3.2 sfugge agli anticorpi neutralizzanti indotti dai vaccini attuali.

Detto questo, il sistema immunitario non è fatto solo di anticorpi. Alcune di queste mutazioni potrebbero in realtà rendere il virus meno capace di legarsi alle cellule umane. Il sistema immunitario potrebbe non riconoscerlo prontamente, ma anche il virus potrebbe avere più difficoltà a penetrare nelle cellule. La traduzione pratica: i vaccini 2025-2026 offrono una risposta ridotta contro l’infezione da BA.3.2, ma restano utili contro le forme gravi di malattia. Su questo punto gli esperti concordano.

Come viene trovato: il sistema di sorveglianza delle acque reflue

Uno degli aspetti più interessanti della storia di BA.3.2 riguarda il metodo con cui viene tracciata. La sorveglianza virologica moderna non si basa solo sui tamponi individuali — che dipendono dalla volontà delle persone di testarsi — ma su un sistema di monitoraggio delle acque reflue che permette di rilevare la presenza di patogeni nella popolazione in modo indiretto e continuo.

Negli Stati Uniti, BA.3.2 è stata rilevata in tamponi nasali volontari di quattro viaggiatori internazionali, in campioni clinici di cinque pazienti, in tre campioni di acque reflue prelevati da aerei e in 132 siti di sorveglianza delle acque reflue distribuiti in almeno 25 stati. I dati più recenti disponibili, elaborati da WastewaterSCAN — il programma di tracciamento dell’Università di Stanford — mostrano che nella settimana conclusa il 21 marzo 2026 BA.3.2 era presente in almeno l’11% dei campioni di acque reflue a livello nazionale negli Stati Uniti.

In Europa il quadro è più avanzato. In Germania, Danimarca e Paesi Bassi, la variante Cicada è arrivata a rappresentare il 30% dei casi durante i mesi invernali. Non è ancora la variante dominante a livello globale — negli USA quella posizione appartiene ancora a XFG, con il 53% dei campioni — ma la traiettoria è in crescita.

Sintomi: cosa riportano i pazienti

I sintomi riportati dai pazienti con BA.3.2 non sembrano differire in modo significativo da quelli delle varianti Omicron precedenti. Il CDC indica che i sintomi comuni nel 2026 restano gli stessi: tosse, febbre, stanchezza, dolori muscolari, mal di gola, congestione nasale, cefalea e difficoltà respiratorie.

Un dettaglio che ritorna in diverse segnalazioni cliniche: il mal di gola intenso, talvolta descritto come “razorblade throat” — gola a lama di rasoio — sembra comparire con una certa frequenza anche con le varianti più recenti, Cicada inclusa. Si tratta però di osservazioni preliminari, non ancora confermate da studi sistematici su BA.3.2 specificamente. La perdita di gusto e olfatto, sintomo caratteristico delle varianti iniziali, è oggi molto meno frequente.

Dagli esperti interpellati, BA.3.2 non sembra causare malattia più grave né un aumento della mortalità rispetto alle varianti recenti. Gli antivirali disponibili — incluso il Paxlovid — restano efficaci contro BA.3.2.

Lo stato della sorveglianza: non un’emergenza, ma un segnale da leggere

L’OMS ha inserito BA.3.2 nella propria lista di “variant under monitoring” il 23 febbraio 2026, la categoria di sorveglianza che precede le classificazioni di allerta più elevate — “variant of interest” e “variant of concern”. Al momento BA.3.2 non ha superato quella soglia, e nessuna autorità sanitaria ha emanato raccomandazioni straordinarie per la popolazione generale.

La questione aperta riguarda il futuro prossimo. Il vaccino COVID-19 in sviluppo per l’autunno 2026 potrebbe includere copertura specifica per la variante Cicada. Ogni anno i ricercatori cercano di anticipare con mesi di anticipo quali ceppi circoleranno nella stagione successiva — esattamente come accade con il vaccino antinfluenzale. La storia di BA.3.2 ricorda che il virus mantiene una capacità evolutiva che rende questo lavoro di previsione strutturalmente incerto.

Negli USA, il COVID-19 è ancora associato a circa 300-500 decessi settimanali, secondo le stime provvisorie del CDC, anche se molti meno casi vengono formalmente segnalati rispetto ai picchi pandemici per effetto della riduzione dei test. Il virus non è scomparso: si è stabilizzato in un pattern più stagionale, con picchi attesi tra autunno e inverno.

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Perché si chiama Cicada e chi ha inventato questo nome?

Il soprannome è stato coniato da T. Ryan Gregory, professore di biologia evoluzionistica all’Università di Guelph in Canada, che negli anni ha battezzato diverse varianti con nomi popolari — tra cui Stratus e Pirola. Il riferimento alla cicala è biologico: come l’insetto, BA.3.2 è rimasta “sottoterra” per oltre un anno dal momento della sua identificazione prima di emergere in modo statisticamente rilevabile nei campionamenti internazionali.

Cosa significa che BA.3.2 ha 70-75 mutazioni sulla proteina Spike?

La proteina Spike è la struttura che permette al virus di agganciarsi alle cellule umane. I vaccini vengono progettati per insegnare al sistema immunitario a riconoscerla. Quando il numero di mutazioni su questa proteina è molto elevato — BA.3.2 ne ha il doppio rispetto alle varianti su cui i vaccini 2025-2026 sono stati calibrati — il sistema immunitario può impiegare più tempo a riconoscere il virus, favorendo la replicazione nelle prime fasi del contagio.

Come fa la sorveglianza delle acque reflue a trovare un virus?

Le acque reflue contengono tracce genetiche di tutti i patogeni presenti nella popolazione che le produce. Analizzando campioni di fognatura con tecniche di sequenziamento genomico, i ricercatori possono rilevare la presenza e l’abbondanza relativa di varianti virali anche in assenza di test individuali. È un metodo anonimo, continuo e capace di intercettare segnali epidemiologici settimane prima che si manifestino come aumento di casi clinici.

I farmaci antivirali come il Paxlovid funzionano contro la variante Cicada?

Sì, secondo i dati disponibili a marzo 2026. A differenza dei vaccini — che vengono formulati su sequenze specifiche e possono perdere parziale efficacia contro varianti molto distanti geneticamente — gli antivirali come il Paxlovid agiscono su meccanismi di replicazione del virus meno soggetti a variazione. Gli esperti indicano che BA.3.2 resta sensibile ai farmaci antivirali attualmente in uso.

La variante Cicada potrebbe diventare dominante in Italia nei prossimi mesi?

Non è possibile rispondere con certezza. In Europa, BA.3.2 ha già raggiunto il 30% dei casi in alcuni paesi del Nord Europa durante l’inverno 2025-2026. La variante attualmente dominante in Italia e nel mondo rimane XFG (Stratus). Se BA.3.2 seguirà la traiettoria osservata in Germania e Danimarca dipenderà da fattori evolutivi ancora in osservazione — inclusa la possibile inclusione del ceppo nella formulazione del vaccino autunnale 2026.

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