Menu
Smartphone con app Vinted accanto a vestiti usati e documenti — obbligo dichiarazione fiscale in Italia

Vendite su Vinted: quando vanno dichiarate al fisco in Italia

Cose dell'Altro Mondo 4 settimane fa 0

Milioni di italiani usano Vinted per svuotare l’armadio, comprare a prezzi ridotti, dare una seconda vita a capi e oggetti che non usano più. Per la stragrande maggioranza si tratta di transazioni sporadiche, del tutto lecite e fiscalmente irrilevanti. Ma c’è una soglia – concreta, misurabile – oltre la quale le cose cambiano. Dal 2023, la piattaforma è tenuta per legge a comunicare i dati di certi venditori all’Agenzia delle Entrate. E nel marzo 2025, la Corte di Cassazione ha chiarito con una sentenza che vendere online in modo abituale, anche da privati e senza un negozio, può essere considerato a tutti gli effetti attività d’impresa.

La domanda “bisogna dichiarare le vendite su Vinted?” non ha una risposta unica. Dipende da tre fattori: quanto vendi, con quale frequenza, e con quale intento. Capire dove ci si trova rispetto a questi parametri è più semplice di quanto sembri.

Cosa dice la legge: la direttiva DAC7

Dal 1° gennaio 2023 è in vigore in Italia la direttiva europea DAC7 (Direttiva UE 2021/514, recepita con D.Lgs. n. 32/2023). Non è una legge che crea nuove tasse. È una norma che impone alle piattaforme digitali come Vinted, eBay, Subito e Airbnb di raccogliere i dati fiscali di certi venditori e trasmetterli annualmente alle autorità fiscali dello Stato.

Vinted è obbligata a segnalare all’Agenzia delle Entrate chiunque raggiunga, nell’arco di un anno civile, almeno uno di questi due limiti:

  • 30 vendite concluse, oppure
  • 2.000 euro di incasso complessivo

Chi supera una di queste soglie riceve da Vinted una richiesta di compilare un modulo DAC7 con dati personali, codice fiscale e IBAN. I dati vengono poi trasmessi all’Agenzia delle Entrate entro il 31 gennaio dell’anno successivo. Vinted invia anche una copia all’utente. Chi non compila il modulo rischia la sospensione del profilo.

Un punto che genera molta confusione: superare la soglia DAC7 non significa automaticamente dover pagare le tasse. Significa che il fisco riceve le informazioni e può decidere di approfondire. La comunicazione è un adempimento formale, non una condanna fiscale.

Vendita occasionale vs. attività abituale: dove sta il confine

La distinzione che conta davvero è un’altra, e precede la DAC7.

Tipo di venditoreCaratteristicheObbligo fiscale
OccasionaleVende oggetti personali usati, sporadicamente, senza scopo di lucro sistematicoNessuno, anche se ricava un profitto
Frequente non organizzatoVende regolarmente ma senza acquistare merce per rivenderlaZona grigia: valutazione caso per caso
Abituale / commercialeAcquista per rivendere, vende centinaia di articoli, gestisce feedback e prezzi come un rivenditoreObbligo di partita IVA, IRPEF, contributi

Nota: non esiste una soglia numerica fissa stabilita dalla legge per distinguere “occasionale” da “abituale”. È la natura complessiva dell’attività — frequenza, reintegro delle scorte, comportamento da commerciante — a determinare la classificazione.

Vendere dieci maglioni che non indosso più è una cosa. Comprare capi nei mercatini per rivenderli su Vinted con margine, farlo ogni settimana per due anni, gestire feedback e spedizioni come un negozio è un’altra. Il confine non è nel numero di articoli venduti, ma nell’intenzione e nella sistematicità.

La sentenza che ha cambiato le carte in tavola

Nel marzo 2025, la Corte di Cassazione ha emesso la sentenza n. 7552 che ha ridefinito il perimetro legale delle vendite online. Il caso riguardava un privato che aveva effettuato oltre 1.600 vendite di scarpe in due anni su una piattaforma di aste. I giudici hanno stabilito che quella sequenza di operazioni, per la sua sistematicità, costituiva un’attività d’impresa ai fini IRPEF e IVA — anche in assenza di un negozio, di dipendenti o di una struttura formale.

Il principio è netto: non è la piattaforma che conta, non è la presenza o meno della partita IVA, non è il fatto di definirsi “venditore occasionale”. Quello che conta è l’abitualità delle operazioni. Se vendi in modo continuativo, organizzato e ripetuto nel tempo, il fisco può qualificare quella attività come imprenditoriale — con tutto ciò che ne consegue.

In pratica: l’ Agenzia delle Entrate, incrociando i dati DAC7 con le movimentazioni bancarie, può ricostruire i ricavi non dichiarati e avviare un accertamento. Le sanzioni per chi non ha dichiarato un’attività commerciale includono il pagamento delle imposte arretrate, delle sanzioni per omessa dichiarazione e degli interessi.

I falsi miti da sfatare

Ci sono alcune convinzioni diffuse che circolano online e che non corrispondono alla realtà normativa attuale.

“Sotto i 5.000 euro non devo dichiarare niente“: Falso. Non esiste questa soglia nella legge italiana per le vendite online tra privati. Confonde la franchigia prevista per altre categorie di reddito con le regole delle piattaforme. È uno dei miti più pericolosi perché induce a non agire anche quando sarebbe necessario.

“Vinted non passa i dati se non supero le soglie DAC7“. In parte vero, ma fuorviante. La DAC7 stabilisce quando Vinted deve segnalare obbligatoriamente. Ma questo non impedisce al fisco di svolgere controlli anche su volumi inferiori, se ci sono altri elementi che indicano un’attività commerciale.

“Ho venduto cose a prezzi più bassi di quanto le ho comprate, quindi non ho guadagnato niente“. Corretto nella sostanza, ma richiede documentazione. Se si vende a prezzi inferiori al costo di acquisto, non c’è plusvalenza e non c’è reddito imponibile. Tuttavia, in caso di accertamento, bisogna essere in grado di dimostrarlo con le ricevute di acquisto originali.

vinted
Vendite su Vinted: quando vanno dichiarate al fisco in Italia 3

Cosa fare se superi le soglie

Se hai ricevuto una richiesta di compilazione DAC7 da parte di Vinted, o se le tue vendite si avvicinano alle soglie, ci sono alcune mosse concrete da valutare.

  • Conserva le prove di acquisto degli articoli che vendi. Servono per dimostrare che non c’è guadagno, o per calcolare correttamente l’eventuale plusvalenza.
  • Tieni traccia di vendite e incassi per trimestre — i dati che Vinted chiede nel modulo DAC7 corrispondono esattamente a queste informazioni.
  • Valuta la natura della tua attività con onestà. Se compri per rivendere, se lo fai regolarmente, se organizzi la logistica delle spedizioni come un rivenditore, potresti già essere in territorio imprenditoriale.
  • Rivolgiti a un commercialista se il dubbio è fondato. Il costo di una consulenza è infinitamente inferiore al rischio di un accertamento.

Per chi invece vende oggetti personali occasionalmente — qualche capo stagionale, libri letti, attrezzatura sportiva — non c’è nessun obbligo fiscale, anche se si incassa qualche centinaio di euro. La legge italiana riconosce questo tipo di vendita come cessione privata non tassabile.

Cos’è esattamente la direttiva DAC7 e da quando si applica in Italia?

La DAC7 è la Direttiva UE 2021/514, approvata dal Consiglio europeo il 22 marzo 2021 e recepita in Italia con il D.Lgs. n. 32 del 1° marzo 2023. Obbliga le piattaforme digitali — Vinted, eBay, Airbnb, Etsy e molte altre — a raccogliere e trasmettere annualmente alle autorità fiscali i dati dei venditori che superano determinate soglie. Si applica sulle vendite dal 1° gennaio 2023 in poi.

Cosa succede se non compilo il modulo DAC7 richiesto da Vinted?

Se ricevi la richiesta e non compili il modulo entro i termini indicati, Vinted può sospendere il tuo profilo: non potrai ricevere trasferimenti dal saldo, usare i guadagni per acquistare né utilizzare le spedizioni integrate. La sospensione dura fino al completamento dell’iter di verifica.

Se vendo oggetti a un prezzo più basso di quello che ho pagato, devo comunque dichiarare qualcosa?

No, se le vendite sono occasionali e hai subito una perdita rispetto al prezzo di acquisto, non esiste reddito imponibile né obbligo di dichiarazione. Tuttavia, in caso di accertamento fiscale, ti verrà chiesto di dimostrarlo con le ricevute o le prove d’acquisto originali. Conservarle è una buona abitudine preventiva.

Esiste una soglia di guadagno sotto cui si è certi di non dover dichiarare nulla?

No, non esiste una soglia fissa di legge per le vendite tra privati su piattaforme digitali. La DAC7 indica quando Vinted deve segnalare i tuoi dati, ma non stabilisce da sola gli obblighi fiscali. Questi dipendono dalla natura dell’attività: occasionale o abituale. La convinzione che “sotto i 5.000 euro va tutto bene” è un falso mito diffuso online.

Dopo la sentenza della Cassazione del 2025, chi rischia di più un accertamento fiscale?

Rischiano chi vende in modo sistematico e ripetuto, chi acquista merce con l’intento di rivenderla, chi gestisce feedback, prezzi e spedizioni con metodi da rivenditore, e chi non ha mai aperto una partita IVA pur operando con continuità. Il caso che ha originato la sentenza n. 7552/2025 riguardava un venditore con oltre 1.600 transazioni in due anni.

Strumenti utili — Link con affiliazione Amazon

📦
Bilancia pesa-pacchi digitale

Indispensabile per chi vende spesso online: calcola il peso esatto dei pacchi prima della spedizione, evitando sorprese sui costi.

Vedi su Amazon
🗂️
Raccoglitore per ricevute e documenti fiscali

Per conservare prove d’acquisto, ricevute di spedizione e documenti utili in caso di verifica fiscale. Ordinare costa poco, non farlo può costare molto.

Vedi su Amazon
📸
Mini studio fotografico portatile per prodotti

Box luminoso tascabile per fotografare capi e oggetti usati in modo professionale — foto migliori significano più vendite su Vinted.

Vedi su Amazon

I link presenti in questo box sono link di affiliazione Amazon. Acquistando tramite questi link, Cosedellaltromondo.it riceve una piccola commissione senza alcun costo aggiuntivo per te. I prodotti sono selezionati esclusivamente per la loro pertinenza editoriale, senza accordi commerciali con i produttori.

Ti è piaciuto? Votalo!

🌍 Le notizie di Cose dell'Altro Mondo direttamente sul tuo telefono

Iscriviti al nostro canale WhatsApp o Telegram — gratis, senza spam, puoi uscire quando vuoi.

Crediti fotografici


Scopri di più da Cose dell'Altro Mondo

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Scritto da

La redazione di Cose dell'Altro Mondo è il collettivo di voci dietro il magazine. Giornalisti, redattori e appassionati uniti da una convinzione: che ogni giorno ci sia almeno una storia capace di sorprendere. La cerchiamo, la verifichiamo e la raccontiamo.

Lascia un commento

Rispondi