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Victoria Hall

L’omicidio di Victoria Hall risolto dopo 26 anni: il DNA incastra lo “strangolatore del Suffolk”

Teresa Pitrola 2 mesi fa 0

Victoria Hall, una studentessa di 17 anni, fu rapita e uccisa il 19 settembre 1999 a Felixstowe, Suffolk (Regno Unito), mentre tornava da una serata in discoteca; il suo corpo nudo fu trovato cinque giorni dopo in un fosso di Levington, a 40 km di distanza. 

Il caso rimase irrisolto per oltre 26 anni, con un uomo inizialmente accusato e assolto nel 2001, fino alla svolta nel 2026. Di questa terribile storia i media britannici stanno parlando molto in questi giorni. 

La svolta a febbraio 

Il mese scorso, Steve Wright, il “Suffolk Strangler”, già condannato all’ergastolo per cinque omicidi commessi a Ipswich nel 2006, ha confessato il rapimento, l’omicidio e un tentato rapimento la notte precedente alla morte di Victoria. La sua colpevolezza è stata confermata tramite avanzate analisi Y-STR DNA su campioni autoptici.

La notizia ha avuto grande copertura mediatica nel Regno Unito, suscitando critiche per l’indagine iniziale e il ritardo della giustizia. Fondamentale è stato il ruolo delle nuove tecnologie forensi. 

L’uomo sbagliato 

L’uomo sbagliato nel caso Victoria Hall era Adrian Bradshaw, un imprenditore di 27 anni residente a Felixstowe, nel Suffolk. Fu accusato di omicidio sulla base di indizi circumstanziati come la sua presenza al nightclub Bandbox la stessa sera e testimonianze ambigue, ma senza prove DNA conclusive.

La sua vicenda si concluse il 20 novembre 2001 al Norwich Crown Court, dove la giuria lo dichiarò non colpevole dopo un processo durato settimane, per insufficienza di prove. 

Bradshaw, che aveva subito un’intensa gogna mediatica, fu scagionato completamente, ma l’errore investigativo è tornato sotto i riflettori adesso con la confessione di Steve Wright. 

La polizia del Suffolk viene criticata per aver trascurato piste alternative e per presunte pressioni su testimoni, con un detective capo che in un’intervista BBC del febbraio 2026 ha rifiutato di commentare come un innocente fosse finito a processo. Questo errore, ha riacceso il dibattito sui fallimenti investigativi e le risorse limitate nei cold case degli anni ’90. La famiglia Hall ha espresso sollievo ma anche rabbia per i 26 anni trascorsi nel limbo, senza sapere chi fosse l’assassino di Victoria. 

Le prove che hanno incastrato l’omicida 

La notte prima, Wright aveva tentato di rapire un’altra donna di 22 anni (Emily Doherty), che lo descrisse con tratti fisici identici: bianco, robusto, capelli biondo fragola corti, naso largo. 

Analisi video CCTV di una stazione di servizio vicina al sito del corpo hanno mostrato le immagini di un uomo “più che probabilmente” Wright, come confermato da alcuni esperti. La notte del delitto, testimoni avvertirono il suono distinto della sua Ford Granada Scorpio, venduta 10 giorni dopo.

L’omicida ha reso piena confessione il 2 febbraio al Old Bailey per rapimento, omicidio e tentato rapimento, evitando il processo. È stato condannato all’ergastolo con minimo 40 anni di detenzione. 

Chi è lo “strangolatore del Suffolk”

Steve Wright, noto come lo “ strangolatore del Suffolk “, è un serial killer britannico nato il 24 aprile 1958. Lavorava come operaio portuale e barista a Ipswich, con una vita apparentemente normale ma segnata da divorzi, debiti finanziari e abuso di alcol.

Tra il 30 ottobre e il 10 dicembre 2006, strangolò e uccise cinque prostitute – Gemma Adams, Tania Nicol, Anneli Alderton, Paula Clennell e Annette Nicholls – lasciando i corpi in zone rurali intorno a Ipswich, scatenando il panico nella comunità. Tracce di DNA e sangue nella sua Ford Mondeo lo inchiodarono; arrestato il 19 dicembre 2006, fu condannato all’ergastolo minimo “whole life order” il 22 febbraio 2008 all’Ipswich Crown Court. È sospettato di altri cold case in East Anglia dagli anni ’90. 

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