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Rappresentazione della proteina vimentina nelle cellule tumorali

Una proteina “accende” le metastasi: la scoperta italiana che cambia la ricerca

Cose dell'Altro Mondo 2 mesi fa 0

Una proteina già nota alla scienza si rivela oggi uno dei motori principali della diffusione dei tumori. Un gruppo di ricerca dell’ Università di Padova ha chiarito come la Vimentina favorisca la formazione delle metastasi, aprendo la strada a nuovi farmaci mirati. I risultati, sostenuti dalla Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica “Nucleic Acids Research”.

Come una proteina aiuta i tumori a diffondersi

La vimentina è presente in diversi tipi di tumore, in particolare nel carcinoma gastrico e in quello mammario. In queste cellule viene prodotta in quantità elevate.

Il suo ruolo è concreto e fisico: crea una sorta di “scheletro” interno che rende le cellule tumorali più resistenti e capaci di muoversi nel corpo. Questo permette loro di staccarsi dal tumore principale e colonizzare altri organi.

Ma non è tutto. La vimentina agisce anche all’interno del nucleo della cellula. Qui stimola la produzione di altre proteine necessarie alla diffusione del tumore, rendendo il processo più efficiente.

La scoperta: individuata la parte chiave della proteina

Il gruppo guidato da Claudia Sissi ha fatto un passo in più: ha identificato la porzione della proteina responsabile di queste funzioni.

“Il nostro gruppo di ricerca ha dimostrato che questa funzione dipende dal legame di vimentina a particolari strutture tridimensionali del DNA. In questo nuovo studio siamo riusciti a identificare la porzione della proteina che la rende capace di attaccarsi al genoma”.

La stessa porzione, spiegano i ricercatori, è anche quella che permette alla proteina di costruire il “supporto meccanico” delle cellule metastatiche.

“Abbiamo confermato che tale porzione della proteina è anche necessaria per creare la struttura di supporto meccanico per le cellule metastatiche, ed è quindi un elemento cruciale per la diffusione del tumore”.

Due funzioni, un unico effetto: favorire le metastasi

Dai dati emerge un punto chiave: le due funzioni della vimentina — strutturale e genetica — lavorano insieme.

Da un lato rafforza la cellula, dall’altro attiva i meccanismi interni che le permettono di espandersi. Il risultato è una maggiore capacità di migrare e creare nuovi tumori a distanza.

Questa “doppia azione” era già stata osservata in uno studio del 2022 dello stesso gruppo, che aveva analizzato il legame tra vimentina e particolari strutture del DNA chiamate G-quadruplex.

Queste strutture sono sequenze del DNA che si piegano in forme non standard. I ricercatori hanno scoperto che la vimentina si concentra proprio in punti del genoma legati alla crescita e al movimento delle cellule tumorali.

Nuovi farmaci: cosa cambia davvero

La scoperta non resta teorica. Individuare con precisione la parte della proteina coinvolta apre la strada a terapie mirate.

“Sarà ora possibile progettare nuovi farmaci capaci di colpirla con precisione. In tal modo potrebbe essere neutralizzata la capacità delle cellule di migrare e formare nuovi tumori a distanza dal sito primario”.

L’obiettivo è bloccare la diffusione del tumore, non solo ridurne la crescita.

“I trattamenti, che dovranno essere individuati e sperimentati in ampi studi preclinici e clinici, potrebbero essere più efficaci e tollerate per i pazienti rispetto a quelle in uso attualmente”.

Perché questa scoperta è rilevante

Le metastasi sono la principale causa di mortalità nei tumori. Capire come si formano significa intervenire nel momento più critico della malattia.

Questa ricerca chiarisce un meccanismo preciso e identificabile. Non si tratta di un fattore generico, ma di un bersaglio biologico concreto.

Il fatto che la vimentina sia già conosciuta facilita il passaggio dalla ricerca alla terapia, anche se serviranno anni di sperimentazioni.

Cos’è la vimentina?

È una proteina presente nelle cellule che contribuisce alla loro struttura. Nei tumori può essere prodotta in grandi quantità e favorire la diffusione delle cellule cancerose.

Perché è importante questa scoperta?

Perché identifica con precisione il meccanismo che aiuta le metastasi, offrendo un possibile bersaglio per nuovi farmaci.

Quando arriveranno nuove terapie?

Serviranno studi preclinici e clinici. La scoperta è una base concreta, ma i tempi della ricerca restano lunghi.

Quali tumori sono coinvolti?

In particolare il carcinoma gastrico e quello mammario, ma il meccanismo potrebbe riguardare altri tipi di tumore.

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