Ogni anno, milioni di italiani spostano soldi dal proprio conto corrente a quello dei figli. Per comprare casa, per aiutare in un momento difficile, per anticipare quello che prima o poi sarebbe diventato eredità. Lo fanno via app, con un paio di clic, convinti che la banca faccia tutto il necessario.
La Corte di Cassazione ha stabilito che non è così. Con la sentenza n. 23868 del 26 agosto 2025, i giudici della Seconda sezione civile hanno confermato un principio che molti ignorano: un bonifico bancario di importo rilevante, fatto per spirito di generosità verso un figlio o un familiare, non è una semplice operazione finanziaria. È una donazione. E le donazioni, in Italia, hanno regole precise.
La regola principale è questa: l’articolo 782 del Codice Civile impone, a pena di nullità, la forma dell’atto pubblico per le donazioni dirette, specialmente se di valore non modico. Questa formalità serve a far riflettere il donante sulla gravità dell’atto che sta compiendo e a garantirne la libera e consapevole volontà. In assenza dell’atto notarile, la donazione non esiste. Giuridicamente, quei soldi non sono mai usciti dal patrimonio di chi li ha mandati.
In questo articolo
Come nasce questa storia: 100.000 euro e una delega bancaria
La sentenza del 2025 nasce da una vicenda familiare complicata. Una persona aveva prelevato 100.000 euro da un conto cointestato di due coniugi, usando una delega bancaria formalmente valida. Alla morte dei titolari, l’erede universale di uno dei due aveva fatto causa, sostenendo che quel prelievo fosse illegittimo. La convenuta si era difesa dicendo che si trattava di una liberalità — un regalo — ricevuto dai coniugi.
Il problema è che un regalo di 100.000 euro, per essere valido, non può viaggiare su una delega bancaria. Una donazione di valore non modico, come nel caso di 100.000 euro, richiede per la sua validità la forma dell’atto pubblico redatto da un notaio, come previsto dall’art. 782 del codice civile. In assenza di tale atto, la donazione è nulla.
La Corte ha anche chiuso un’altra porta di uscita: quella della cosiddetta donazione indiretta. La Cassazione ha escluso che potesse trattarsi di una donazione indiretta. Quest’ultima si realizza con un atto diverso dalla donazione — come pagare un debito altrui — ma con lo stesso spirito di liberalità. Nel caso di specie, la delega bancaria e il successivo prelievo non costituiscono un simile atto, in quanto la delega è solo uno strumento operativo e non un atto di disposizione patrimoniale con causa liberale.
Risultato: i soldi tornano. L’obbligo di restituzione è scattato.
La distinzione che pochi conoscono: donazione diretta e indiretta
Per capire perché la sentenza colpisce così tanti italiani, bisogna capire la differenza tra due concetti che sembrano simili ma non lo sono.
La donazione indiretta avviene quando si arricchisce qualcuno pagando per lui. Un padre paga il venditore per comprare una casa intestata al figlio: questo è un classico esempio. In quel caso non serve il notaio per la donazione, perché la forma è assorbita dall’atto di acquisto della casa.
La donazione diretta, invece, è quando il denaro passa direttamente da un patrimonio all’altro — e qui il discorso cambia radicalmente. Nel caso del trasferimento di titoli o di denaro libero, i giudici hanno stabilito che si tratta di una donazione tipica a esecuzione indiretta: il bene passa direttamente dal patrimonio del genitore a quello del figlio. Poiché è una donazione diretta, essa richiede tassativamente l’atto pubblico se il valore non è modico.
La banca, in tutto questo, è solo un esecutore. La banca agisce come un semplice mandatario: esegue un ordine. Il vero accordo è quello che intercorre tra chi regala e chi riceve. Aggiungere un passaggio tecnico — il bonifico, la delega, l’ordine bancario — non trasforma la natura giuridica dell’atto.
Cosa significa “modico valore” — e perché non esiste una cifra fissa
La legge prevede un’eccezione: le donazioni di modico valore possono essere fatte senza notaio. Il concetto di modico valore non è fisso — non esiste una cifra come 100 o 1.000 euro — ma va valutato caso per caso in base alla ricchezza del donante. Per un miliardario, 50.000 euro possono essere modici; per un pensionato con pochi risparmi, 5.000 euro possono non esserlo.
Questo significa che non c’è una soglia di sicurezza universale. La stessa somma può essere legalmente inattaccabile per una persona e nulla per un’altra. Il giudice valuta il rapporto tra l’importo trasferito e il patrimonio complessivo di chi ha donato.
Cosa succede se la donazione è nulla: il rischio per gli eredi
Le conseguenze pratiche di una donazione nulla sono pesanti. La nullità della donazione comporta che essa resti improduttiva di effetti giuridici: le somme di denaro oggetto della donazione sono considerate come mai uscite dal patrimonio del donante. Al decesso del donante, tali somme potranno essere rivendicate dai suoi eredi.
Non si tratta solo di una questione tra chi ha donato e chi ha ricevuto: può diventare materia di contenzioso ereditario, con effetti pesanti su divisioni e successioni. Gli altri eredi possono chiedere che quelle somme rientrino nell’asse ereditario se dimostrano che la donazione era nulla.
Il caso più frequente — e più conflittuale — è quello di un genitore che in vita ha aiutato economicamente uno dei figli più degli altri, senza passare dal notaio. Alla sua morte, i figli che hanno ricevuto meno possono impugnare quei trasferimenti, chiedere che vengano dichiarati nulli e pretendere che i soldi rientrassero nella massa ereditaria da dividere.
Quando il notaio non serve: i casi in cui il regalo è valido senza atto pubblico
La regola del notaio obbligatorio non vale in tutti i casi. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno indicato con precisione le situazioni in cui la donazione indiretta è valida anche senza atto pubblico:
Il genitore che paga direttamente il venditore dell’appartamento che il figlio sta acquistando — in questo caso l’oggetto della liberalità è il bene immobile, non il denaro, e la forma è assorbita dal rogito. Il genitore che paga una o più rate del mutuo intestato al figlio — adempimento del debito altrui, disciplinato dall’art. 1180 del Codice Civile. Il versamento di somme su un conto corrente cointestato — perché il meccanismo del contratto a favore di terzo assorbe la forma. La vendita di un bene a prezzo simbolico — la donazione consiste nella differenza tra il valore reale e il prezzo pagato. La rinuncia a un credito nei confronti del debitore, che ne beneficia senza ricevere denaro.
In tutti questi casi il denaro non passa direttamente da un patrimonio all’altro in forma libera: c’è sempre un altro atto o un altro contratto che giustifica e formalizza il trasferimento.
Quando serve il notaio e quando no
| Tipo di trasferimento | Donazione diretta o indiretta | Notaio obbligatorio |
|---|---|---|
| Bonifico libero di importo rilevante ai figli | Diretta | Sì — pena nullità |
| Trasferimento titoli/azioni al figlio | Diretta | Sì — pena nullità |
| Prelievo con delega bancaria a favore di terzi | Diretta (se liberale) | Sì — pena nullità |
| Pagamento del mutuo del figlio | Indiretta | No |
| Pagamento diretto al venditore per casa intestata al figlio | Indiretta | No |
| Versamento su conto cointestato | Indiretta | No |
| Regalo di modico valore (proporzionale al patrimonio) | Diretta | No — basta la consegna |
Nota: la valutazione della modicità dipende dal patrimonio del donante e va verificata caso per caso. Consultare un notaio o un avvocato prima di effettuare trasferimenti rilevanti.
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Un genitore che ha già fatto bonifici ai figli rischia qualcosa adesso?
Se i bonifici sono stati effettuati in passato senza atto notarile e superavano il modico valore, tecnicamente quelle donazioni sono nulle. Il rischio concreto si materializza alla morte del donante: gli altri eredi possono chiedere che le somme rientrino nell’asse ereditario. Chi ha ricevuto i soldi potrebbe essere chiamato a restituirli o a vedersi ridotta la propria quota ereditaria.
Esiste una soglia di importo sotto la quale il bonifico ai figli è sempre sicuro?
No, non esiste una cifra fissa universale. Il concetto di “modico valore” dipende dal rapporto tra la somma donata e il patrimonio complessivo del donante. Per un pensionato con 20.000 euro di risparmi, anche 3.000 euro potrebbero non essere di modico valore. La valutazione è caso per caso e spetta al giudice in caso di contestazione.
Se mio fratello ha ricevuto più soldi di me dai nostri genitori tramite bonifico, posso fare qualcosa?
In linea di principio sì, ma la questione è complessa. Se quei trasferimenti vengono qualificati come donazioni dirette nulle per mancanza di atto notarile, rientrano nell’asse ereditario. È però necessario dimostrare l’importo, la data e la natura liberale dei trasferimenti. Un avvocato specializzato in diritto successorio può valutare se esistono i presupposti per agire.
Pagare l’università o l’affitto del figlio è una donazione che richiede il notaio?
No, in generale. Se il genitore paga direttamente una terza parte — l’università, il proprietario di casa, il mutuo bancario — si tratta tipicamente di una donazione indiretta, che non richiede l’atto notarile. Il discrimine è: il denaro va direttamente al figlio in modo libero, oppure viene usato per pagare qualcosa di specifico a un terzo?
Cosa bisogna fare per donare correttamente una somma importante a un figlio?
Bisogna recarsi da un notaio e stipulare un atto pubblico di donazione, alla presenza di due testimoni. Il notaio registra l’atto, verifica le identità delle parti e garantisce che la volontà del donante sia libera e consapevole. L’atto comporta anche il pagamento dell’imposta di donazione, che in Italia tra genitori e figli è del 4% sulla quota eccedente la franchigia di 1 milione di euro per beneficiario.
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Crediti fotografici
- Notaio: Pixabay | CC0 1.0 Universal
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