Saliva da sola, sceglieva il posto, appoggiava la testa sulle ginocchia degli sconosciuti e scendeva alla fermata giusta. Eclipse, incrocio tra labrador nero e bullmastiff, ha preso l’autobus a Seattle per anni senza nessuno che le tenesse il guinzaglio. Aveva la tessera dei trasporti attaccata al collare, perché a Seattle i cani il biglietto lo pagano.
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Tutto è cominciato con una sigaretta di troppo
Eclipse non era un cane randagio. Viveva a Queen Anne, quartiere di Seattle, con il suo padrone Jeff Young.
I due avevano un’abitudine: prendere insieme la linea D fino al parco per cani. Tre o quattro fermate, sempre le stesse.
Un giorno del 2015, alla fermata, Young si è attardato a finire una sigaretta. L’autobus è arrivato, le porte si sono aperte ed Eclipse è salita. Da sola.
Young l’ha inseguita con la corsa successiva e l’ha ritrovata esattamente dove si aspettava di trovarla: al parco.
Da quel giorno ha smesso di accompagnarla.
La tessera attaccata al collare
Il dettaglio che rende la storia più assurda è anche quello più burocratico.
King County Metro, l’azienda dei trasporti pubblici della contea, consente ai cani di viaggiare a discrezione del conducente. Ma se l’animale non sta in braccio al padrone, deve pagare la corsa come un passeggero qualsiasi.
Eclipse quindi aveva la propria ORCA card, la tessera elettronica dei trasporti di Seattle, legata al collare.
Era una passeggera pagante a tutti gli effetti.
Come si comportava a bordo
Le testimonianze dei pendolari raccontano un animale perfettamente a suo agio.
Percorreva il corridoio finché non trovava un sedile libero. Si sedeva composta, si affacciava al finestrino, e durante i tragitti più tranquilli si appisolava, lasciando cadere la testa sulle gambe di chi le stava accanto.
Nessuno sembrava lamentarsi.
“Tutti gli autisti la conoscono. Sta seduta qui esattamente come una persona”, raccontò nel 2015 una pendolare, Tiona Rainwater, all’emittente locale KOMO.
Andava al parco due o tre volte a settimana. Poi tornava a casa, sempre con lo stesso mezzo.
Da passeggera a testimonial
La notorietà è arrivata in fretta e non si è fermata a Seattle.
Nel gennaio 2015 la storia è finita sulla BBC, su Nightline e su decine di testate internazionali. Nel 2016 Jeff Young le ha dedicato un libro.
La stessa King County Metro ha finito per adottarla come volto dell’azienda, inserendola in una campagna pubblicitaria.
La sua pagina Facebook ha superato i 117mila follower.
I fan si erano dati un nome
Intorno alla cagnolina si è formata una comunità che si è battezzata da sola: Ecliptomaniacs.
Seguivano i suoi spostamenti, pubblicavano gli avvistamenti a bordo, si scambiavano fotografie scattate di nascosto sulla linea D.
Era diventata un personaggio urbano, più riconoscibile di molti esseri umani che prendono lo stesso autobus ogni mattina.
L’ultimo viaggio
Eclipse è morta il 14 ottobre 2022. Aveva dieci anni.
Le era stato diagnosticato da poco un tumore. Se n’è andata nel sonno, secondo quanto comunicato sulla sua pagina ufficiale.
King County Metro le ha dedicato un messaggio pubblico, definendola un’icona di Seattle. “Ci hai mostrato che i bravi cani hanno diritto di stare sull’autobus”, si legge nel tributo dell’azienda.
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