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Piccione urbano con piumaggio iridescente e riflessi verdi e viola sul collo.

Piccioni, molto più intelligenti di quanto sembrano: 8 curiosità sorprendenti

Clorinda Bonfardino 1 giorno fa 0

Li incontriamo ogni giorno nelle piazze, sui tetti e lungo i marciapiedi, eppure i piccioni possiedono capacità molto meno banali di quanto suggerisca la loro presenza abituale nelle città. Possono riconoscere volti umani, percepire la luce ultravioletta, raggiungere velocità di 120 km/h e percorrere più di 1.000 chilometri in una giornata. Come ricostruisce Ça m’intéresse nel suo approfondimento dedicato ai piccioni urbani, alcuni luoghi comuni su questi animali resistono nonostante siano smentiti dal loro comportamento e dalla loro biologia.

Persino quelle zampe mutilate che spesso si osservano nelle città hanno una spiegazione diversa da quella che molti immaginano.

Possono ritrovare casa anche da centinaia di chilometri

La capacità di orientamento dei piccioni è uno dei loro tratti più conosciuti, ma le distanze che possono coprire restano sorprendenti.

Quando un esemplare viene liberato lontano dal proprio nido o dalla colombaia, tenta di tornare indietro sfruttando diversi sistemi. Entrano in gioco l’olfatto, i riferimenti visivi presenti nel paesaggio e la sensibilità al campo magnetico terrestre.

Durante il volo possono raggiungere velocità vicine ai 120 km/h e superare i 1.000 chilometri nell’arco di una giornata.

Un episodio riportato negli archivi militari francesi racconta addirittura di un piccione che avrebbe percorso 11.590 chilometri dal Vietnam in 24 giorni.

Questa capacità spiega perché, per secoli, l’uomo abbia impiegato questi animali per trasportare messaggi su lunghe distanze.

Anche i piccioni producono una specie di “latte”

La seconda sorpresa riguarda l’alimentazione dei piccoli.

Sia il maschio sia la femmina partecipano alla cova e alla crescita dei pulcini e producono il cosiddetto latte di gozzo. Non è latte nel senso proprio del termine, ma una sostanza liquida e molto nutriente che viene rigurgitata direttamente nella gola dei piccoli.

Si forma grazie all’accumulo di grassi e proteine nelle cellule del gozzo, una dilatazione dell’esofago. La prolattina interviene nel processo che porta alla produzione di questo alimento.

Il risultato sulla crescita è rapido: un piccolo può raddoppiare il peso alla nascita in 48 ore e passare, nell’arco di un mese, da circa 20 a 500 grammi.

Una caratteristica analoga è presente anche nei fenicotteri e nei pinguini imperatore.

Le zampe mutilate non dipendono necessariamente da malattie

Molti piccioni cittadini presentano dita mancanti o parti delle zampe gravemente danneggiate.

L’immagine può suggerire immediatamente malattie o condizioni igieniche precarie, ma una delle cause individuate è strettamente legata all’ambiente urbano.

Fili e capelli possono avvolgersi intorno alle dita, formando una sorta di laccio. La pressione ostacola progressivamente i tessuti fino alla necrosi e, nei casi più gravi, alla perdita del dito.

Nel 2019 è stata osservata una maggiore frequenza delle lesioni nelle aree urbane più densamente popolate e inquinate. Il fenomeno aumentava anche nei pressi dei saloni di parrucchiere, dove la presenza di capelli dispersi può essere maggiore.

Luogo comuneVero o falsoCosa accade realmente
I piccioni vedono in bianco e neroFalsoPercepiscono colori e luce ultravioletta
Le zampe mutilate dipendono da malattieFalsoFili e capelli possono provocare gravi lesioni
I piccioni producono “latte”VeroEntrambi i genitori producono latte di gozzo
Possono riconoscere le personeVeroDistinguono i volti e ricordano i comportamenti
Sono tutti semplicemente grigiFalsoSul collo presentano riflessi verdi, blu e viola
Possono tornare da molto lontanoVeroUsano diversi sistemi di orientamento

Vedono colori che l’occhio umano non percepisce

Altro falso mito: il piccione non vede affatto il mondo in bianco e nero.

La sua vista è tetracromatica. Significa che sulla retina possiede quattro tipi di coni fotorecettori, mentre l’occhio umano ne utilizza tre.

Questo permette ai piccioni di distinguere un numero maggiore di combinazioni cromatiche e di percepire anche la luce ultravioletta.

La capacità ha effetti anche sulla percezione degli altri individui della stessa specie. Un piumaggio che appare in un certo modo ai nostri occhi può assumere caratteristiche differenti quando viene osservato nello spettro ultravioletto.

Un piccione contribuì a salvare quasi 200 soldati

La storia dei piccioni viaggiatori comprende anche episodi militari.

Durante la Prima guerra mondiale furono utilizzati circa 30.600 “piccioni soldato” per trasportare comunicazioni.

Uno dei casi più noti riguarda Cher Ami. Durante un’azione militare, un battaglione rimasto circondato dalle forze tedesche subiva anche il fuoco delle proprie truppe. Due piccioni inviati con una richiesta di aiuto vennero abbattuti.

Cher Ami, il terzo, riuscì invece a proseguire nonostante fosse stato ferito.

Percorse 40 chilometri in 25 minuti, mantenendo quindi una velocità superiore ai 90 km/h. Era stato colpito all’occhio e al petto e una zampa restava attaccata soltanto da un tendine.

Il messaggio arrivò a destinazione e contribuì a salvare quasi 200 soldati. Dopo essersi ripreso dalle ferite, Cher Ami ricevette la Croce di guerra.

Se vivono nelle città è anche per colpa dell’uomo

I piccioni urbani discendono da animali domesticati dall’uomo già nell’antico Egitto, quando venivano allevati come fonte di cibo oppure utilizzati per trasportare messaggi.

Quando queste pratiche diminuirono, molti esemplari vennero liberati o riuscirono a fuggire.

Anziché tornare sulle pareti rocciose frequentate dai loro antenati, trovarono nelle città un ambiente particolarmente favorevole. Gli edifici offrono numerosi punti sopraelevati nei quali nidificare, i predatori sono relativamente pochi e il cibo è facilmente disponibile.

La presenza massiccia dei piccioni negli ambienti urbani è quindi legata anche a una lunga storia di domesticazione.

Il loro collo non è semplicemente grigio

I riflessi verdi, blu e viola visibili sul collo non dipendono da pigmenti colorati nel senso tradizionale.

Sono colori strutturali, prodotti dalla particolare microstruttura della cheratina presente nelle piume.

A seconda dell’orientamento e di come la luce colpisce la superficie, il piumaggio riflette lunghezze d’onda differenti, con un effetto simile a quello di un prisma.

È lo stesso principio che crea alcuni degli effetti iridescenti osservabili nelle piume dei pavoni e nelle ali delle farfalle morpho.

Ricordano i volti e capiscono chi li tratta male

La capacità forse più sorprendente riguarda il rapporto con le persone.

In un esperimento condotto in un parco, due ricercatori si presentarono quotidianamente davanti ai piccioni assumendo comportamenti opposti: uno si mostrava ostile, l’altro li trattava in modo amichevole e offriva loro del cibo.

Dopo un mese, entrambi indossarono un impermeabile che lasciava visibile soltanto il volto.

Gli uccelli continuarono ad avvicinarsi alla persona che li aveva trattati bene e a evitare quella che aveva avuto un atteggiamento ostile.

Il cervello dei piccioni presenta inoltre una densità neuronale elevata: contiene sei volte più neuroni per millimetro cubo rispetto a quello umano.

Le loro capacità di discriminazione visiva possono essere addestrate fino a risultati ancora più curiosi: alcuni esemplari sono riusciti a distinguere dipinti di Renoir da opere di Picasso.

Quanto lontano può volare un piccione?

Un piccione può percorrere più di 1.000 chilometri in una giornata e raggiungere velocità fino a circa 120 km/h. Per orientarsi utilizza diversi segnali, tra cui riferimenti visivi, olfatto e sensibilità al campo magnetico terrestre.

I piccioni danno davvero il latte ai piccoli?

Producono una sostanza chiamata latte di gozzo, ricca di grassi e proteine. Sia il maschio sia la femmina la rigurgitano per nutrire i piccoli. Grazie a questo alimento, un pulcino può raddoppiare il proprio peso nelle prime 48 ore.

Perché tanti piccioni hanno dita mancanti?

Fili, spaghi e capelli presenti nell’ambiente urbano possono avvolgersi intorno alle dita e stringerle progressivamente. Nei casi più gravi si crea una necrosi che può portare alla perdita del dito. Le mutilazioni non sono quindi necessariamente provocate da malattie.

I piccioni riconoscono davvero le persone?

Sì. Un esperimento ha mostrato che riescono a distinguere il volto di una persona che li ha trattati amichevolmente da quello di qualcuno che si è comportato in modo ostile, continuando a reagire diversamente anche quando l’abbigliamento dei due viene reso simile.

I piccioni vedono meglio degli esseri umani?

La loro visione comprende quattro tipi di coni fotorecettori, contro i tre dell’uomo. Possono quindi distinguere combinazioni cromatiche differenti e percepire la luce ultravioletta, che resta invece invisibile all’occhio umano.

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Crediti fotografici


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Clorinda Bonfardino è redattrice web con una passione viscerale per il mondo animale. Per Cose dell'Altro Mondo racconta storie, curiosità e scoperte sul regno animale, dai comportamenti più sorprendenti alle specie meno conosciute.

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