Esiste un gatto che è una vera celebrità, in tutto il mondo. Vi raccontiamo la sua storia.
Nato intorno al gennaio del 2007 come gatto randagio, Larry fu accolto dal Battersea Dogs & Cats Home e da lì iniziò la sua improbabile scalata ai vertici dello Stato britannico.
Nel febbraio del 2011 venne adottato dallo staff di Downing Street, inizialmente come animale da compagnia per i figli del premier David Cameron. Le fonti interne lo descrissero subito come un gatto «con un forte istinto da caccia»: qualità indispensabile, visto che i topi avevano letteralmente invaso i corridoi del potere. A un certo punto nel 2011 i roditori erano così diffusi a Downing Street che Cameron stesso fu costretto a scagliare una forchetta contro uno di loro durante una cena di Gabinetto. Era chiaro che serviva un professionista che potesse cacciarli.
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Chief Mouser to the Cabinet Office: un titolo, un destino
Larry è il primo gatto ad aver ricevuto ufficialmente il titolo di Chief Mouser to the Cabinet Office, secondo il sito ufficiale del governo britannico. Non è un titolo onorifico: è un incarico da funzionario pubblico, con tanto di mansioni elencate sul sito di Downing Street. Secondo la descrizione ufficiale, i suoi compiti includono accogliere gli ospiti della residenza, ispezionare le difese di sicurezza e collaudare i mobili antichi per verificarne la qualità come superfici per sonnecchiare. In quanto civil servant, Larry non appartiene al primo ministro in carica: è accudito dallo staff di Downing Street e i suoi costi sono finanziati volontariamente dai dipendenti, senza alcun onere per il governo di Sua Maestà.
I premier passano, Larry resta
La vera particolarità di Larry è la sua straordinaria continuità istituzionale. Nel corso dei suoi oltre quindici anni al numero 10, ha superato le amministrazioni di David Cameron, Theresa May, Boris Johnson, Liz Truss, Rishi Sunak e, da ultimo, Keir Starmer, sei premier.
La sua permanenza ha coinciso con alcuni dei momenti più cruciali della storia britannica recente: il referendum sulla Brexit, la pandemia di Covid-19 e molteplici cambi di governo. Nessun altro Chief Mouser nella storia ha accumulato un tale numero di premier. Per trovare un predecessore paragonabile bisogna risalire a Peter III, che servì dal 1947 al 1964 sotto Attlee, Churchill, Eden, Macmillan e Douglas-Home.
Il settimo primo ministro lo aspetta già
Il 22 giugno scorso, mentre Keir Starmer annunciava le proprie dimissioni davanti alla porta nera del numero 10, Larry passeggiava imperturbabile davanti alle telecamere e ai giornalisti accorsi da tutto il mondo, incurante della folla. Un’immagine diventata subito simbolica: l’unico abitante stabile di quella casa assisteva, indifferente, all’ennesimo avvicendamento. Il profilo ufficioso X @Number10cat — seguito da centinaia di migliaia di utenti — ha già aggiornato la biografia: «Presto vivrò con il mio settimo Primo Ministro».
Il successore più probabile di Starmer è Andy Burnham, veterano laburista ed ex sindaco di Manchester, che sembra avviato a diventare il prossimo inquilino di Downing Street dopo il Congresso del Labour in settembre. Larry, naturalmente, sarà lì ad accoglierlo.
I dispetti di Larry ai grandi della Terra
Negli anni, Larry ha costruito una reputazione parallela come disturbatore seriale dei protocolli diplomatici. Il suo rapporto con i leader stranieri è diventato esso stesso una cronaca politica. Con Barack Obama, la sintonia fu immediata: Cameron raccontò che Larry, normalmente nervoso con gli uomini, si lasciò accarezzare dal presidente americano senza problemi. Tutt’altra storia con Donald Trump. Nel giugno del 2019, durante la visita di Stato del presidente americano, Larry comparve sul davanzale della finestra mentre Theresa May posava ufficialmente con Trump e la First Lady Melania; poi, per ripararsi dalla pioggia, si infilò sotto la limousine presidenziale e ci rimase a dormire, provocando un allarme sicurezza e dovendo essere rimosso a forza dagli agenti. Un altro episodio diventato celebre riguarda Liz Truss: Larry fu ripreso in diretta televisiva mentre veniva trascinato via dalla sua postazione preferita per evitare che rubasse la scena all’annuncio di dimissioni della premier. Più di recente, ha incrociato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nell’ottobre 2024 e ha incontrato la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen nel 2025.
“Catzilla” contro cani e volpi: le battaglie territoriali
Larry non è mai stato uno che abbassa la testa davanti a nessuno, umano o animale che sia. Durante gli anni di Boris Johnson, le telecamere di sicurezza lo ripresero mentre inseguiva una volpe del doppio delle sue dimensioni lontano da Downing Street.
Con il cane di Johnson, Dilyn, i rapporti furono burrascosi: lo stesso Johnson descrisse i loro scontri in una colonna sul Daily Mail, arrivando a soprannominare Larry «Catzilla» per la sua corporatura imponente. Nel discorso di addio a Downing Street, Johnson usò persino il loro difficile rapporto come metafora politica, esortando il Partito Conservatore a fare pace con sé stesso come avevano fatto i due animali. Larry, dal canto suo, non commentò.
Le abitudini di un funzionario molto particolare
Chi frequenta quotidianamente Downing Street conosce bene le routine di Larry. Non esiste una gattaiola sulla celebre porta nera: Larry deve aspettare pazientemente che l’agente di polizia di turno bussi per farlo entrare. Ama sonnecchiare sulle poltrone di stato, presidiare i gradini d’ingresso e farsi fotografare dai cronisti in attesa, con la nonchalance di chi sa di essere la vera star del posto. Ad aprile 2026, a quasi vent’anni di età, è stato avvistato ancora attivo nella sua funzione principale, mentre catturava un topo. La sua longevità è straordinaria: ha quasi cento anni in termini umani e non mostra segni di rallentamento.
Più popolare dei premier: Larry è un fenomeno
Il dato forse più sorprendente arriva dai sondaggi. Prima delle elezioni generali del 2024, un’indagine Ipsos rivelò che Larry godeva di un indice di gradimento del 44%: superiore sia a quello di Rishi Sunak (22%) sia a quello di Keir Starmer (34%). La sua fama travalica i confini britannici: ha fan accaniti in tutto il mondo, account parodistici seguiti da centinaia di migliaia di persone e una presenza mediatica costante.
Durante la visita di stato del presidente Macron nel luglio 2025, Starmer e il Cancelliere Rachel Reeves scherzarono apertamente su Larry e sul suo profilo social, con Reeves che lo definì «la persona più popolare di Downing Street».
Nel caos politico britannico degli ultimi anni — sei premier in un decennio, la Brexit, la pandemia — Larry è diventato l’unico simbolo di continuità istituzionale del Paese. I premier cambiano, i partiti cadono, ma lui è sempre lì, sul suo gradino, a giudicare tutti con la stessa olimpica indifferenza.
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Crediti fotografici
- Il gatto Larry a Downing Street: © cosedellaltromondo.it | CC0 1.0 Universal
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