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Grande squalo bianco che nuota nelle acque profonde del Mar Mediterraneo

Lo squalo bianco vive anche nel Mediterraneo: dove si nasconde e quanto è facile incontrarlo

Clorinda Bonfardino 3 giorni fa 0

Lo squalo bianco vive anche nel Mar Mediterraneo e la sua presenza non è limitata ai grandi oceani. Nel giugno 2026 un esemplare è stato filmato a oltre 40 metri di profondità tra la Sicilia e la Tunisia, durante una missione della fondazione Healthy Seas per la rimozione delle reti fantasma.

Come riportato da Ça m’intéresse, si è trattato della prima ripresa di un incontro subacqueo con un grande squalo bianco nel Mediterraneo, anche se in passato la specie era già stata osservata più volte in superficie.

L’immagine dello squalo bianco è legata soprattutto alle acque oceaniche di Asia, Sud America e Australia. Eppure questo grande predatore nuota anche nel bacino compreso tra Spagna, Italia e Tunisia.

La domanda che interessa soprattutto chi frequenta le spiagge è inevitabile: quanto è numerosa questa popolazione e che probabilità ci sono di incontrare uno di questi animali vicino alla costa?

Quanti squali bianchi vivono nel Mediterraneo?

Stabilire quanti esemplari siano presenti è difficile. Non esiste ancora un censimento ufficiale della popolazione mediterranea di squalo bianco.

Un’indicazione arriva dal database MEDLEM, Mediterranean Large Elasmobranchs Monitoring. I dati raccolti suggeriscono 342 osservazioni tra il 1666 e il 2017.

Il numero copre quindi un arco temporale di oltre tre secoli e mezzo e non rappresenta un conteggio degli animali attualmente presenti nel Mediterraneo.

Gli avvistamenti documentano però la presenza della specie in queste acque, alla quale si aggiunge l’incontro filmato nel giugno 2026 tra Sicilia e Tunisia.

Proprio la rarità delle osservazioni rende difficile stabilire le dimensioni della popolazione.

Perché gli avvistamenti sono così pochi?

Una possibile spiegazione riguarda il comportamento degli squali e i loro spostamenti alla ricerca di cibo.

Le acque del Mediterraneo, comprese quelle attraversate dopo il passaggio dallo Stretto di Gibilterra, potrebbero rappresentare una zona raggiunta dagli squali che seguono le migrazioni del tonno rosso.

Qui troverebbero disponibilità di prede e, secondo una delle ipotesi formulate per spiegare la loro presenza, anche acque nelle quali allevare i piccoli.

Esistono però altri fattori che potrebbero avere contribuito a ridurne la presenza.

Tra questi vengono indicati il progressivo deterioramento dell’habitat mediterraneo associato al turismo e all’inquinamento e l’interazione con l’attività della pesca.

Le imbarcazioni da pesca competono infatti per alcune risorse marine e gli stessi squali possono finire accidentalmente nelle reti.

Il risultato è una presenza difficile da quantificare e documentata attraverso osservazioni distribuite su periodi molto lunghi.

Dove si muove lo squalo bianco nel Mediterraneo?

La presenza dello squalo bianco nel Mediterraneo non significa che l’animale frequenti abitualmente le acque basse delle spiagge.

Il predatore tende a rimanere nelle acque profonde, dove può cacciare le sue prede. Tra queste rientrano il tonno rosso, le razze e specie di squali più piccole.

L’avvistamento del giugno 2026 offre un esempio significativo. L’esemplare ripreso tra Sicilia e Tunisia si trovava a più di 40 metri di profondità.

La presenza della specie nelle stesse acque frequentate da bagnanti e imbarcazioni da diporto può comprensibilmente attirare l’attenzione, ma avvistamento e rischio di attacco sono due aspetti differenti.

Quanto è alto il rischio per chi fa il bagno?

Gli attacchi di squalo rimangono molto rari anche considerando l’intero pianeta.

Ogni anno vengono registrati mediamente tra 70 e 100 attacchi di squali, comprendendo tutte le specie e non soltanto il grande squalo bianco.

La probabilità di essere morsi è quindi molto bassa. Nel Mediterraneo si aggiunge un altro elemento: lo squalo bianco tende raramente ad avvicinarsi alla riva.

Le profondità marine costituiscono il suo ambiente di caccia, dove può seguire tonni, razze e altri squali.

La possibilità di incontrarlo nel Mediterraneo esiste, come dimostrano le osservazioni raccolte nel tempo e il filmato realizzato nel 2026. La sua presenza, tuttavia, non equivale a una frequentazione abituale delle zone dove le persone entrano in acqua.

Immagine generata con l’AI.

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Clorinda Bonfardino è redattrice web con una passione viscerale per il mondo animale. Per Cose dell'Altro Mondo racconta storie, curiosità e scoperte sul regno animale, dai comportamenti più sorprendenti alle specie meno conosciute.

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