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Cicindela su terreno sabbioso in Italia.

Sembra un comune coleottero, ma è uno degli animali più veloci del pianeta

Cose dell'Altro Mondo 1 settimana fa 0

Quando si parla di animali velocissimi, il pensiero corre ai ghepardi o ai falchi. Nel mondo degli insetti, però, esiste un autentico fuoriclasse che, rapportando la sua velocità alle dimensioni del corpo, raggiunge prestazioni impressionanti. Si tratta della cicindela, un piccolo coleottero predatore capace di percorrere in un solo secondo una distanza pari a 120 volte la lunghezza del proprio corpo. Se un essere umano possedesse la stessa capacità, potrebbe correre a una velocità superiore ai 700 chilometri orari.

Una prestazione che rende questo insetto uno degli sprinter più sorprendenti della natura.

Com’è fatta la cicindela

La cicindela è un coleottero di dimensioni contenute e raramente supera i due centimetri di lunghezza.

Il suo corpo è slanciato e viene spesso confuso con quello di altri insetti appartenenti alla stessa famiglia dei coleotteri. A distinguerla sono soprattutto i caratteristici riflessi metallici che possono assumere tonalità verdi, bronzee o marroni, a seconda della specie.

Anche le zampe rappresentano una delle sue peculiarità. Quelle posteriori sono infatti più lunghe e molto più robuste rispetto alle anteriori, caratteristica che le permette di compiere rapidi balzi e di spostarsi con estrema agilità tra pietre, sabbia e vegetazione.

Nonostante possieda le ali, la cicindela utilizza prevalentemente la corsa per muoversi e cacciare.

Il segreto della sua incredibile velocità

La fama della cicindela deriva proprio dalla sua capacità di accelerare in pochissimo spazio.

Gli studiosi hanno osservato che riesce a coprire una distanza pari a 120 volte la propria lunghezza ogni secondo. Tradotto su scala umana, significherebbe correre a oltre 700 km/h, una velocità superiore a quella raggiunta dai treni ad alta velocità.

Naturalmente il dato non rappresenta la velocità reale dell’insetto espressa in chilometri orari, ma un confronto proporzionale tra le sue dimensioni e quelle di un essere umano.

Un predatore rapidissimo… ma con un limite

La velocità è la sua arma principale durante la caccia.

La cicindela sorprende le proprie prede con improvvisi scatti, lasciando pochissimo tempo di reazione. Nel suo menù trovano posto piccoli insetti, larve, mosche e persino ragni.

Esiste però un curioso effetto collaterale.

Muovendosi così rapidamente, l’insetto fatica a elaborare in tempo reale le immagini che riceve attraverso gli occhi, tanto da risultare quasi “cieco” durante gli sprint. Per catturare le prede si affida quindi soprattutto alle potenti mandibole, che entrano in azione nel momento dell’impatto.

Dove vive la cicindela in Italia

La cicindela è presente anche nel nostro Paese.

Le diverse specie popolano soprattutto ambienti aperti e assolati, prediligendo:

  • terreni sabbiosi;
  • dune costiere;
  • sentieri ghiaiosi;
  • rive di fiumi e laghi;
  • aree con scarsa vegetazione.

È possibile incontrarla in numerose regioni italiane, con una presenza più frequente nelle zone centro-meridionali, ma alcune specie vivono anche nel Nord Italia.

Le condizioni ideali sono rappresentate da suoli asciutti, temperature elevate e ambienti ben esposti al sole.

Perché viene spesso confusa con altri insetti

Le ridotte dimensioni e la forma allungata fanno sì che molte persone la scambino per un comune coleottero.

In realtà basta osservare alcuni dettagli per riconoscerla:

  • colorazione metallica molto brillante;
  • grandi occhi sporgenti;
  • lunghe zampe posteriori;
  • movimenti estremamente rapidi e a scatti.

Sono proprio questi elementi che la distinguono dalla maggior parte degli altri insetti presenti negli stessi habitat.

Una specialista della velocità

Nel regno animale la velocità può fare la differenza tra la vita e la morte.

Per la cicindela rappresenta il principale strumento di sopravvivenza: le consente di sorprendere le prede, sfuggire ai predatori e muoversi con agilità in ambienti difficili.

Pur essendo poco conosciuta dal grande pubblico, questo piccolo coleottero continua a essere uno degli esempi più sorprendenti di adattamento evolutivo osservabili anche nei nostri ecosistemi.

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