Ogni giorno migliaia di persone si accalcano nel cuore di Roma per lanciare una moneta nella Fontana di Trevi, seguendo un rituale antico e cinematografico che promette amori e ritorni. Ma da gennaio 2026, visitare uno dei luoghi più amati d’Italia potrebbe non essere più gratuito.
Una voce insistente, rilanciata dal Daily Mail, afferma che dal 7 gennaio i turisti dovranno pagare un biglietto di 2 euro per accedere alla fontana più famosa della capitale. L’obiettivo? Gestire l’overtourism, garantire sicurezza e tutelare l’integrità di un monumento che, con oltre 5,3 milioni di visitatori solo nel primo semestre del 2025, sta soffocando sotto il peso del proprio successo.
Una moneta per tornare, due per l’amore, tre per sposarsi
Se vi è mai capitato di passare per il rione Trevi, avrete sicuramente notato frotte di turisti intenti a lanciare monetine nell’acqua. Un gesto che non è casuale: la tradizione nasce con il film “Tre soldi nella fontana” del 1954, che ha reso celebre il rito. Secondo la leggenda, lanciare una moneta con la mano destra sopra la spalla sinistra, dando le spalle alla fontana, garantisce il ritorno a Roma. Due monete promettono l’amore, tre il matrimonio.
Ogni giorno si raccolgono circa 3.000 euro in monetine – oltre 1 milione di euro l’anno – che vengono devolute a Caritas, organizzazione cattolica che le utilizza per aiutare i più bisognosi della città.
Una bellezza barocca sotto pressione
Costruita tra il 1732 e il 1762 su progetto di Nicola Salvi, la Fontana di Trevi è la più grande di Roma, con 26 metri di altezza e 20 di larghezza. Considerata uno dei capolavori del Barocco romano, ha ricevuto nel 2025 il premio TripAdvisor Travellers’ Choice Best of the Best, mantenendo una valutazione di 4.4 stelle su oltre 100.000 recensioni.
Tuttavia, l’aumento vertiginoso dei turisti ha trasformato l’esperienza in un’odissea. Le recensioni negative raccontano di code interminabili, spintoni, borseggiatori e un’area sempre più invasa da venditori e truffatori.
«La fontana è bellissima ma l’area è dominata da ciarlatani, truffatori e attività che ti spennano», scrive un utente.
Un altro aggiunge: «È sicuramente una tappa obbligata a Roma. Ma è piena zeppa di gente. Sconsigliata a chi soffre di claustrofobia. La calca rovina tutto».
Biglietto d’ingresso: misura ufficiale o solo ipotesi?
Il Comune di Roma, a seguito delle indiscrezioni, ha precisato che nessuna decisione è ancora stata presa, ma la possibilità di introdurre un ticket è in fase di valutazione. Nessuna data ufficiale, dunque, ma l’idea esiste.
Secondo il Corriere della Sera, la misura potrebbe generare circa 20 milioni di euro l’anno, anche se il Comune ha smentito che l’iniziativa sia legata a un’operazione commerciale.
Le autorità parlano invece di tutela del patrimonio e sicurezza pubblica, in risposta a una pressione turistica ormai insostenibile.
Due ingressi distinti: romani da una parte, turisti dall’altra
Tra le novità previste dal piano di controllo accessi, è in fase di preparazione un doppio sistema di entrata: uno dedicato ai romani, uno per i turisti. Un tentativo di evitare code disordinate e disagi per i residenti che vogliono continuare a godersi il monumento.
Limitazioni e polemiche: massimo 400 visitatori
Per contenere la folla, dallo scorso anno il numero massimo di persone autorizzate a trovarsi contemporaneamente davanti alla fontana è stato fissato a 400. È stato anche installato un sistema di code a distanza, simile a quelli adottati nei grandi musei, con guardie a regolare l’afflusso.
Ma il risultato ha generato nuove lamentele.
«Ore di attesa. Mi dispiaceva per i ragazzi che dovevano stare sotto il sole per così tanto tempo», scrive un altro utente su TripAdvisor.
«Folla ingestibile e sistema di accodamento caotico. C’erano delle guardie, ma facevano poco più che dire di non sedersi», aggiunge un altro.
Turismo alle stelle, soluzioni ancora incerte
Non è chiaro se l’introduzione di un biglietto riuscirà a contenere i numeri di un turismo che continua a crescere. L’attrazione resta tra le più visitate d’Italia, e l’idea di far pagare per un simbolo pubblico divide l’opinione pubblica.
Nel frattempo, il Comune di Roma punta a trovare un equilibrio tra accessibilità, tutela e gestione sostenibile di un monumento che – nel bene e nel male – è diventato uno specchio delle contraddizioni del turismo globale.

Lo sapevi che…?
- L’acqua della Fontana di Trevi non proviene dall’acquedotto urbano, ma da un ramo moderno dell’antico Acquedotto Vergine, lo stesso che riforniva le terme di Agrippa.
- Ogni lunedì mattina le monetine vengono raccolte da un team speciale della Polizia Locale, sotto sorveglianza.
- La fontana compare in decine di film, ma la più iconica resta la scena de “La dolce vita” di Fellini con Anita Ekberg.
- Il getto d’acqua centrale misura oltre 2 metri di altezza e ricade in una vasca da 300 metri cubi.
- Nel 2024 è stato installato un sistema di illuminazione a LED per valorizzare il monumento nelle ore notturne.
FAQ
Si pagherà davvero per visitare la Fontana di Trevi?
Al momento non è ancora ufficiale. Il Comune di Roma sta valutando l’ipotesi di un biglietto da 2 euro, ma non c’è ancora una data certa.
Perché vogliono introdurre un ticket?
Per gestire il sovraffollamento, migliorare la sicurezza e garantire la conservazione del monumento.
I residenti romani dovranno pagare?
È previsto un ingresso separato per i romani. Al momento non è chiaro se anche loro saranno soggetti al pagamento.
Cosa succede alle monetine lanciate nella fontana?
Vengono raccolte settimanalmente e donate a Caritas, che le utilizza per progetti di assistenza ai poveri.
Quanto è affollata la fontana?
Molto. Il limite attuale è di 400 persone alla volta, ma spesso si registrano attese di ore per potervi accedere.
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