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Tribunale della Crown Court di Manchester, sede del processo per il nuovo caso di abusi simile al caso Pelicot

Orrore a Manchester, nuovo “caso Pelicot”: marito confessa 20 anni di stupri e violenze sulla moglie drogata, coinvolti altri 12 uomini

Teresa Pitrola 1 settimana fa 0

Un caso che riporta alla mente la vicenda di Gisèle Pelicot sta scuotendo il Regno Unito. Un uomo di sessant’anni, residente nella zona di Stockport, nella Greater Manchester, ha ammesso di aver drogato, violentato e permesso ad altri uomini di abusare sessualmente della moglie per oltre vent’anni. Il suo nome non può essere reso pubblico, per tutelare l’identità della donna.

Sessanta capi d’accusa e la confessione arrivata in due tempi

Sull’uomo pendono complessivamente sessanta capi d’imputazione, tra cui 21 per stupro e per aver condiviso immagini intime della vittima senza il suo consenso. Il percorso giudiziario si è sviluppato in due momenti distinti: già lo scorso giugno l’imputato si era dichiarato colpevole di quindici capi d’accusa, mentre il 14 settembre, davanti alla Crown Court di Minshull Street a Manchester, ha ammesso anche i restanti quarantacinque. Secondo quanto riportato dalla BBC, l’uomo ha confessato singhiozzando una lunga serie di reati: episodi ripetuti di stupro, violenza sessuale penetrativa e somministrazione di sostanze con intento criminoso. In precedenza si era già dichiarato colpevole di aver diffuso, a scopo di gratificazione sessuale, fotografie e video intimi della moglie senza il suo consenso.

I fatti contestati coprono un arco temporale enorme: dal 2004 fino all’ottobre dello scorso anno, quando l’uomo è stato arrestato.

La moglie in aula

La donna, da cui l’imputato si era separato, ha scelto di essere presente in tribunale. Seduta in prima fila nell’aula gremita, accompagnata dai familiari venuti a sostenerla, ha ascoltato la confessione dell’ex marito. Un gesto di coraggio che arriva al termine di anni di sofferenza taciuta, riportati oggi alla luce da un’indagine definita dagli inquirenti “molto complessa”.

Altri dodici uomini coinvolti nel processi

Il caso non si esaurisce con la confessione del marito. Altri dodici uomini, di età compresa tra i 28 e i 74 anni, sono accusati di reati sessuali commessi ai danni della stessa donna, ma hanno scelto di respingere ogni addebito, dichiarandosi non colpevoli su tutta la linea. Per loro il processo dovrebbe aprirsi separatamente e, secondo le prime stime, potrebbe protrarsi fino a quindici settimane.

L’appello della polizia: “Non serve un ricordo nitido per essere creduti”

A commentare la terribile vicenda è stato Rick Jackson, vice capo della polizia della Greater Manchester, che ha sottolineato come la priorità resti ora il sostegno alla vittima “di questa orribile campagna di abusi nel corso di un’indagine molto complessa”. Jackson ha colto l’occasione per rivolgere un appello diretto alla popolazione, invitando chiunque nutra il sospetto di essere stato vittima — o di conoscere una vittima — di abusi sessuali facilitati dall’uso di droghe a farsi avanti: “Non avete bisogno di prove, certezze o di un ricordo nitido per essere presi sul serio. Se ritenete che sia successo qualcosa, per favore segnalatelo o chiedete aiuto”.

Le analogie con il caso Pelicot

La vicenda di Stockport richiama inevitabilmente quella che ha sconvolto la Francia con il processo a Dominique Pelicot, condannato a vent’anni di reclusione per aver drogato e sottoposto a violenza sessuale la moglie Gisèle Pelicot dal 2011 al 2020, permettendo a decine di sconosciuti contattati online di abusare di lei mentre era incosciente. Come nel caso francese, anche in quello britannico emerge lo schema di un abuso domestico protratto nel tempo, reso possibile dalla somministrazione sistematica di sostanze e dal coinvolgimento di terze persone esterne alla coppia.

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