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Via della Giuliana a Roma, luogo degli spari nel quartiere Prati

Spari e paura a Roma, chi è il cecchino di Prati: “Ho sparato per divertimento”

Teresa Pitrola 6 giorni fa 0

È stato identificato l’uomo che per giorni ha seminato paura nel quartiere Prati, a Roma, trasformando un tratto di via della Giuliana in un vero e proprio tiro al bersaglio. Si tratta di Edoardo Ciardello Crescimanno, 50 anni, disoccupato e residente nella stessa strada teatro degli episodi. L’uomo si è presentato spontaneamente ai Carabinieri, accompagnato dal proprio legale, confessando di aver sparato con una carabina ad aria compressa alla scrittrice Cristina Stillitano, colpita al braccio sinistro e sottoposta a un intervento chirurgico per l’asportazione del piombino.

Le indagini e la confessione

A indirizzare gli investigatori verso il cinquantenne sono stati gli accertamenti sull’acquisto dell’arma, effettuato ai primi di settembre in un’armeria della zona. Messo alle strette dagli elementi raccolti, Ciardello Crescimanno ha ammesso le proprie responsabilità. Nella sua abitazione i Carabinieri non hanno trovato solo la carabina ad aria compressa “Weihrauch” acquistata il 5 settembre scorso, ma anche un’ottica di puntamento, due pistole ad aria compressa e un’arma a molla per pallini di plastica, tutte sequestrate.

Un “insospettabile” armato nel quartiere

Come riportato da Il Messaggero, Ciardello Crescimanno era considerato dai vicini una persona del tutto insospettabile. Pochi residenti e commercianti lo ricordano bene, e chi lo conosce lo descrive come “normale”, pur segnalando negli ultimi mesi segni evidenti di difficoltà, legati probabilmente alla perdita del lavoro. Alcuni raccontano che avesse iniziato a chiedere piccoli aiuti economici: un ristoratore della zona riferisce che già a marzo l’uomo si era presentato da lui in condizioni trasandate, con una stampella, per chiedere qualche euro.

Il quotidiano romano riporta inoltre che il cinquantenne era molto attivo sui social network, dove pubblicava con regolarità video e foto della propria quotidianità, panorami notturni di Roma, cene con amici, giornate in piscina. Tra questi contenuti comparivano anche immagini generate con l’ intelligenza artificiale, tra cui quella del tiratore turco Yusuf Dikeç, diventato celebre alle Olimpiadi di Parigi 2024 per il suo equipaggiamento minimalista nella specialità della pistola ad aria compressa: un dettaglio che, secondo gli inquirenti, suggerirebbe un interesse personale e non occasionale per le armi.

Almeno sette episodi analoghi al vaglio dei Carabinieri

Le indagini non si fermano al caso già confessato. I Carabinieri stanno ricostruendo una serie di episodi analoghi avvenuti nei giorni scorsi nella stessa zona, sulla base di testimonianze che parlano di persone colpite o sfiorate dai colpi, oltre a danni riscontrati su serrande e vetrine dei negozi limitrofi. Per definire con precisione la dinamica degli spari sono stati coinvolti gli specialisti del Ris, impegnati in ricostruzioni tridimensionali e nell’analisi delle traiettorie dei piombini recuperati sul posto. Al momento l’uomo è stato denunciato per lesioni aggravate, mentre la Procura di Roma prosegue gli accertamenti per valutare eventuali ulteriori contestazioni legate agli altri episodi.

La vittima: “È una bomba nel quartiere”

Ancora ricoverata in ospedale, Cristina Stillitano è intervenuta telefonicamente alla trasmissione Ore 14 su Rai 2, raccontando lo stato d’animo di questi giorni: “Mi sento meglio anche se il braccio mi fa male, ho due dita intorpidite, non riesco a muoverlo bene”. La donna ha ripercorso le ore successive all’identificazione del responsabile: “Ieri sera ho provato inizialmente sollievo perché questa persona era stata individuata e anche con grande velocità dai carabinieri, ma dopo ho provato un grande sconcerto quando ho saputo che era a piede libero, libero di girare e potenzialmente sparare”.

Stillitano ha poi espresso il timore che l’episodio possa ripetersi: “Uno che, come dichiarato, ha sparato per divertimento potrebbe farlo sempre. Ho paura a passare, a incontrarlo, e che possa agire nei miei confronti o della mia famiglia dato che siamo ora esposti. Secondo me è una bomba nel quartiere”.

Cosa ha detto Ciardello Crescimanno del proprio gesto

Di fronte agli investigatori, l’uomo non ha fornito un movente riconducibile a un rancore personale o a un conflitto con la vittima: ha spiegato di aver sparato “per divertimento”, una definizione che ha colpito profondamente la stessa Stillitano e che restituisce l’immagine di un gesto compiuto senza un reale obiettivo, se non quello di colpire persone a caso lungo la strada. Una spiegazione che, unita al ritrovamento in casa di più armi ad aria compressa e di un’ottica di puntamento, induce ora gli inquirenti a considerare l’ipotesi che gli episodi in via della Giuliana non fossero eventi isolati, ma parte di un comportamento reiterato nel tempo, alimentato — secondo quanto emerso finora — da un interesse personale per le armi che si sarebbe intrecciato con un periodo di crescente fragilità economica e sociale dell’uomo.

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