Menu
Assemblea Generale delle Nazioni Unite durante il voto sulla risoluzione Correct the Map

L’Onu vota per correggere le mappe del mondo, la risoluzione che fa discutere

Teresa Pitrola 4 settimane fa 0

Con 164 voti a favore, uno contrario e sei astensioni, venerdì 4 settembre l’Assemblea Generale dell’ONU ha adottato la risoluzione Correct the Map: Rebalancing global cartographic representation and promoting equitable representation of the world’s regions, particularly Africa, identificata con la sigla A/80/L.104. Il testo chiede un uso più ampio delle proiezioni cartografiche a superficie equivalente, in particolare della proiezione Equal Earth, nei contesti in cui conta la dimensione comparativa dei continenti. A promuoverla è stato il Togo, a nome del Gruppo africano, insieme all’Unione Africana e, come sponsor aggiuntivo, alle Bahamas.

Un voto quasi unanime con un’eccezione pesante

Il risultato numerico racconta da solo la portata politica del voto: la risoluzione non è legalmente vincolante e non impone a Paesi o istituzioni di abbandonare la proiezione di Mercatore, in uso da secoli, ma il consenso raccolto è stato schiacciante. Gli unici sei Paesi ad astenersi sono stati Estonia, Georgia, Lituania, Moldavia, Serbia e Ucraina, mentre gli Stati Uniti sono stati l’unico voto contrario. Washington ha bollato l’iniziativa, in una nota, come parte di un progetto ideologico radicale, arrivando a definire risoluzioni di questo tipo un peso per la credibilità dell’istituzione. Una posizione che ha isolato gli Stati Uniti rispetto a un fronte trasversale che comprendeva, tra gli altri, Francia, Regno Unito e India, mentre l’Unione Europea ha sostenuto il testo pur precisando che l’iniziativa riguarda le dimensioni relative delle terre emerse e non la sovranità o i confini riconosciuti a livello internazionale.

Equal Earth, la proiezione che “raddrizza” le proporzioni

Al centro della disputa c’è la proiezione di Mercatore, ideata dal cartografo fiammingo Gerardus Mercator nel 1569 per risolvere un problema pratico di navigazione marittima, ma diventata nei secoli lo standard de facto per le mappe scolastiche e digitali di tutto il mondo.

Il suo limite è noto ai cartografi da tempo: ingrandendo progressivamente le aree vicine ai poli, restituisce un’Africa visivamente molto più piccola di quanto sia in realtà rispetto, per esempio, all’Europa o al Nord America. La proiezione alternativa promossa dalla campagna, la Equal Earth, è stata sviluppata nel 2018 dai cartografi Bojan Šavrič e Bernhard Jenny e mantiene le proporzioni reali delle superfici, pur distorcendone leggermente le forme. Lo stesso Šavrič, dopo il voto, ha commentato sui social di non aver mai immaginato, al momento della creazione della proiezione, che sarebbe arrivata fino a un’aula ONU.

Non solo geografia, è anche una battaglia di percezione

Per i promotori della campagna, nata dalle organizzazioni Africa No Filter e Speak Up Africa, la questione non è puramente tecnica. Il ministro degli Esteri del Togo, Robert Dussey, ha introdotto la risoluzione ricordando che le mappe orientano l’educazione, alimentano l’immaginario e influenzano le percezioni collettive, aggiungendo che una mappa più giusta non cambia la geografia del mondo, ma cambia il modo in cui lo guardiamo. Il testo della risoluzione stessa descrive la correzione di queste distorsioni come un atto di “giustizia cognitiva e riparazione memoriale”, legando esplicitamente la questione cartografica a un più ampio discorso post-coloniale.

Non è un dettaglio da poco: l’Africa ha una superficie stimata intorno ai 30 milioni di km², circa quattordici volte quella della Groenlandia, eppure sulle mappe in proiezione Mercatore le due masse continentali appaiono quasi paragonabili per estensione.

Cosa cambia davvero

Nella pratica, la risoluzione non obbliga nessuno. Non vieta la Mercatore, che resta pienamente legittima per la navigazione e per tutte le applicazioni in cui contano angoli e direzioni più che le aree, e non impone alcuna sostituzione automatica negli atlanti o nei sistemi digitali già in uso. Si tratta, come specificato dagli stessi promotori, di un invito politico e culturale rivolto a governi, scuole, organizzazioni internazionali e aziende tecnologiche affinché adottino la Equal Earth o altre proiezioni equivalenti nei contesti in cui la dimensione relativa dei continenti è rilevante, accompagnato dall’indicazione di insegnare esplicitamente i limiti di ogni mappa piatta nel rappresentare un pianeta sferico. Va inoltre ricordato che l’Unione Africana, con i suoi 54 Stati membri, aveva già adottato autonomamente la proiezione Equal Earth nel febbraio 2026, ben prima del voto newyorkese, rendendo la risoluzione ONU la naturale prosecuzione internazionale di un percorso già avviato sul continente.

Un segnale simbolico dagli effetti concreti

Al netto della non vincolatività giuridica, il voto ha già prodotto reazioni tangibili. L’Unione Africana ha salutato la risoluzione come una garanzia che le mappe del mondo riflettano finalmente il vero peso e la vera scala dell’Africa, mentre tra gli accademici che hanno sostenuto la campagna, come il professore dell’Università di Cape Town Carlos Lopes, il risultato è stato accolto con toni entusiastici sui social. Nei prossimi mesi è plausibile attendersi aggiornamenti negli atlanti scolastici di diversi Paesi, un maggiore utilizzo della Equal Earth in report e infografiche di agenzie ONU e organizzazioni non governative, ed eventualmente l’introduzione della nuova proiezione come opzione, se non come predefinita, in alcune piattaforme di mappe online. Resta invece aperto, ed è forse l’aspetto più interessante di questa vicenda, il dibattito più ampio sul modo in cui immagini apparentemente neutre — una mappa, un grafico, una fotografia — continuano a plasmare l’idea collettiva di cosa sia “centro” e cosa sia “periferia” nel mondo contemporaneo.

Il voto è stato ripreso da UN News; la campagna ufficiale è su correctthemap.org. Sulle mappe e gli errori che restano stampati per secoli abbiamo raccontato anche il caso di Brigadoon.

Ti è piaciuto? Votalo!

🌍 Le notizie di Cose dell'Altro Mondo direttamente sul tuo telefono

Iscriviti al nostro canale WhatsApp o Telegram — gratis, senza spam, puoi uscire quando vuoi.

Scritto da

Lascia un commento

Rispondi