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Il cast della Serie Classica di Star Trek sul ponte di comando dell'Enterprise

Star Trek compie 60 anni, celebrazioni in grande stile: dal saluto vulcaniano di Londra alla festa arrivata fino allo spazio

Dall’8 settembre 1966 a oggi: origini, numeri e curiosità di Star Trek, le celebrazioni in tutto il mondo per i 60 anni, la mostra al MUFANT di Torino e l’asta di cimeli di Julien’s Auctions.

Teresa Pitrola 2 settimane fa 0

L’8 settembre 1966 la NBC trasmise il primo episodio di “Star Trek”, la serie che oggi chiamiamo Serie Classica. Portava sugli schermi americani la visione di Gene Roddenberry: un futuro fondato su esplorazione, ottimismo e scoperta. L’episodio scelto per il debutto fu “The Man Trap”, in Italia “Trappola umana”. Sessant’anni dopo, quella piccola serie di fantascienza è diventata uno dei franchise più longevi dell’intrattenimento, con 11 serie televisive, 14 film e oltre 900 episodi. Per i fan l’8 settembre è da anni lo “ Star Trek Day “, e nel 2026 la ricorrenza ha assunto un peso tutto particolare.

La nascita: un “western nello spazio” che nessuno voleva

Roddenberry, ex pilota ed ex poliziotto di Los Angeles diventato sceneggiatore, presentò l’idea come una sorta di “carovana verso le stelle”, un western ambientato nello spazio. Il primo episodio pilota, “The Cage”, con Jeffrey Hunter nei panni del capitano Christopher Pike, fu bocciato dalla NBC perché giudicato troppo cerebrale. La rete, però, fece una scelta rarissima e ordinò un secondo pilota. Arrivarono così William Shatner nel ruolo del capitano James T. Kirk, Leonard Nimoy come il vulcaniano Spock e DeForest Kelley come il dottor McCoy. La serie era prodotta dalla Desilu, la casa di produzione di Lucille Ball, che credette nel progetto quando in pochi lo facevano.

Gli ascolti non furono mai trionfali. Dopo la seconda stagione una campagna epistolare dei fan convinse la NBC a non chiuderla, ma nel 1969 la serie si fermò alla terza stagione, dopo 79 episodi. Fu solo l’inizio: le repliche su altre emittenti televisive negli anni Settanta la trasformarono in un fenomeno di culto, fecero nascere le prime convention dei fan e spinsero la Paramount a riportarla in vita.

Sei decenni di viaggi: le tappe della saga

Dopo una serie animata nel 1973-74, l’Enterprise approdò al cinema nel 1979 con “Star Trek: The Motion Picture”. Seguirono i film con il cast originale, tra cui “L’ira di Khan” del 1982, spesso considerato il migliore della saga, e “Rotta verso la Terra” del 1986. Quest’ultimo è diventato il film classico di maggior successo commerciale, con 110 milioni di dollari incassati al box office nordamericano.

Nel 1987 arrivò “The Next Generation”, con Patrick Stewart nei panni del capitano Jean-Luc Picard: sette stagioni e quattro film che portarono Star Trek a una nuova generazione di spettatori. Negli anni Novanta e nei primi Duemila si susseguirono “Deep Space Nine”, “Voyager”, con la prima capitana protagonista, Kathryn Janeway, ed “Enterprise”. Dopo una pausa, nel 2009 J.J. Abrams rilanciò la saga al cinema con un reboot interpretato da Chris Pine e Zachary Quinto, seguito da “Into Darkness” e “Beyond”.

L’era dello streaming ha poi aperto un nuovo capitolo, con “Discovery”, “Picard”, “Lower Decks”, “Prodigy”, “Strange New Worlds”, il film “Section 31” e, nel 2026, “Starfleet Academy”. La quarta stagione di “Strange New Worlds” si è conclusa il 24 settembre su Paramount+, e la serie tornerà nel 2027 per la quinta e ultima stagione.

Più di una serie: un laboratorio di valori

Star Trek è diventato un punto di riferimento culturale soprattutto per ciò che rappresentava. Negli anni della Guerra fredda e delle lotte per i diritti civili, sul ponte dell’Enterprise lavoravano insieme un russo, un giapponese-americano, un’ufficiale afroamericana e un alieno. Nichelle Nichols, la tenente Uhura, raccontò più volte che fu Martin Luther King in persona a convincerla a non lasciare la serie, perché rappresentava un modello per milioni di afroamericani. Il bacio tra Kirk e Uhura nell’episodio “Plato’s Stepchildren”, del 1968, è ricordato come uno dei primi baci interrazziali della televisione americana.

John Van Citters, responsabile dello sviluppo del marchio, ha spiegato bene questa longevità: secondo lui Star Trek è soprattutto un marchio fondato su valori, e l’impianto originale di Roddenberry si è dimostrato abbastanza flessibile da restare attuale per ogni nuova generazione di spettatori.

Curiosità: dal saluto vulcaniano al cellulare

Il celebre saluto vulcaniano, con le dita divise a V, fu inventato da Leonard Nimoy ispirandosi a una benedizione ebraica. La frase “Beam me up, Scotty”, diventata proverbiale, in realtà non è mai stata pronunciata esattamente così nella serie. Il comunicatore di Kirk viene spesso citato come fonte d’ispirazione per i telefoni cellulari a conchiglia, e Star Trek ha contribuito a immaginare tablet, videochiamate e assistenti vocali decenni prima che esistessero.

Il linguaggio klingon, sviluppato dal linguista Marc Okrand, ha un vocabolario, una grammatica, dizionari e perfino traduzioni di Shakespeare. Nel 1976 una campagna di lettere dei fan convinse la NASA a chiamare “Enterprise” il primo prototipo di Space Shuttle. E nel 2021 William Shatner, a 90 anni, è volato davvero nello spazio a bordo di una capsula Blue Origin, diventando la persona più anziana ad averlo fatto in quel momento.

Le celebrazioni nel mondo: da Londra all’orbita terrestre

Per il sessantesimo, Paramount ha organizzato proiezioni, eventi per i fan, speciali televisivi e partnership che vanno da Hollywood a Londra fino alla Stazione spaziale internazionale. Il momento simbolo è stato il saluto vulcaniano: una celebrazione digitale globale culminata al Science Museum di Londra, dove 934 fan hanno conquistato il Guinness World Record per il maggior numero di persone che eseguono contemporaneamente il saluto vulcaniano. Nella capitale britannica anche le stazioni della metropolitana di King’s Cross St Pancras e South Kensington sono state allestite a tema.

La celebrazione è arrivata letteralmente nello spazio: l’astronauta dell’Agenzia spaziale europea Sophie Adenot ha indossato a bordo della ISS il distintivo da capitano di “Strange New Worlds”. A Los Angeles l’Autry Museum ha ospitato una proiezione gratuita all’aperto di “The Man Trap”, e sulla Hollywood Walk of Fame è stata restaurata la stella dedicata a Gene Roddenberry. In Germania il Movie Park ha celebrato lo Star Trek Day con spettacoli, cosplay e ospiti speciali.

Negli Stati Uniti, dal 4 all’8 settembre, oltre 750 cinema hanno proiettato i film classici restaurati in 4K, abbinati per la prima volta sul grande schermo a episodi della Serie Classica. Nel Regno Unito e in Irlanda, il mercato più importante per Star Trek dopo gli Stati Uniti, è tornato nelle sale “Rotta verso la Terra” per i suoi 40 anni.

Da ottobre arriva nei cinema Regal il documentario “The Sixty-Year Mission: How Star Trek Changed Television And The World”, coprodotto da William Shatner. Tra i prodotti celebrativi spiccano il set LEGO del ponte di comando dell’Enterprise, composto da 1.701 pezzi come il numero di registro della nave, le monete commemorative della Royal Mint e la prima versione reale del Brandy sauriano, il liquore apparso proprio in “The Man Trap”. Il 29 settembre Star Trek riceverà inoltre il premio Franchise of the Year alla Broadcasting + Cable Hall of Fame.

Anche l’Italia festeggia Star Trek

Anche l’Italia ha reso omaggio all’Enterprise. A luglio l’ Italian Global Series di Riccione ha dedicato una serata ai 60 anni della saga, con l’anteprima della quarta stagione di “Strange New Worlds” alla presenza di Anson Mount, Rebecca Romijn e Celia Rose Gooding, insieme a Jeri Ryan e al regista Nicholas Meyer.

A Torino, il MUFANT, il Museo del Fantastico e della Fantascienza, ha inaugurato la mostra “Star Trek 60”, visitabile fino al 30 dicembre, con action figure, diorami, riproduzioni di phaser, tricorder e comunicatori e la celebre scacchiera tridimensionale. Al centro della sala c’è la riproduzione della poltrona di comando dell’Enterprise, donata da Gabriella Lisiero, moglie del cofondatore dello Star Trek Italian Club Alberto Lisiero. All’inaugurazione è stato proiettato “Dell’Amore e dell’Onore”, presentato come il primo fan film di Star Trek realizzato in Italia.

Julien’s Auctions e il mercato dei cimeli

Tra le iniziative più attese dai collezionisti c’è l’asta “On Air: 60 Years of Star Trek” di Julien’s Auctions, la casa d’aste californiana specializzata in memorabilia dello spettacolo. L’evento celebra l’anniversario con la partecipazione dello storico e collezionista Rob Klein. Date e lotti sono consultabili sul sito della casa d’aste.

Julien’s ha già scritto pagine importanti nella storia dei cimeli trekkiani. Nel novembre 2024, all’asta “Bid Long & Prosper” di Los Angeles, i fan hanno speso complessivamente 3,6 milioni di dollari. In quell’occasione il phaser originale usato da William Shatner nei panni di Kirk nella Serie Classica è stato venduto per 910mila dollari, e il comunicatore di Kirk ha raggiunto i 780mila dollari, quasi otto volte la stima iniziale. Numeri che hanno reso Julien’s detentrice dei record per due tra i cimeli di Star Trek più pagati di sempre.

Nel frattempo anche le produzioni più recenti hanno messo all’asta parte delle loro scenografie. Con il marchio “Star Trek Universe: 60th Anniversary Auction”, sono stati venduti elementi dei set di “Strange New Worlds”, “Starfleet Academy” e “Discovery”. Una parte del ricavato è destinata all’organizzazione no profit DoSomething.

Verso il futuro

Le celebrazioni non sono finite. A novembre arriveranno la collaborazione tra Magic: The Gathering e Star Trek e il volume DK “Star Trek Timelines”, mentre al New York Comic Con del 10 ottobre è previsto un panel dedicato alla seconda stagione di “Starfleet Academy”, con ospiti a sorpresa. Sessant’anni dopo il primo viaggio dell’Enterprise, la missione di Star Trek resta la stessa: spingersi là dove nessuno è mai giunto prima, ricordando che il futuro può essere migliore del presente.

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