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Marracash e Fedez si sono divisi sugli scontri che il 17 e 18 ottobre 2026 hanno devastato il centro di Milano: il primo ha scritto che «con le buone non cambi le cose», il secondo ha accusato gli artisti ricchi di sostenere la protesta. Nessuno dei due ha citato l’altro per nome. Il botta e risposta però ha coinvolto mezzo rap italiano.
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Scontri a Milano: cosa è successo il 17 e 18 ottobre 2026
Le proteste contro il carovita sono degenerate in scontri con le forze dell’ordine, vetrine distrutte e negozi saccheggiati in centro, soprattutto nella zona del Duomo. Per la sola giornata di domenica 18 ottobre il Dipartimento della Pubblica sicurezza, secondo il Corriere della Sera, ha contato:
271 persone accompagnate in questura, di cui 220 minorenni; 32 arresti, di cui 23 minorenni; 14 operatori feriti tra polizia e polizia locale.
Il 20 ottobre, riporta l’ ANSA, il gip ha lasciato in carcere quattro maggiorenni arrestati per gli scontri di sabato e ha mandato il quinto ai domiciliari. Le accuse sono devastazione e saccheggio e resistenza pluriaggravata. Il giudice parla di «un preciso progetto di destabilizzazione dell’ordine pubblico». Per tutti vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
Marracash sugli scontri di Milano: cosa ha scritto
Il 19 ottobre Marracash ha pubblicato un post su Instagram. «Non ho mai creduto nella protesta attraverso i social, con le buone non cambi le cose», ha scritto secondo LaPresse. Molti utenti lo hanno accusato di giustificare la violenza. Lui ha risposto nei commenti, riporta Sky TG24: «A tutti gli indignati sotto questo post, io dico queste cose da sempre, dalle prime canzoni. Cambiate artista».
Fedez contro Marracash: l’accusa agli artisti ricchi
Il 20 ottobre Fedez ha risposto con una lunga riflessione sulla pagina di Pulp Podcast. Ha scritto di capire perché le vetrine del centro siano «il bersaglio perfetto» e poi ha puntato il dito sui colleghi: «A promuovere quella idea di successo ci siamo noi. Siamo noi che andiamo alle sfilate, postiamo gli orologi di lusso, i viaggi e i vestiti».
Senza fare nomi, ha aggiunto una frase letta come rivolta a Marracash: «Sento dire che è giusto sfondare le vetrine da qualcuno che, alla Prima della Scala, si è fatto fotografare con Beppe Sala e mi vengono dei dubbi». E ai ragazzi in piazza: «I manifestanti non sono Pokémon da scagliare per il proprio tornaconto per cercare di intercettare nuove audience».
La replica di Marracash: «Mai inneggiato alla violenza»
Lo stesso 20 ottobre Marracash è tornato sul tema con un nuovo post, riportato da MilanoToday: «Io non ho mai inneggiato alla violenza. Siamo tutti d’accordo a condannare la violenza, ogni tipo di violenza». E ha chiesto: «Cosa porta dei minorenni a mettersi il cappuccio e andare a rischiare di essere presi a manganellate o arrestati in centro?».
Poi la risposta a chi gli contesta di parlare da ricco: «Ho visto i primi euro intorno ai 30 anni, ora ne ho 47, non sono ancora in pari». E la chiusura: «Aver fatto i soldi non cancella più di metà della mia vita e soprattutto non mi impedisce di desiderare un mondo più equo e più giusto per tutti, né di lottare per questo».
Marracash e Fedez: chi si è schierato nel rap
Ghali, a margine della Festa del Cinema di Roma, ha distinto tra chi usa la violenza e chi manifesta: «Pensiamo a coloro che stanno manifestando pacificamente perché è quello che conta». Sayf ha scritto che «la violenza di pochi diventa così il pretesto per delegittimare le ragioni di molti». Willie Peyote, dal palco del Fabrique di Milano, ha detto che «la violenza va sempre condannata, ma viviamo in un sistema molto violento». Hanno preso posizione anche Nayt, Luchè e Nerone.
Frankie hi-nrg mc, in un’intervista a Repubblica ripresa da Sky TG24, ha definito la frase di Marracash «una semplificazione che si presta alle strumentalizzazioni». Su Fedez è stato netto: «diffidiamo anche di lui». E sul genere musicale: «il problema non è il rap, ma la società stessa».
Fuori dal rap si è schierata Selvaggia Lucarelli. Nella sua newsletter, racconta Adnkronos, si è detta «sempre dalla parte di Marracash» e ha parlato dei «cani sciolti come Marra che continuano a stare scomodi anche nei posti comodi».
Il nuovo decreto sicurezza dopo gli scontri di Milano
Il 20 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto sicurezza. Secondo la premier Giorgia Meloni, citata dall’ ANSA, chi in un corteo si unisce a un gruppo di almeno cinque persone e lancia oggetti rischia fino a cinque anni di carcere e 20mila euro di multa, con pene più alte se ha il volto coperto o ferisce qualcuno. Per i danni causati dai minorenni pagano i genitori.
Dal testo è saltata, dopo il confronto con il Quirinale, la norma che dava poteri di polizia giudiziaria ai militari. Secondo Fanpage i 500 militari inviati a Milano resteranno fino al 31 dicembre 2026 con le funzioni ordinarie dell’operazione Strade sicure.
Domande frequenti
Cosa ha scritto Marracash sugli scontri di Milano?
Il 19 ottobre 2026 Marracash ha scritto su Instagram di non aver mai creduto nella protesta sui social e che «con le buone non cambi le cose». Accusato di giustificare la violenza, il 20 ottobre ha precisato: «Io non ho mai inneggiato alla violenza» e ha parlato di un fallimento della società.
Perché Fedez ha criticato Marracash?
Fedez accusa gli artisti di promuovere il lusso e poi di sostenere chi sfonda le vetrine. Senza fare nomi ha citato chi si è fatto fotografare alla Prima della Scala con il sindaco Beppe Sala. Ha invitato i ragazzi a non farsi usare come simboli da chi cerca nuovo pubblico.
Cosa prevede il decreto sicurezza approvato il 20 ottobre 2026?
Introduce pene fino a cinque anni di carcere e 20mila euro di multa per chi, in un gruppo di almeno cinque persone, lancia oggetti durante un corteo. Prevede che a pagare i danni dei minorenni siano i genitori. È saltata la norma sui poteri di polizia giudiziaria ai militari.
Letto su cosedellaltromondo.it — https://www.cosedellaltromondo.it/marracash-fedez-scontri-milano/

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