In Romagna, su una collina dell’Appennino, arde una fiamma che non si spegne mai. Molti la conoscono come “il vulcano più piccolo del mondo”, ma di vulcanico non ha nulla. Si trova sul Monte Busca, nel comune di Tredozio, in provincia di Forlì-Cesena, e il fuoco che la rende famosa non nasce dal magma, ma dal gas che filtra dal sottosuolo.
Chi sale fin lassù trova una piccola lingua di fuoco che esce da una fessura nel terreno, in mezzo a un prato collinare. L’immagine richiama quella di un cratere in miniatura, e proprio da questa somiglianza nasce il soprannome. La spiegazione, però, è un’altra e riguarda la geologia del posto, non il vulcanismo.
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Perché non è un vulcano
Il fenomeno è un’emanazione naturale di idrocarburi gassosi, in prevalenza metano, che risale dal sottosuolo. A contatto con l’ossigeno dell’aria, il gas resta acceso in modo permanente, dando vita a una fiamma stabile che continua a bruciare nel tempo. Non c’è camera magmatica, non c’è lava, non ci sono eruzioni: c’è un giacimento di gas che trova una via d’uscita e, una volta innescato, alimenta il fuoco in superficie.
Fenomeni di questo tipo, noti come fuochi naturali o fontane ardenti, esistono in diverse parti del mondo dove il gas affiora dal terreno. Il Monte Busca ne è l’esempio più celebre in Italia, al punto da essersi guadagnato un soprannome che, pur impreciso dal punto di vista scientifico, ne ha costruito la fama.

La fiamma e la sua storia
Attorno a questa emissione si è intrecciata anche una storia novecentesca. Secondo le ricostruzioni locali, nel 1939 venne realizzato un gasdotto che portava il gas dal punto di fuoriuscita naturale fino alla strada provinciale, dove fu costruito un piccolo edificio in stile littorio, inaugurato da Mussolini. Dopo la Seconda Guerra Mondiale l’impianto cadde in disuso, ma il gas continuò a filtrare dal terreno, tornando a bruciare nella posizione in cui oggi si osserva la fiamma.
Si racconta inoltre che, in passato, gli abitanti della zona sfruttassero quel fuoco sempre acceso per le necessità quotidiane. È un aneddoto che accompagna da tempo il luogo, legato all’immagine di una fiamma utile e familiare più che a un fenomeno da temere.

Dove si trova e cosa aspettarsi
Il Monte Busca sorge sulla sommità di un colle nel territorio di Tredozio, in una posizione che domina la valle verso Portico. La fiamma è di dimensioni contenute e il suo aspetto cambia molto a seconda della luce: nelle ore del crepuscolo e di sera il contrasto tra il fuoco e il prato circostante diventa più marcato, ed è il momento che molti visitatori scelgono per raggiungere il sito.
Resta una curiosità naturale più che un’attrazione spettacolare. Chi ci arriva aspettandosi un vulcano in miniatura trova una piccola lingua di fuoco che brucia nel silenzio della collina, alimentata da un processo geologico che va avanti da lungo tempo.
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