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Donna adulta seduta a tavola con pasto sano durante regime di digiuno intermittente, concetto di gestione del morbo di Crohn

Mangiare solo per 8 ore al giorno può ridurre i sintomi del Crohn? I dati sorprendono

Cose dell'Altro Mondo 4 settimane fa 0 92

Mangiare in una finestra di otto ore al giorno può ridurre in modo significativo i sintomi del morbo di Crohn. Non è una teoria, ma il risultato di uno studio randomizzato controllato di 12 settimane condotto dall’Università di Calgary e finanziato dalla Crohn’s & Colitis Foundation, pubblicato sulla rivista scientifica Gastroenterology.

In sintesi, nei pazienti che hanno adottato l’alimentazione a tempo limitato (TRF), l’attività della malattia è diminuita del 40%, mentre il dolore addominale si è ridotto del 50%.

Lo studio ha coinvolto 35 adulti con morbo di Crohn e sovrappeso o obesità. I risultati, pur su un campione contenuto, aprono uno scenario nuovo nella gestione della malattia infiammatoria cronica intestinale.

Come funziona l’alimentazione a tempo limitato

L’alimentazione a tempo limitato (Time-Restricted Feeding, TRF) prevede:

  • consumo di tutti i pasti entro 8 ore;
  • digiuno nelle restanti 16 ore;
  • applicazione del regime per almeno 6 giorni a settimana.

Nel trial clinico, i partecipanti hanno mantenuto qualità e quantità calorica simili al gruppo di controllo. La differenza non era nel “cosa” mangiare, ma nel “quando”.

I numeri dello studio

I risultati sono netti:

  • perdita media di circa 2,5 kg (5,5 libbre) nel gruppo TRF;
  • aumento medio di circa 1,5 kg (3,7 libbre) nel gruppo controllo;
  • riduzione significativa del grasso viscerale;
  • miglioramento dei marcatori infiammatori nel sangue;
  • livelli più bassi di leptina e PAI-1;
  • maggiore diversità del microbiota intestinale.

Secondo la professoressa Maitreyi Raman, associata di Medicina presso l’Università di Calgary:

“Questo studio dimostra che, sebbene la perdita di peso sia un risultato importante nelle persone con sovrappeso e morbo di Crohn, un’alimentazione a tempo limitato offre ulteriori benefici che vanno oltre la semplice riduzione del peso corporeo”.

E aggiunge:

“Abbiamo osservato miglioramenti significativi nei sintomi della malattia, una riduzione del disagio addominale, cambiamenti favorevoli nel metabolismo e nell’infiammazione e promettenti cambiamenti nella flora batterica intestinale, il che suggerisce che il digiuno intermittente può aiutare i pazienti a mantenere una remissione duratura dal morbo di Crohn”.

Cos’è il morbo di Crohn

Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica intestinale (IBD) caratterizzata da:

  • dolori addominali;
  • diarrea;
  • stanchezza;
  • presenza di muco e sangue nelle feci.

Il trattamento è prevalentemente farmacologico: antiinfiammatori e immunomodulatori per regolare l’attività del sistema immunitario. Nei casi più gravi può rendersi necessario un intervento chirurgico per rimuovere le porzioni intestinali danneggiate.

Le linee guida nutrizionali generalmente sconsigliano:

  • cibi piccanti;
  • alcol;
  • caffeina;
  • eccesso di grassi;
  • eccesso di fibre;
  • latticini in fase attiva.

Digiuno intermittente (TRF)

CaratteristicaDettaglio
Finestra alimentare8 ore
Digiuno16 ore
Durata studio12 settimane
Partecipanti35 adulti con Crohn e sovrappeso
Riduzione attività malattia-40%
Riduzione dolore addominale-50%
Perdita di peso~2,5 kg
PubblicazioneGastroenterology

Morbo di Crohn

AspettoDescrizione
Tipo di patologiaMalattia infiammatoria cronica intestinale
Sintomi principaliDolore, diarrea, affaticamento
Terapia standardAntiinfiammatori, immunomodulatori
Possibile chirurgiaSì, nei casi gravi
Fattori nutrizionali rilevantiFrequenza pasti, qualità dieta
Nuova evidenzaBeneficio potenziale del TRF

Metabolismo, immunità e microbiota

Andres Lorenzo Hurtado, vicepresidente senior della Ricerca Traslazionale presso la Crohn’s & Colitis Foundation, ha dichiarato:

“Questa ricerca suggerisce che cambiare il momento in cui mangiamo, non solo cosa mangiamo, può migliorare il metabolismo, aiutare il sistema immunitario a funzionare meglio e favorire la remissione a lungo termine del morbo di Crohn”.

Anche Natasha Haskey, ricercatrice associata, sottolinea che il TRF potrebbe rappresentare un’opzione sostenibile, biologicamente fondata, da integrare alle terapie farmacologiche.

I ricercatori evidenziano che, pur non parlando di “guarigione”, il rimodellamento metabolico e immunologico osservato si traduce in un miglior controllo dei sintomi.

Donna adulta seduta a tavola con pasto sano durante regime di digiuno intermittente, concetto di gestione del morbo di Crohn© cosedellaltromondo.it | AI Generated - Free to Use
L’alimentazione a tempo limitato può ridurre i sintomi del morbo di Crohn secondo uno studio clinico.

Attenzione

Il campione è ridotto (35 persone) e la durata limitata a 12 settimane. Non è uno studio definitivo, ma è il primo randomizzato controllato a dimostrare un impatto così significativo sull’attività del Crohn.

È fondamentale che i pazienti con IBD consultino il proprio medico prima di modificare la dieta.

FAQ

Il digiuno intermittente sostituisce i farmaci?
No. È un possibile supporto, non una terapia sostitutiva.

Serve ridurre le calorie?
No. Nello studio l’introito calorico era simile tra i gruppi.

Tutti i pazienti con Crohn possono farlo?
Serve valutazione medica individuale.

Quanto tempo serve per vedere benefici?
Nello studio i miglioramenti sono emersi in 12 settimane.


Per chi vuole monitorare le finestre di digiuno e i parametri metabolici, può essere utile un fitness tracker con monitoraggio del battito cardiaco e del sonno, utile per tenere sotto controllo ritmi circadiani e attività fisica durante protocolli di digiuno intermittente.

Fonti:

Crediti fotografici

  • L’alimentazione a tempo limitato può ridurre i sintomi del morbo di Crohn secondo uno studio clinico.: © cosedellaltromondo.it | AI Generated - Free to Use
  • Donna che pratica digiuno intermittente per il controllo del morbo di Crohn: © cosedellaltromondo.it | AI Generated - Free to Use

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