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Athos Salomé

Il veggente che aveva previsto il Covid lancia l’allarme sul 2026

Cosimo Selmi 2 mesi fa 0 5.1 K

Athos Salomé è un mistico brasiliano conosciuto a livello internazionale come il “Nostradamus vivente”. Il 39enne è diventato popolare negli ultimi anni per alcune previsioni ritenute accurate su grandi eventi globali, tra cui l’inizio della pandemia di coronavirus e la morte della regina Elisabetta II nel 2022.

Ora Salomé ha condiviso una nuova serie di visioni sul 2026. Il quadro che emerge è complesso e a tratti inquietante: instabilità politica, conflitti senza una vera conclusione, un peggioramento degli effetti del cambiamento climatico e nuove vulnerabilità tecnologiche. Accanto a questi scenari critici, non mancano però segnali di progresso nel campo medico e scientifico.

Le sue previsioni toccano diversi continenti e ambiti, dalla geopolitica alla sanità pubblica, passando per la cybersicurezza e l’emergenza climatica. Un racconto che intreccia fatti già in corso e possibili sviluppi futuri, in un mondo che secondo Salomé si prepara ad affrontare un periodo di tensione prolungata.

Guerre che continuano senza vincitori

Secondo Salomé, uno degli elementi centrali del 2026 sarà la persistenza dei conflitti armati. Il sensitivo ha avvertito che “le guerre continueranno senza vincitori”, una condizione che porterà a un logoramento prolungato senza soluzioni definitive.

Il riferimento principale riguarda il conflitto tra Russia e Ucraina. Nonostante gli sforzi diplomatici, Salomé sostiene che la guerra non troverà una conclusione formale nemmeno nel prossimo anno.

Mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per colloqui di pace molto attesi, il veggente ha lanciato un monito chiaro: il conflitto è destinato a continuare.

Ucraina, uno stallo destinato a durare

Con l’invasione russa dell’Ucraina entrata nel suo quarto anno, Salomé prevede un esito caratterizzato da un lungo stallo.

Secondo la sua visione, il risultato sarà “un lungo stallo con avanzamenti e ritirate senza un trattato formale che definisca confini o territori”.

Questo scenario, secondo il mistico, costringerà l’Europa a mantenere un alto livello di vigilanza. La maggior parte dei Paesi europei resta alleata dell’Ucraina e, sempre secondo Salomé, gli sforzi di ricostruzione potrebbero coincidere con nuovi attacchi.

Il rischio non sarebbe quindi solo militare ma anche economico e sociale, con una ricostruzione fragile esposta a continue minacce.

L’Europa orientale non è l’unica area destinata a vivere momenti critici. Salomé guarda anche all’Asia orientale, dove la Cina continua a scontrarsi con quelle che definisce “forze separatiste” a Taiwan.

In questi giorni Pechino ha condotto esercitazioni militari attorno a Taiwan, simulando la presa e il blocco di aree strategiche dell’isola. Le manovre, denominate “Justice Mission 2025”, sono arrivate poco dopo l’approvazione da parte di Washington della vendita di armamenti a Taiwan per un valore di 11 miliardi di dollari, una decisione che ha irritato profondamente la leadership cinese.

Le tensioni coinvolgono anche il Giappone. La premier Sanae Takaichi ha dichiarato che il Paese potrebbe affrontare una “situazione che minaccia la sopravvivenza” nel caso in cui la Cina usasse la forza contro Taiwan.

Una guerra di logoramento senza invasione diretta

Secondo Salomé, però, è improbabile che queste tensioni sfocino in una invasione su larga scala. Più realistico, nella sua visione, è l’avvio di una guerra di logoramento.

Ha parlato di “blocchi messi in scena, cyberattacchi, difficoltà finanziarie, problemi per le forniture di semiconduttori e una guerra dell’informazione calcolata”.

E ha aggiunto: “L’obiettivo è logorare gli avversari, testare i limiti e aumentare il controllo, niente grande guerra”.

Instabilità cronica in Africa occidentale e nel Sahel

Salomé ha rivolto l’attenzione anche all’Africa occidentale e alla regione del Sahel, che secondo lui resteranno “intrappolate in un’instabilità e in una disgregazione senza fine”.

Questa previsione arriva mentre il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha segnalato nel dicembre 2025 un “notevole aumento degli attacchi da parte di gruppi armati e terroristi in Burkina Faso, Mali e Niger”. Secondo l’ONU, intere comunità sono state costrette ad abbandonare le proprie case a causa delle violenze.

Regno Unito, Stati Uniti e Francia hanno invitato i propri cittadini a lasciare immediatamente queste aree. Salomé ritiene che queste “zone fragili” continueranno a esserlo anche nel 2026, a causa della mancanza di una governance solida.

Le conseguenze previste includono nuove spinte migratorie, scarsità di risorse e problemi a catena che potrebbero estendersi verso l’Europa e il Medio Oriente.

Athos Salomé

Cyberattacchi sempre più mirati

Dopo un anno segnato da gravi attacchi informatici Salomé prevede un’escalation nel 2026.

Secondo il sensitivo, aumenteranno gli attacchi mirati a risorse essenziali come energia, acqua e comunicazioni nelle grandi città, soprattutto in Nord America e in Europa occidentale.

Anche eventi globali di grande visibilità, come i Mondiali di calcio che si terranno negli Stati Uniti e in Messico, potrebbero diventare bersagli vulnerabili.

Salomé ha spiegato che “questi attacchi non servono solo a causare problemi tecnici, ma sono pensati per spaventare politicamente, economicamente e mentalmente”.

Progressi medici e terapie genetiche

In un quadro così complesso, non mancano elementi positivi. Salomé ha indicato importanti passi avanti nel campo medico, in particolare per quanto riguarda le terapie basate su CRISPR.

Secondo le sue parole, ospedali e centri di ricerca negli Stati Uniti, in Europa e in Asia stanno vivendo “grandi successi con i trattamenti basati su CRISPR”.

CRISPR è una tecnologia rivoluzionaria di editing genetico che consente di modificare il DNA per correggere mutazioni e combattere malattie. Un esempio concreto è arrivato nel gennaio scorso, quando il Servizio Sanitario Nazionale britannico ha approvato una terapia di editing genetico per i pazienti affetti da anemia falciforme, definita “trasformativa” e capace di offrire “la speranza di una cura per chi affronta una forma grave della malattia”.

Sanità pubblica e stato di allerta permanente

Nonostante i progressi scientifici, Salomé ha lanciato un allarme sul fronte della salute pubblica. A suo avviso il mondo sta entrando in uno “stato di allerta permanente”.

Dall’influenza aviaria nelle aree rurali di Stati Uniti ed Europa, alle epidemie di dengue nei Paesi tropicali, fino ai focolai di Mpox nelle grandi città, i sistemi sanitari devono essere pronti a reagire rapidamente.

La sua preoccupazione principale resta però quella che definisce “esaurimento del sistema”. Gli ospedali rischiano di essere sovraccarichi, i finanziamenti troppo frammentati e la cooperazione internazionale insufficiente per affrontare le emergenze globali.

Clima estremo e disastri naturali in aumento

Il cambiamento climatico, secondo Salomé, aggraverà ulteriormente questo quadro. Per il 2026 prevede che parti d’Europa, tra cui Spagna, Italia e Grecia, saranno colpite da “ondate di calore super intense”.

Ha inoltre ricordato le devastanti inondazioni nel Sud-est asiatico, che tra settembre e dicembre di quest’anno hanno causato quasi 800 morti in Indonesia, Thailandia e Malesia.

Anche il Sud America ha vissuto eventi estremi, con lunghi periodi di siccità nel centro-ovest del Brasile e alluvioni nel sud e sud-est. Medio Oriente e Nord Africa hanno affrontato caldo estremo e scarsità d’acqua.

Secondo Salomé, il cambiamento climatico resterà un “problema enorme” nel 2026 e nuovi disastri naturali emergeranno rapidamente.

Fonte: Daily Mail.


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