Il pomeriggio del 19 maggio, Eugénia e Artur Quintas, una coppia di residenti locali, hanno notato due bambini che vagavano spaventati lungo la strada rurale N235, tra Alcácer do Sal e la località balneare di Comporta, nel sud del Portogallo. Si chiamano Barthélémy e Zacharie, hanno 3 e 5 anni, e erano sporchi, pieni di lividi e visibilmente terrorizzati. Piangevano e, secondo quanto riferito dalle autorità, chiamavano il loro padre. Nello zaino che portavano sulle spalle, solo l’essenziale: un cambio di vestiti, due pezzi di frutta e due bottiglie d’acqua.
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Il “gioco” per scacciare il male
Interrogati dagli investigatori, i bambini hanno consentito di ricostruire una storia agghiacciante.
La madre e il patrigno li avevano portati in una zona boschiva isolata, dicendo che avrebbero dovuto partecipare a un gioco per “scacciare il diavolo”. I bambini erano stati bendati e istruiti di rimuovere le bende solo dopo aver trovato un coltello che era stato sepolto nel terreno. Il bambino più grande aveva cominciato a scavare nel tentativo di seguire le istruzioni. Quando aveva finalmente tolto la benda, si era ritrovato solo tra gli alberi, con il fratellino di tre anni accanto a lui. L’auto della madre e del patrigno era già sparita.
Chi sono gli arrestati
Marine Rousseau e Marc Ballabriga sono stati rintracciati a Fátima, a circa 170-200 chilometri dalla zona in cui i minori sono stati trovati. Li hanno arrestati in un bar, mentre facevano colazione. Entrambi hanno reagito con il silenzio quando sono stati avvicinati dagli agenti della GNR.
Marine Rousseau, 41 anni, originaria di Colmar, in Alsazia, si presentava sui social come sessuologa ed educatrice: una figura professionale che parlava di traumi, ascolto, corpo, genitorialità e benessere. Il contrasto con le accuse che le vengono mosse è stridente. Il compagno Marc Ballabriga, 55 anni, è un ex gendarme francese: nel suo passato c’è una condanna legata a episodi di violenza domestica e molestie nei confronti della madre di sua figlia, ed era già monitorato dalla giustizia francese per contenuti social ritenuti antisemiti e cospirazionisti.
Una fuga pianificata attraverso l’Europa
La vicenda non è nata improvvisamente. La famiglia era entrata in Portogallo l’11 maggio passando dal confine spagnolo di Bragança e aveva poi percorso oltre 500 chilometri prima di fermarsi in un hotel vicino alla zona dove i bambini sono stati ritrovati. La procura francese di Colmar aveva già individuato madre e figli il 12 maggio in Spagna, dove erano stati ripresi dalle telecamere. Nel frattempo, il padre biologico dei piccoli aveva denunciato la scomparsa dei bambini alle autorità francesi, segnalando un possibile viaggio in Spagna o in Portogallo. In Miranda do Douro, Marine Rousseau aveva usato una carta bancaria, il che aveva allertato le autorità sulla presenza della coppia sul territorio nazionale portoghese.
Particolarmente inquietante è il fatto che, partendo dalla Francia, la donna avesse lasciato nell’appartamento di Colmar un altro figlio, di 16 anni.
In cella tra canti religiosi e resistenza
Il tribunale di Setúbal ha disposto la custodia cautelare per entrambi, accusati di due capi d’accusa per aver messo in pericolo o abbandonato i bambini, con la sola accusa di lesioni aggravate a carico del compagno. Marine Rousseau è stata trasferita al carcere di Tires, nel comune di Cascais, mentre Ballabriga, inizialmente portato al carcere di Setúbal, è stato poi trasferito a Lisbona a causa del sovraffollamento della struttura penitenziaria. Secondo quanto riferito dagli investigatori, durante il trasferimento in tribunale lui avrebbe opposto resistenza agli agenti, mentre lei avrebbe reagito cantando inni religiosi: due comportamenti che hanno contribuito a dipingere un quadro psicologico inquietante.
L’indignazione pubblica e la voce del padre
Il caso ha suscitato un’ondata di sdegno e preoccupazione per i bambini in Francia e in Portogallo. Jean Richert, procuratore di Colmar, interpellato dal quotidiano Le Parisien, ha dichiarato di non comprendere le motivazioni del gesto della coppia: “Non si capisce cosa sia successo, è come tutti gli altri”. Una frase che, nella sua laconicità, dice molto dello sgomento delle stesse autorità.
A farsi sentire è stato anche il padre dei bambini, che ha inviato una dichiarazione scritta al canale televisivo francese Ici Alsace TV. “È solo una questione di giorni, poi riavrò i miei figli. Da quando il commissariato di Colmar mi ha contattato per segnalare la loro scomparsa, penso a loro ogni secondo”, ha scritto. Ma l’uomo ha anche chiesto moderazione alla stampa: “I miei figli dovranno ricostruirsi una vita, come ho fatto io. Non hanno bisogno di essere riportati continuamente a questa tragedia”.
L’uomo ha inoltre precisato che interverrà di nuovo pubblicamente solo dopo essersi ricongiunto con i figli. Sul piano giudiziario, va segnalato che il tribunale di Setúbal ha chiarito che i bambini vivevano con la madre in Francia e che il padre, separato da Marine Rousseau, era titolare di un diritto di visita limitato e sotto supervisione.
Il trauma del gioco tradito
Tra gli aspetti più discussi dagli esperti c’è la natura del raggiro messo in atto dalla donna. Il fatto di aver trasformato tutto in un presunto “gioco” potrebbe compromettere profondamente la fiducia dei bambini nelle figure genitoriali, secondo quanto sottolineato dagli psicologi consultati dai media. Due bambini così piccoli, convinti di partecipare a una caccia al tesoro, si sono ritrovati completamente soli in un bosco, in un paese di cui non capivano la lingua, con le mani che cercavano un coltello sottoterra. Il danno psicologico, secondo gli specialisti, rischia di essere duraturo.
Cosa succede ora
Sul piano diplomatico e legale, le autorità francesi hanno già presentato una richiesta di rientro in patria dei due bambini. La Direzione generale dell’amministrazione della giustizia portoghese ha raccordato le informazioni con i tribunali francesi e il rientro dovrà seguire i passaggi ordinari previsti per minori coinvolti in procedimenti tra Stati. Nel frattempo i piccoli si trovano presso una famiglia affidataria portoghese che li ha accolti. La Francia starebbe preparando anche la pratica di estradizione per i due arrestati. Le indagini proseguono su entrambi i fronti: in Portogallo per consolidare le prove sull’abbandono, in Francia per fare luce sulla sottrazione dei minori e sulle condizioni in cui i bambini vivevano prima di questa terribile vicenda di abbandono.
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